22/05/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
visto a tuttofood 2026

Olympus rafforza yogurt greco, feta e halloumi 

Olympus rafforza yogurt greco, feta e halloumi 

Olympus Italia è la filiale italiana del gruppo greco Hellenic Dairies, specializzato in prodotti lattiero-caseari e alimentari della tradizione ellenica. In Italia presidia categorie come yogurt greco, feta DOP, halloumi, kefir, salse e succhi di frutta.

Giulia Boccadamo, Responsabile marketing di Olympus Italia, a TuttoFood, ha fatto il punto sulle novità presentate in fiera, sul ruolo dello yogurt greco, sulla crescita dei formaggi ellenici e sulle sfide di sostenibilità del packaging.

«Siamo sempre presenti a Tuttofood e a Cibus, perché sono gli appuntamenti in cui bisogna esserci prima dell’estate. Abbiamo iniziato a partecipare anche a Marca, che è il momento per aprire l’anno, ma Tuttofood e Cibus restano occasioni fondamentali: si vedono i nuovi lanci dei competitor, si incontrano le persone, si fa relazione», spiega Boccadamo.

Il primo fronte di lavoro riguarda lo yogurt greco, categoria in cui il prodotto bianco resta il riferimento principale. «Per quanto riguarda il mercato dello yogurt greco, il prodotto di punta è lo yogurt bianco. Quello che stiamo vedendo è la crescita dei formati grandi: puntiamo molto sul chilo e sul 500 grammi, soprattutto per lo yogurt bianco. Abbiamo sviluppato anche il senza lattosio da 500 grammi, perché alcune referenze sono già ad alta rotazione nel formato da 150 grammi, ma il prodotto è diventato più abituale nella spesa e si acquistano sempre di più i formati famiglia. Per uscire con un prezzo più competitivo, i grandi formati sono fondamentali. E’ vero che le referenze aromatizzate hanno il loro spazio, ma il baricentro della categoria resta lo yogurt greco bianco, ormai nei formati più grandi. Un altro prodotto che ha iniziato a essere molto richiesto è lo yogurt greco intero, con una percentuale di grassi tra il 5 e il 10%. A marchio Olympus abbiamo il 10% e abbiamo sviluppato anche grandi formati, perché vengono usati in cucina, in pasticceria, nelle preparazioni, anche dall’industria».

Accanto allo yogurt, il racconto di Olympus a Tuttofood passa dall’halloumi, formaggio cipriota che sta guadagnando spazio anche in Italia. «L’halloumi ha avuto un boom nel Nord e Centro Europa. Ora la grande distribuzione italiana sta iniziando a capire che è un prodotto che prende piede. Si vede molto nella ristorazione come alternativa vegetariana, negli hamburger e nei secondi. Noi siamo stati tra le prime aziende a credere in questo prodotto e abbiamo portato il formato da 200 grammi sottovuoto. Abbiamo anche formati hamburger, pensati per horeca e food service. Esistono poi grandi formati, ma oggi è ancora prematuro portarli in grande distribuzione. Crediamo molto in questo progetto, tanto che a fine 2024 abbiamo inaugurato lo stabilimento produttivo a Cipro dove oggi si produce circa la metà dell’halloumi esportato nel mondo», sottolinea Boccadamo. Il prodotto ha una forte identità d’origine. «L’halloumi ha ottenuto recentemente la DOP, quindi segue disciplinari rigidi di provenienza e ingredienti. È fatto con latte di mucca, pecora e capra, menta disidratata, sale e caglio. È un prodotto molto clean label e ha una consistenza unica: grazie all’alto punto di fusione, quando viene grigliato mantiene croccantezza fuori e morbidezza all’interno. Il latte viene tutto da Cipro», chiarisce la manager.

Il confronto con il mercato italiano conferma un cambio di passo. «Nel Sud Europa e nel Middle East  il prodotto piace e stanno iniziando a chiederlo. Oggi anche i buyer conoscono l’halloumi e iniziano a valutarne l’inserimento a scaffale. Ci sono anche insegne che stanno sviluppando il marchio privato. Certo, l’intenzione è far apprezzare sempre di più questi prodotti anche fuori dall’Europa. Non posso dare molti dettagli, ma si sta lavorando».

La feta resta un altro asse centrale della proposta Olympus. «Anche la feta è diventata un prodotto commodity. Siamo arrivati in Italia quando a scaffale si trovava un’unica referenza, mentre oggi iniziano a differenziarsi i brand. Ormai quasi tutte le insegne hanno una propria private label sulla feta», racconta. «Si stanno evolvendo i formati e vengono richiesti maggiori livelli di servizio, come il cubettato. Iniziano a svilupparsi anche le referenze senza lattosio e ci sono richieste anche a marchio privato. Non è più la nicchia di quattro anni fa: oggi anche la feta sta avendo un boom», prosegue Boccadamo.

La crescita della domanda impone attenzione anche alla gestione degli approvvigionamenti. «È un momento complesso, perché la disponibilità di latte va seguita con grande attenzione. Lo si vede anche nello yogurt greco: dopo il boom della categoria, per tutti i produttori è diventato più difficile assicurarsi la materia prima necessaria. E lo stesso vale per la feta, dove bisogna lavorare bene sugli acquisti e sulla programmazione. Essendo un gruppo grande, con rapporti consolidati con gli allevatori, riusciamo a garantire ai clienti il fabbisogno richiesto, ma oggi è fondamentale gestire gli stock con equilibrio».

Sul fronte della sostenibilità, il lavoro si concentra soprattutto sul packaging. «Abbiamo recentemente ridotto il contenuto di plastica in gran parte dei nostri packaging, fino al 30%. Stiamo lavorando a soluzioni monomateriale, in particolare per i packaging della feta e dei sottovuoto, che oggi sono multimateriale. Bisognerà adeguarsi entro il 2030, trovando soluzioni sostenibili ma compatibili con le caratteristiche organolettiche dei prodotti. La direzione è chiara - conclude la Responsabile Marketing di Olympus - spiegare la sostenibilità in modo concreto, senza perdere di vista la qualità. Per una categoria come la nostra, il packaging deve proteggere e conservare il prodotto, ma anche andare verso materiali più sostenibili». 

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Citati in questo articolo:
Hellenic Dairies, Giulia Boccadamo, feta, Halloumi, Cibus, Tuttofood, Sostenibilità, Olympus Italia