- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
Loacker punta su fragola, filiere e ricerca
Loacker è uno storico marchio altoatesino della pasticceria dolciaria, nato a Bolzano nel 1925 e specializzato in wafer, specialità al cioccolato e prodotti da ricorrenza. L’azienda mantiene un forte legame con la qualità delle materie prime, la filiera e l’identità naturale dei propri prodotti.
Alla manifestazione milanese Tuttofood, il brand ha fatto il punto su crescita dei ricavi, innovazione di prodotto, sostenibilità delle filiere e attenzione ai nuovi trend di consumo, in un percorso che conferma il ruolo dell’Italia come primo mercato e il rafforzamento della presenza internazionale.
«Continuiamo ad avere un trend positivo - spiega Roberto De Lucca, Head of Marketing and Trade Marketing Loacker Italia. In Italia siamo cresciuti dell’8% a fatturato, mentre l’estero registra una crescita del 6%. Secondo me il punto centrale è stata la coerenza: dopo anni di forte pressione sui costi e sulle materie prime, abbiamo cercato di attenuarne l’impatto, ma senza rinunciare ai nostri principi fondamentali. Questo ci ha premiato».
Il tema della coerenza si lega anche al percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda. «Da sempre lavoriamo per un’agricoltura sempre più sostenibile, evolvendo le nostre filiere attraverso percorsi di verticalizzazione dedicati alle materie prime strategiche. È questo legame tra responsabilità sul territorio e qualità eccellente degli ingredienti che definisce il nostro modo di fare impresa. Oggi siamo Società Benefit e l’anno prossimo puntiamo alla certificazione B Corp, certificazione internazionale. Per noi è un percorso complesso, ma sappiamo che è la strada giusta», afferma De Lucca.
La crescita riguarda anche i mercati internazionali. «All’estero stiamo crescendo molto, in particolare negli Stati Uniti e più in generale nelle Americhe. Da tempo siamo presenti in quei mercati, ma negli ultimi anni ci siamo focalizzati di più, anche grazie a collaborazioni con clienti importanti come Costco, che hanno consentito di sviluppare il business. Oggi gli Stati Uniti rappresentano una delle aree più importanti, insieme al Medio Oriente, dove siamo molto forti, per esempio in Arabia Saudita. L’Italia resta comunque il nostro primo Paese».
L’innovazione parte dalla ricerca e sviluppo. «Stiamo sviluppando un Technology Center in cui ci saranno una creative kitchen dedicata alla sperimentazione culinaria, laboratori di ricerca e sviluppo, un centro tecnico lab-scale per i test dei prototipi e una sala multifunzionale di scale-up.. L’obiettivo è lavorare sull’industrializzazione mantenendo coerenza con i nostri principi», spiega De Lucca. Alla base resta la scelta degli ingredienti. «L’innovazione è sempre basata sui nostri principi: facciamo tutto con ingredienti selezionati di qualità, per trasmettere il sapore autentico dei prodotti e un gusto 100% naturale. È il caso della fragola, una delle novità di quest’anno. Abbiamo lavorato con fragole vere, poi liofilizzate e trasformate in polvere di fragola. In Italia non è ancora un gusto così forte, ma sta diventando un trend. In alcuni mercati esteri è già tra i gusti più venduti. Vediamo anche altri operatori che stanno andando in questa direzione: è un segmento che si sta creando e noi siamo arrivati in tempo per proporlo al consumatore - osserva De Lucca. Nel mondo ci sono tanti trend attivi, ma noi dobbiamo scegliere quelli in linea con la nostra filosofia. Il primo criterio è che il gusto possa essere ottenuto con ingredienti selezionati di qualità che permettono di ottenere un gusto 100% naturale», chiarisce.
La valutazione passa da più fonti. «Indaghiamo attraverso istituti di ricerca, interviste ai consumatori e analisi dei vari mercati mondiali. Se negli Stati Uniti la fragola è un trend positivo, cerchiamo di capire se possa funzionare anche altrove. Allo stesso modo, un trend che nasce in Italia può essere proposto su altri mercati. Abbiamo quindi un’osservazione interna molto legata ai mercati internazionali», aggiunge. Un altro fronte riguarda l’evoluzione dei consumi. «In Italia la funzionalità sarà sempre più importante. Pensiamo all’invecchiamento della popolazione, alle famiglie che cambiano, ai nuclei sempre più monocomponenti, alla crescita delle intolleranze. Il senza lattosio ha ormai raggiunto livelli di penetrazione molto elevati e anche il senza glutine non riguarda solo chi soffre di celiachia, ma anche chi lo sceglie per altri motivi alimentari. Sono trend dove le aziende di marca stanno concentrando sempre più la loro innovazione», sottolinea.
Il tema degli zuccheri è già entrato nel percorso dell’azienda. «Abbiamo già lavorato su questo fronte con la campagna “Più che buono”, riducendo gli zuccheri e aumentando la parte di materia prima. Il nostro consumatore resta un consumatore goloso, ma vogliamo offrire alternative con meno zuccheri, senza rinunciare alla golosità».
La sostenibilità passa anche dal packaging. «Con il rilancio del 2020 abbiamo ridotto il film del packaging, riducendo in modo importante la CO₂ collegata al materiale migliorando anche la riciclabilità e riducendo le quantità dei materiali, ma mantenendo la fragranza del prodotto. Per il wafer è un tema delicato: appena prende umidità perde croccantezza. La difficoltà è proporre soluzioni più sostenibili senza compromettere la qualità. Abbiamo lavorato su alcuni prodotti con packaging in carta. Abbiamo fatto sperimentazioni anche sui prodotti classici, ma al momento l’impatto sul costo è ancora troppo elevato. Vogliamo creare prodotti premium accessibili: alta qualità, ma ad un prezzo accessibile».
Tra le novità recenti rientra anche Break3. «Lo abbiamo lanciato lo scorso autunno e sta andando molto bene. Siamo presenti praticamente in tutti i retailer italiani e abbiamo rotazioni che ci collocano tra i primi cinque prodotti del segmento. Sta funzionando anche nel fuori casa. È un prodotto più ricoperto, leggero, che si può dividere in tre parti e condividere con un punto prezzo interessante per il mercato. Siamo molto contenti dei risultati che sta ottenendo».