- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
Caffè Motta accelera tra cialde, export e comunicazione
Caffè Motta è una torrefazione salernitana legata alla famiglia Mastromartino e alla cultura dell’espresso napoletano. Il marchio propone grani, macinato, cialde e capsule compatibili, con un presidio crescente nella grande distribuzione, nel canale professional, nell’OCS e sui mercati esteri.
Per l’azienda, che sta vivendo una fase di forte accelerazione, Tuttofood è stata l’occasione per raccontare un percorso di crescita costruito su marca, qualità del prodotto, comunicazione nazionale, sviluppo export e innovazione di assortimento. Un racconto che unisce la solidità di un’impresa familiare alla terza generazione con la volontà di costruire un ruolo sempre più riconoscibile nell’industria italiana del caffè.

A Tuttofood abbiamo incontrato Claudia Cacia, Direttrice Commerciale e Marketing di Caffè Motta, che ha presentato la nuova linea aromatizzata e ha fatto il punto su packaging, canali, investimenti pubblicitari, mercati esteri e prossime sfide del brand.
«Non si può non innovare oggi. Dare freschezza e novità al consumatore, ma anche ai partner, ai buyer e al mondo retail, rappresenta un elemento di continuità nella strategia e nel processo di crescita dell’azienda», spiega Cacia. La novità più visibile passa dalla nuova linea di aromatizzati e infusi in cialda, costruita anche attraverso un lavoro di identità visiva. «La nuova linea di aromatizzati ha un elemento di innovazione anche sul packaging. Abbiamo fatto una piccola rivisitazione del nostro logo, abbandonando il nero per un’immagine più fresca. È un primo esperimento, un modo per testare quello che potrebbe essere un percorso evolutivo del logo».
Il packaging diventa così uno strumento per emergere in una categoria sempre più affollata. «È una linea fresca, diversa dall’immagine tradizionale della categoria. Abbiamo voluto dare una veste grafica più moderna, raccontando l’elemento caratterizzante del prodotto, quindi orzo, ginseng, nocciola e infusi, ben visibili sul pack. In uno scaffale del caffè sempre più complesso, differenziarsi con colore, immagine e racconto è fondamentale».
Il lavoro riguarda anche la modalità d’uso, soprattutto per le referenze più vicine al mondo degli infusi. «Per prodotti come frutti rossi, tè al limone o camomilla, la cialda può avere una doppia modalità di erogazione. Si può usare nella macchina a cialde oppure gestirla in infusione. Abbiamo lavorato anche con una macchina a doppio filtro: uno per il caffè, uno per l’acqua calda e l’infuso», precisa.
La spinta innovativa, secondo Cacia, trova sponda anche nella proprietà. «Ho la fortuna di lavorare in un’azienda in cui la proprietà è molto lungimirante. Siamo alla terza generazione e c’è voglia di investire nella crescita. L’azionista e presidente ha una motivazione forte anche per il legame familiare con il marchio, che nasce dal nome della mamma, Motta, madre di Nicola Mastromartino», afferma.

Il percorso si innesta su un 2025 che l’azienda legge come anno di svolta. «Abbiamo una posizione importante nel comparto delle cialde. Cresciamo a doppia cifra da diversi anni e nel 2025 abbiamo registrato risultati molto soddisfacenti: +55% a valore, +40% a volume, passando da 17 a 27,5 milioni. Non è stato solo un effetto prezzo legato alle fluttuazioni della materia prima, ma anche un effetto distributivo: siamo entrati in nuovi gruppi e abbiamo acquisito nuovi clienti nella grande distribuzione e nel private label», dice Cacia. Accanto alla grande distribuzione, il marchio guarda anche al consumo fuori casa e agli uffici. «L’anno scorso abbiamo lanciato una linea dedicata al canale professional e OCS, iniziando a entrare anche in questo comparto. È un canale che ci dà visibilità e contribuisce all’awareness del marchio».
La crescita commerciale è accompagnata da una comunicazione molto più intensa. «Abbiamo iniziato il 2026 con product placement di rilievo sulle reti Rai, da Don Matteo a Un posto al sole, e continueremo con Doc. Saremo presenti anche su Sky, con programmi come 4 Hotel e 4 Ristoranti. A questo abbiamo affiancato il nuovo spot televisivo, lanciato a dicembre 2025 con uno storytelling creato ex novo. È stato un ritorno in televisione dopo diversi anni, soprattutto a livello nazionale. Abbiamo fatto una campagna a dicembre per Natale e poi da gennaio siamo andati in continuità con formati da 60, 40, 30 e 15 secondi. Parliamo di circa 300 spot a settimana e, secondo i dati Mediaset, gli investimenti 2026 ci posizionano tra i primi cinque investitori della categoria caffè».
Il posizionamento del brand viene costruito su tre leve. «Oggi abbiamo tre elementi di vantaggio competitivo: qualità del prodotto e resa in tazza, investimenti in comunicazione e un posizionamento di prezzo competitivo. Chi ci assaggia ci riacquista: i dati di rotazione ci dicono che il prodotto piace. Non ci possiamo calmare, perché siamo in una fase di crescita. Quando si è in salita bisogna spingere. Stiamo lavorando a un nuovo formato in downsizing della linea compatibile A Modo Mio, da lanciare nei prossimi mesi e a nuove miscele che potremmo portare nel 2026. Guardiamo anche ai trend futuri, dagli specialty coffee a nuove categorie, ma sono progetti ancora in lavorazione».
Un altro fronte di sviluppo è l’export. «L’export è uno dei canali che ci sta dando maggiore soddisfazione, in particolare Stati Uniti, Inghilterra e Nord Europa. Abbiamo avuto la fortuna di entrare in gruppi importanti, che hanno fatto da veicolo della marca in quei mercati. Nel primo quadrimestre abbiamo registrato crescite interessanti anche sull’Inghilterra», spiega Cacia. Le richieste dei mercati esteri non coincidono sempre con quelle italiane. «All’estero la richiesta è prevalentemente su capsule e grani, mentre nel mercato nazionale le cialde continuano a trainare la crescita. C’è molta curiosità per prodotti nuovi, come capsule aromatizzate o gusti particolari. Stiamo lavorando per soddisfare esigenze che cambiano molto da mercato a mercato».

La presenza alle fiere internazionali diventa parte integrante della strategia commerciale. «Abbiamo partecipato per la prima volta a Gulfood, un contesto davvero internazionale. Il processo di internazionalizzazione commerciale è uno dei focus della nostra strategia. Ad oggi, all’estero ci proponiamo con il marchio Caffè Motta, mentre il private label è tutto sul mercato italiano e vale circa l’8% del nostro giro d’affari. Nel rebranding della linea grani abbiamo scelto una forte connotazione nazionale, con naming orientati all’italianità e al mondo barista. Ci piace raccontare la marca attraverso italianità e territorialità», aggiunge Cacia. Concludendo, la manager spiega che il suo arrivo in azienda è stato favorito proprio dalla possibilità di incidere su un progetto in evoluzione. «Sono entrata per la possibilità di fare e creare qualcosa di diverso, mettendo competenze, energia e una mia impronta. Ma è indispensabile il lavoro della squadra: io sono l’interfaccia, dietro c’è la passione di tutti. In azienda ci sono Nicolò e Camilla, terza generazione della famiglia Mastromartino, con ruoli tra qualità, comunicazione e marketing e accanto a loro c’è anche Alessandro, parte della squadra che sta accompagnando questa fase di sviluppo. Sono ragazzi preparati, uniti, freschi. C’è massimo impegno sui risultati ed è davvero un bel momento».