- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
Pernigotti riparte da Scrigni
Pernigotti porta con sé una storia lunga oltre un secolo e mezzo, nata a Novi Ligure nel 1860 e cresciuta attorno ad alcune icone della tradizione dolciaria italiana: gianduia, praline, torroni, stecche di cioccolato, creme spalmabili e prodotti da ricorrenza. Oggi il marchio è al centro di una nuova fase, che tiene insieme rilancio dell’identità Pernigotti, posizionamento autonomo di Walcor, private label e sviluppo di nuove direttrici commerciali.
A Tuttofood, Stefania Distefano, direttore commerciale confectionery Italia di Pernigotti, ha raccontato questo percorso partendo dal mercato italiano e dal rapporto con la grande distribuzione. Entrata nel gruppo dopo esperienze in Carrefour e Lindt & Sprüngli, la manager ha messo a fuoco le priorità dell’azienda: consolidare la presenza a scaffale, rafforzare il portafoglio, sostenere l’innovazione e accompagnare il marchio in una crescita più riconoscibile anche sui mercati esteri.
Per Distefano è anche il primo Tuttofood con Pernigotti. «Ricopro questo incarico in Pernigotti da poco più di un mese e per me è una fase nuova, con un team nuovo e una sfida importante. L’azienda è in fase di rilancio. L’Italia oggi rappresenta la base solida del business, ma in sviluppo c’è anche la parte estera. Siamo qui anche per cercare clienti internazionali e per raccontare il percorso che stiamo costruendo. Con il mio arrivo c’è stata anche la divisione delle business unit: Italia, gelato ed export. Io seguo la parte Italia. La sfida per me è non solo rilanciare, ma non perdere lo zoccolo duro costruito finora».
La novità presentata in fiera riguarda il mondo delle praline. «Il fatto di essere qui è legato anche all’innovazione. Presentiamo Scrigni, una pralina dalla forma vicina al torroncino, con una parte esterna croccante e un ripieno morbido. Le varianti sono pistacchio e tiramisù. Il tiramisù ha un richiamo forte, soprattutto all’estero. Richiama il dolce italiano e il caffè. Il prodotto uscirà sia in Italia sia all’estero e sarà uno dei pilastri dell’innovazione per l’autunno-inverno 2026. Stiamo finalizzando il progetto dal punto di vista della vendita e a breve presenteremo il catalogo alla forza vendita. Per questo oggi ci fermiamo sugli Scrigni e non anticipiamo altro».
Il rilancio passa anche dalla chiarezza tra i marchi. «Sulla parte praline e barrette parliamo di Pernigotti. Il rilancio deve identificare molto bene la distinzione tra il posizionamento di Pernigotti e quello di Walcor. Non devono andare in sovrapposizione», afferma Distefano. I due territori devono restare separati. «Pernigotti significa italianità, qualità ed esperienza piemontese, oltre alla tradizione. Walcor è un brand più pop, fondato sulle licenze e su un entry point di prezzo. Anche quando facciamo cioccolato in entrambi i casi, parliamo di due tipologie diverse». Perché la distinzione vale anche per il punto vendita. «È una chiave molto precisa da trasferire ai clienti, al retail e all’away from home. I due brand non devono giocare nello stesso mercato. Il target è diverso, il prodotto è diverso e nello scaffale non deve esserci confusione».
Accanto al brand resta il tema della marca commerciale. «La private label è cresciuta tanto in questi anni. I retailer hanno investito molto, anche nel cioccolato. Non cambiano fornitore ogni sei mesi: per entrare servono condizioni giuste, una fornitura solida e la capacità di intercettare lo spazio quando si apre». Sul marchio Pernigotti, però, la leva non può essere solo il prezzo. «Le prime leve sono innovazione e portafoglio. Se ci arrovelliamo solo intorno al prezzo, facciamo la guerra. Oggi poi c’è anche il tema della volatilità delle materie prime: cacao, nocciole, mandorle. È un fattore che pesa molto. La volontà è costruire su quello che è già stato fatto. Nell’ultimo periodo è stato fatto un grosso salto. La mia idea è dare una sterzata, ma partendo dallo zoccolo duro che esiste già», dice Distefano.
Il lavoro sul portafoglio non si ferma agli Scrigni. «Le praline - conclude Distefano - sono indubbiamente il segmento che vogliamo ampliare. Guardiamo anche alle barrette nella parte snack, perché è un mercato esploso negli ultimi anni». Nel mondo Walcor resta centrale la stagionalità. «Le monete fanno ancora da padrone, ma sono legate a un periodo specifico dell’anno e hanno molta concorrenza. L’obiettivo è costruire un portafoglio più articolato attorno ai diversi ruoli dei brand», spiega Distefano.
La sintesi è un rilancio che non parte da zero. Pernigotti lavora sulla propria storia per tornare più leggibile nello scaffale, mentre Walcor mantiene un ruolo distinto su target, prezzo e occasioni d’uso. La partita sarà trasformare innovazione, portafoglio e qualità percepita in nuovo spazio commerciale, senza diluire l’identità dei marchi.