25/05/2026
Largo Consumo 5/2026 - Approfondimento - pagina 28 - 1 pagina - Alessandra Apicella
Agricoltura

Più rese per il “Pomoindustria”

Più rese per il “Pomoindustria”

Il cambiamento climatico sta riducendo la produttività dei terreni e aumentando i costi in campo. Per stabilizzare le rese del pomodoro da industria e ridurre l’uso di input chimici, nel 2024 il Consorzio Interregionale Ortofrutticoli (Cio) ha avviato il progetto quadriennale “Pomo.do.ri”, con investimenti per circa 1 milione di euro, finanziati al 50% da fondi Ue (Ocm Ortofrutta reg. 2115/2021) e al 50% dalla filiera. Coinvolte le Op Ainpo, Casalasco e Poa e l’Università Cattolica di Piacenza. Dopo due anni, i dati preliminari indicano suoli più fertili, maggiore efficienza idrica e minore impiego di fertilizzanti di sintesi, con qualità mantenuta. «La valutazione economica è fondamentale», afferma Marco Dreni (Cio). Nel mercato, la superficie coltivata in Italia sale a 78.695 ettari nel 2025 (+3,7% sul 2024).

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Citati in questo articolo:
Consorzio Interregionale Ortofrutticoli (Cio), Poa (Produttori Ortofrutticoli Associati), Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili (Di.Pro. Ve.S.), Vincenzo Tabaglio, Marco Dreni, Ismea, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Casalasco, Ainpo