19/10/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
alimentazione e consumi

Proteine vegetali tra nuove abitudini e innovazione di prodotto

Proteine vegetali tra nuove abitudini e innovazione di prodotto

Il 65% degli italiani desidera aumentare la quota di proteine vegetali nella propria alimentazione, ma praticità, gusto e chiarezza delle etichette restano decisivi per tradurre l’interesse in consumi. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da MartinoRossi ad AstraRicerche e presentata a Milano a Spazio Nutrizione, nel quadro congressuale promosso dalla SINEP (Società Italiana di Nutrizione e Prevenzione). Lo studio confronta un campione rappresentativo di oltre mille italiani tra 18 e 70 anni con 100 professionisti, tra biologi nutrizionisti, dietisti e medici dietologi.  Gli italiani, sensibili al benessere, sono guidati dall’urgenza della prevenzione che acquista peso nelle scelte alimentari: il 67% degli intervistati considera l’alimentazione una medicina preventiva e il 65% ritiene che ciò che mangia oggi influirà sulla propria salute dopo i 70-75 anni. Se il 12% segue già uno stile orientato al vegetale, soprattutto flexitariano, il 25,5% prevede di spostarsi verso un’alimentazione tendenzialmente vegetale entro 5-10 anni. Rispetto a 3-5 anni fa, il 44% dichiara di consumare più prodotti vegetali.

I legumi sono presenti almeno una volta alla settimana nella dieta del 73,5% degli intervistati, ma soltanto il 9,8% li associa spontaneamente alla longevità. Quando vengono richiamati, il 78,4% ne riconosce l’utilità per invecchiare in salute. Tra i professionisti il consenso raggiunge il 95%, mentre il 74% li considera la fonte proteica più sottoutilizzata dagli italiani.

La disponibilità al cambiamento incontra però alcune resistenze: il 42% del campione pensa che un’alimentazione ricca di vegetali costi di più e il 40,6% giudica le alternative vegetali meno gustose. Per il 57% degli italiani e il 76% dei nutrizionisti, i prodotti vegetali confezionati possono favorire l’aumento delle proteine vegetali senza stravolgere le abitudini. Il 71% dei professionisti considera un prodotto pronto un compromesso accettabile se la composizione è buona.

Il 47% dei consumatori dichiara tuttavia di non capire bene che cosa contengano questi prodotti. Le richieste riguardano soprattutto assenza di additivi, conservanti e coloranti (80%), ricchezza di fibre (75,3%) e pochi grassi saturi (73%). Per l’industria, la sfida riguarda quindi formulazioni, informazione e facilità d’uso.

«I risultati di questa ricerca evidenziano chiaramente quanto sia forte e in crescita l’attenzione verso la longevità e la prevenzione, temi strettamente legati a ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto - commenta Matteo Angri, R&D Innovation Manager di MartinoRossi. Tanto i consumatori quanto i nutrizionisti sono oggi più consapevoli ed esigenti: cercano prodotti trasparenti, formulazioni equilibrate ed etichette “pulite”».

La risposta dell’azienda parte dalla progettazione del prodotto. Durante il congresso Angri ha spiegato come la ricerca affianchi alla valutazione nutrizionale quella del sapore, della consistenza e dell’esperienza di consumo. Il valore della formulazione deve trovare riscontro in un alimento gradevole e semplice da utilizzare, capace di entrare nelle abitudini quotidiane.

«Per questo in MartinoRossi lavoriamo costantemente sull’innovazione di processo e di prodotto con un obiettivo preciso: un’etichetta corta e chiara, fatta di pochi ingredienti riconoscibili, da cereali e legumi coltivati in filiera controllata, senza glutine e allergeni», afferma Angri. Nel suo intervento ha collegato questa impostazione alla comprensibilità delle informazioni: «Prodotti che siano facili da leggere», con «tutte le informazioni alla portata di tutti».

Un altro punto riguarda il posizionamento delle proposte vegetali. «Noi cerchiamo di dare, integrare», ha osservato Angri durante la presentazione, chiarendo che l’obiettivo è offrire alternative con cui arricchire la dieta quotidiana. Tra gli esempi illustrati, un preparato a base di lenticchie alternativo all’uovo, studiato per riprodurne funzionalità come la capacità di coagulare ed emulsionare, e preparati destinati a ricette alternative alla carne.

La semplicità apparente richiede un lavoro sui singoli ingredienti e sulla loro interazione nel prodotto finito. Angri ha inoltre richiamato la necessità di lavorare sulle barriere sensoriali e sulle difficoltà percepite nell’impiego dei legumi, valorizzando anche il confronto con i professionisti della nutrizione. «Vogliamo fare da ponte tra l’esigenza nutrizionale e la vita di tutti i giorni, rendendo il benessere a tavola una scelta semplice, gustosa e accessibile a tutti», conclude Angri.