29/05/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
visto a tuttofood 2026

Panealba rimette Campiello al centro 

Panealba rimette Campiello al centro 

Dai grissini ai biscotti, dai crostini alle nuove referenze dolci e salate, Panealba ha costruito nel tempo un percorso che unisce tradizione piemontese, sviluppo industriale e presidio di più momenti di consumo. Nata nel 1982 a Cherasco, in provincia di Cuneo, l’azienda riunisce oggi i marchi Panealba, Campiello e Artebianca Natura & Tradizione, con un portafoglio ampio nel mondo dei prodotti da forno.

A Tuttofood Milano, Francesca Riberi, marketing manager di Panealba, ha raccontato una fase di rilancio che passa dal nuovo lavoro sull’immagine di Campiello al ruolo storico dei Novellini, dalle novità nei frollini, come il Frollino allo yogurt greco, alla crescita della linea Gran Chicco e dei crostini. Un percorso sostenuto anche dall’export e dagli investimenti INDUSTRIALI.

La fiera ha rappresentato un appuntamento strategico e ben definito per Panealba, con un'identità chiara e obiettivi precisi. «Noi siamo tre brand: Panealba, Campiello e Artebianca, ciascuno con una propria vocazione e un pubblico di riferimento distinto. Il marchio con cui in fiera abbiamo portato più novità è Campiello, perché questo è un anno particolarmente importante: si tratta di un brand storico, radicato nella tradizione, che stiamo valorizzando con nuova energia e visione. Ci siamo resi conto di quante opportunità ci siano ancora da cogliere, sia in termini di prodotto che di presenza sul mercato», spiega Riberi.

Il punto di partenza è la forza, ma anche il peso specifico, di un prodotto diventato nel tempo sinonimo del brand stesso. «Siamo molto grati al Novellino, siamo leader del segmento, ma produciamo tanto altro»: una consapevolezza che racchiude insieme orgoglio e ambizione, la necessità di valorizzare un patrimonio senza restarne prigionieri. Da qui la decisione di lavorare in profondità sull'identità visiva, per costruire un'immagine capace di raccontare l'intera gamma con coerenza e riconoscibilità. «Abbiamo deciso di mettere mano all'immagine del marchio, con l'obiettivo di renderla più unitaria e contemporanea. Abbiamo mantenuto il nostro valore principale, il bianco, che ci distingue in uno scaffale molto colorato e affollato, dove emergere è sempre più difficile. Poi abbiamo lavorato su un filo conduttore visivo legato alle righe irregolari che contraddistinguono il nostro Novellino, riportandole come elemento grafico ricorrente sulle diverse linee di prodotto, per creare un sistema d'identità riconoscibile e coerente dall'inizio alla fine».

La novità più evidente riguarda il mondo dei biscotti. «Il grande lancio di questa fiera è il frollino allo yogurt greco. Lo inseriamo nella linea dei frollini mainstream. Il prodotto è interessante perché lo yogurt greco sta performando molto bene e ci permette di proporre una novità coerente con Campiello», afferma. Anche la gamma Gran Chicco viene ripensata dentro il nuovo linguaggio di marca. «Gran Chicco non vuole essere una linea salutistica in senso stretto. Il senso è l’importanza del chicco: la qualità del cereale. Abbiamo ampliato la linea con due nuovi prodotti, uno a base di crusca e avena, senza zucchero e l’altro con gocce di cioccolato e cereali croccanti».

Riberi conclude: « Accanto a Panealba e Campiello c’è Artebianca, un’azienda acquisita nel 2020 a Pietrasanta. È una realtà semi-artigianale, quindi un po’ diversa da Panealba». Una convivenza strategica di marchi che permette di presidiare mercati e linguaggi differenti. «Ognuno ha il proprio ruolo sul mercato: Campiello oggi ha l’obiettivo di trasferire il valore dell’innovazione, Panealba sta lavorando al consolidamento di segmenti come quello del crostino, con grandi performance e Artebianca ha una natura più artigianale e lavorerà per preservarla»,

L’export, infine, conferma che il prodotto da forno italiano può trovare spazio anche fuori confine, a patto di adattare formato, gusto e linguaggio alle esigenze dei diversi mercati.