05/06/2026
Mercato & Imprese 2026 - Approfondimento di comunicazione d'Impresa - pagina 82 - 1 pagina - Redazione di Largo Consumo
Le schede aziendali

Apofruit Italia: qualità, specializzazione e valorizzazione dell’offerta

Apofruit Italia: qualità, specializzazione e valorizzazione dell’offerta

Nata a Cesena nel 1960 come Cof, Apofruit Italia è cresciuta attraverso aggregazioni: nel 1991 il riposizionamento, nel 2003 la nascita del gruppo con l’incorporazione di Terre Bolognesi e l’ingresso di cooperative in Emilia-Romagna, Lazio, Basilicata e Sicilia; tra 2015 e 2020 l’acquisto del ramo “Ortofrutta fresca” di Terremerse e l’aggregazione di Piraccini Secondo. Il bilancio consolidato riporta 320 milioni di euro di fatturato e 245 milioni di valore medio della produzione, con 12 stabilimenti e 11 strutture di ritiro e stoccaggio. La base sociale conta 2.750 soci, 250 dipendenti fissi e 2.000 stagionali, 132.500 tonnellate conferite; export al 40% e bio al 30% del fatturato (Almaverde Bio, Solarelli). Ernesto Fornari, direttore generale, afferma: «La nostra strategia si basa su specializzazione, ricerca e innovazione per differenziare l’offerta».

 

 

 

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Argomenti

Citati in questo articolo:
Ernesto Fornari, Cof, Terre Bolognesi di Altedo, Vael, Metapontina, Generalfruit, Agra-Aiproco, Cooperativa Risorgimento, Piraccini Secondo, Candine, Mirco Zanelli, Almaverde bio, Dulcis, Apofruit Italia, Selenella, Pink Lady, Zespri, Terremerse, Solarelli, Mirco Zanotti