28/05/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
visto a tuttofood 2026

Petti rilancia salse e filiera toscana 

Petti rilancia salse e filiera toscana 

Italian Food S.p.A. è la società del Gruppo Petti con sede a Venturina Terme, in provincia di Livorno, attiva nella produzione di conserve di pomodoro di alta qualità a marchio Petti e per private label. Il brand ha costruito il proprio posizionamento su pomodoro toscano, filiera corta, lavorazione a bassa temperatura, innovazione di scaffale e proposta premium.

A Tuttofood, Pasquale Petti, Amministratore Unico di Italian Food S.p.A ha raccontato di come l’azienda abbia messo al centro le nuove salse pronte in bottiglia, l’evoluzione della linea La Completa ai 6 Pomodori, lo sviluppo internazionale e il lavoro sulla sostenibilità della filiera in Val di Cornia.

La novità più immediata riguarda lo scaffale delle salse. «Tuttofood è una vetrina importante, sia per il mercato italiano sia per quello internazionale. In questa edizione portiamo una grande novità: le Salse Pronte Petti», spiega Petti. La linea è pensata per un consumo rapido, ma coerente con il posizionamento del marchio. «Sono salse in bottiglia, senza zuccheri aggiunti, con etichetta corta, ingredienti naturali e senza conservanti. La ricetta combina pomodoro Petti, olio extravergine e aromi. La scelta è presidiare un segmento preciso. Infatti, arricchiamo lo scaffale delle salse pronte in bottiglia, mentre non presidiamo quello dei sughi pronti, che riteniamo molto affollato di proposte. Vogliamo soddisfare un pubblico che richiede un prodotto pratico e veloce, senza rinunciare alla genuinità e alla qualità del pomodoro Petti», afferma l’Amministratore Unico.

Accanto alle salse, Petti porta avanti il lavoro sulla linea dedicata alla biodiversità del pomodoro italiano. «Vogliamo celebrare per il secondo anno La Completa ai 6 Pomodori, realizzata con pomodori provenienti dalle sei regioni italiane a vocazione conserviera. Dopo la passata, nel 2026 abbiamo lanciato la Polpa Fine ai 6 Pomodori, sulla scia del successo della proposta precedente. E il riconoscimento del mercato sostiene il percorso, tanto che la passata è stata eletta Prodotto dell’Anno nel 2025. La Polpa Fine è stata eletta Prodotto dell’Anno nel 2026, nel solco dell’innovazione che è nel Dna Petti», sottolinea con soddisfazione Petti. L’innovazione, per il brand, nasce anche dal modo in cui la categoria viene presentata al consumatore. «Siamo nati con un marchio che ha voluto innovare lo scaffale, portando prima in Gdo una passata regionale toscana, con etichetta trasparente e metodo di lavorazione a bassa temperatura. In un mercato difficile, affollato e pieno di proposte, cerchiamo sempre di distinguerci con novità che per fortuna riscuotono un ottimo riscontro dalla Gdo e dai consumatori».

«Sul piano internazionale abbiamo deciso di presidiare mercati che valorizzano la qualità e la premiumness del nostro brand. Anche all’estero c’è molta competitività nelle conserve di pomodoro e non tutti i mercati sono facili da penetrare senza investimenti importanti. La selezione dei Paesi diventa quindi parte della strategia e stiamo scegliendo mercati più ricettivi verso i valori distintivi della nostra gamma. Guardiamo al Nord Europa, a Israele, ai Balcani, al Regno Unito. Stiamo iniziando progetti in Nord America, siamo presenti anche in Brasile e in India, un Paese alla ricerca di nuovi brand nel pomodoro, probabilmente per una trasformazione dei consumi e della società. Arriviamo anche in Oriente e negli Emirati Arabi, anche se è un periodo particolare. In quei mercati spesso è più forte la domanda legata a ristorazione e food service, mentre per noi il mercato retail resta più strategico», spiega Pasquale Petti.

Il tema sostenibilità passa prima di tutto dalla materia prima. Come prosegue il manager, «Lavoriamo molto sulla filiera corta, che è il valore fondante della nostra gamma. Il progetto nasce per convogliare l’offerta di pomodoro toscano che abbiamo intorno allo stabilimento di Venturina Terme. Abbiamo costruito un progetto di filiera sostenibile, perché riduce i tempi di percorrenza della materia prima verso lo stabilimento. Cerchiamo di stringere sempre di più il cerchio in Val di Cornia, che è la nostra area di presidio». Il lavoro coinvolge direttamente gli agricoltori. «Stiamo lavorando con loro per migliorare le tecniche di irrigazione dei campi, anche spinti dalle vicissitudini e dai cambiamenti climatici, che purtroppo a volte ostacolano la campagna di raccolta estiva. In stabilimento stiamo cercando anche di rendere più virtuoso il ciclo dell’acqua, con depurazione e riciclo nella produzione.

Il racconto della filiera toscana si lega al territorio. Come conclude Petti, «Abbiamo campi in Maremma molto belli, con piccoli appezzamenti e famiglie ancora fortemente legati alla produzione agricola. La Toscana è caratterizzata da superfici più frammentate: non è come altre aree dove ci sono estensioni più grandi e coltivazioni irrigate da grandi fiumi. La specificità agronomica entra anche nel profilo del prodotto: i campi vengono irrigati da pozzi artesiani, il terreno è particolarmente ricco di sali minerali, anche per la vicinanza al mare. Questo regala al pomodoro sapidità e un pH naturalmente equilibrato, che non richiede l’aggiunta di acido citrico».

La sintesi è un percorso che tiene insieme innovazione di scaffale, controllo della filiera e selezione dei mercati. Petti punta a crescere senza snaturare il proprio posizionamento: salse pronte per intercettare nuove occasioni di consumo; La Completa per raccontare la biodiversità italiana; export mirato per valorizzare la fascia premium; filiera toscana come leva di identità e sostenibilità.

Argomenti

Citati in questo articolo:
Biodiversità, territorio, Pasquale Petti, Italian food, Tuttofood, Gdo, PL, Sostenibilità, Gruppo Petti