02/2026 - Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
L'Alto Adige tra saper fare e sapersi raccontare
Il food&wine come canale privilegiato di promozione del territorio e delle sue attività e di relazione con il consumatore, da raccontare agli addetti ai lavori per evidenziarne le potenzialità economiche e di ingaggio verso il pubblico.
E se il turismo è l'occasione più agevole, le Olimpiadi invernali sono un'opportunità unica e imperdibile.
Consapevole delle potenzialità della comunicazione delle proprie risorse imprenditoriali, IDM (acronimo di Innovators, Developers e Marketers) Consorzio di valorizzazione e promozione dell'Alto Adige in concomitanza con le Olimpiadi Milano Cortina 2026 ha organizzato un press tour inedito che ha unito leisure e business, mettendo in contatto le realtà più attive e rappresentative del comparto agroalimentare locale con la stampa specializzata, attenta per mestiere a intercettare e raccontare, ognuno dal proprio punto di vista, le eccellenze italiane e la loro reputazione in Italia e all'estero.
Anche Largo Consumo, testata trade focalizzata sui trend in atto nei comportamenti di spesa e sulle dinamiche economiche del mercato, ha preso parte a questa esclusiva occasione di scambio di conoscenze.
La filiera locale, dalla terra allo scaffale del supermercato è infatti motore di sviluppo, innovazione e valorizzazione del contesto e permette di portare nel mondo storie autentiche di lavoro, qualità e sostenibilità come bandiera del Made In Italy.
Le protagoniste sono state la Mela Alto Adige IGP, lo Speck Alto Adige IGP, il formaggio Stelvio DOP, i vini DOC e lo Schüttelbrot Alto Adige IGP, che come denominatore come hanno la qualità, il rigore dei disciplinari di coltivazione, la tutela dei piccoli produttori e delle loro famiglie e il gusto come veicoli di valori locali.
Qualità prima di tutto come scelta, senza compromessi: le materie prime infatti rispettano criteri ambientali e produttivi che vanno ben oltre gli standard previsti dalla legge, e il risultato ne trae vantaggio in termini di gusto e sostenibilità.
Durante i Giochi Olimpici queste eccellenze dell’Alto Adige sono state ambasciatrici del territorio con i rispettivi Consorzi di qualità, portando nel mondo la montagna, il lavoro e la passione della sua gente, elementi mai ostentati ma profondamente radicati.
La cucina altoatesina infatti ben si presta a raccontare il suo territorio, le sue persone e la loro cultura, fatta di forti identità ma anche commistioni, linguistiche innanzitutto. Ispirata alla filosofia "Cook the Mountain" si esprime nella sua forma più autentica e rispettosa unendo semplicità e consapevolezza, dove ogni ingrediente racconta una storia.
I vini a cui si accompagna (oggi oltre 4.800 viticoltori curano con passione 5.850 ettari di vigneti) sono di carattere, raccontano la sfida quotidiana di una viticoltura a tratti eroica, oggi apprezzata nel mondo per la sua riconoscibilità e qualità.
Tra visite in cantina e nelle realtà agricole, un po' di doverosa mondanità portata dalla gare olimpiche (il biathlon femminile ad Anterselva in questa occasione) e la degustazione delle eccellenze culinarie magistralmente elaborate dagli chef, è stato possibile apprezzare il valore dei vecchi mestieri di un territorio fiero e tenace che desidera farsi conoscere ancora meglio, anche come partner commerciale di valore dagli addetti ai lavori.
Non a caso, negli ultimi anni, l’Alto Adige è diventato una meta d’eccellenza per chi cerca esperienze autentiche con l’enoturismo come miglior veicolo di relazione con il pubblico ma anche un distretto produttivo vivace e resiliente.
Tra saper fare, e sapersi raccontare