21/12/2023
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
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P3 e le previsioni di Sean Culey sul futuro della Logistica

P3 e le previsioni di Sean Culey sul futuro della Logistica

Uno sguardo sul futuro del settore Logistico

Questo articolo è stato scritto su richiesta di P3, investitore a lungo termine specializzato nella gestione e nello sviluppo di immobili logistici in Europa, che da anni collabora con il futurologo Sean Culey per divulgare suggestive vision del prossimo futuro nel settore logistico e del retail.  Ecco, dunque, cosa riserva il 2024, secondo Culey, al mercato dell’immobiliare retail europeo.

Lo stato dell’immobiliare retail 2024:

Intelligenza artificiale ovunque: in negozio, online e nella supply chain

Il 2023 è stato un anno difficile per i retailer europei, poiché la lenta crescita economica, le questioni geopolitiche e le pressioni inflazionistiche hanno creato un clima macroeconomico difficile. La crisi dovuta all’aumento del costo della vita ha spinto i consumatori a essere molto selettivi su come investire le proprie risorse e molti lavoratori a basso reddito hanno dovuto scegliere tra il riscaldamento e il cibo. Il Regno Unito, ad esempio, ha registrato un calo del 2,7% su base annua delle vendite al dettaglio, che ha colpito più duramente i negozi di abbigliamento e di articoli per la casa. L’inflazione complessiva per la regione dell’Eurozona ha raggiunto il picco del 10,6% nell’ottobre 2022, con conseguente aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, che ha ulteriormente ridotto la spesa dei consumatori e disincentivato gli investimenti nel settore immobiliare retail. I rivenditori sono stati pertanto costretti a cercare iniziative di riduzione dei costi per migliorare la redditività.

Cosa riserva quindi il 2024 al mercato dell’immobiliare retail europeo e come reagiranno i retailer?

La rinascita dei negozi fisici

Il quadro economico appare più roseo a partire dal 2024, poiché si prevede che il PIL in tutta Europa crescerà dello 0,9% nel 2024 e dell’1,9% nel 2025. L’inflazione nell’Eurozona dovrebbe scendere al 2% entro la fine del 2024, portando a una crescita dei volumi delle vendite al dettaglio dello 0,7% prima di accelerare al 2,0% nel 2025, superando i livelli pre-pandemia. Con l’aumentare della fiducia economica, il mercato immobiliare retail inizierà a riscaldarsi, generando una crescita delle locazioni per gli spazi commerciali di prima qualità in tutta Europa mentre i retailer con una buona solidità di capitali attueranno piani di espansione dei negozi e apriranno nuovi punti vendita nelle principali città europee. Con l’intensificarsi della concorrenza per spazi di qualità, l’interesse geografico degli investitori immobiliari retail dovrebbe ampliarsi e dovrebbero emergere nuove aree di crescita degli affitti di prima qualità. I rivenditori sceglieranno inoltre una migliore disposizione dei negozi, ridimensioneranno i punti vendita e ridurranno i portafogli di negozi per migliorare i margini.

Sempre più attenzione verrà dedicata alle nuove tecnologie in modo da favorire la ricerca di una maggiore redditività nelle difficili condizioni di mercato attuali. L’intelligenza artificiale è al centro di questo boom degli investimenti digitali, in quanto viene utilizzata per migliorare l’esperienza omnicanale del consumatore, coinvolgere e connettersi con i consumatori su più piattaforme e promuovere l’efficienza della catena di fornitura.

L’intelligenza artificiale nei negozi

Sono ormai finiti i giorni in cui lo shopping veniva diviso nettamente tra esperienze online e offline. Uno studio dell’IBM Institute for Business Value (IBV) del 2022  afferma che “i consumatori di oggi non vedono più lo shopping online e quello offline come esperienze distinte. Si aspettano che tutto sia sempre connesso”. L’evoluzione dell’omnicanalità è guidata dalla crescente complessità del percorso del cliente che fonde esperienze online e offline su più piattaforme e dispositivi. Gli algoritmi avanzati stanno migliorando la conversione dei dati di shopping e di navigazione in un’esperienza omnicanale del consumatore più personalizzata e fluida. Prezzi dinamici e modelli di abbonamento sofisticati, alimentati dall’analisi dei dati in tempo reale, promettono inoltre di rivoluzionare il modo in cui i rivenditori stabiliscono e adeguano prezzi e sconti, contribuendo a garantire la fedeltà a lungo termine attraverso un coinvolgimento più personale.

La maggior parte dei rivenditori omnicanale ora offre anche un servizio gratuito “click-and-collect”, in cui i prodotti acquistati online possono essere ritirati in negozio. In questo modo il magazzino al dettaglio si trasforma in un punto logistico, in cui vengono conservate le scorte per il negozio, gli ordini online e i resi. Queste unità logistiche all’interno dei negozi diventeranno sempre più automatizzate, utilizzando una mini versione dei sistemi robotici ASRS impiegati nei principali centri logistici. Portare i consumatori online nel negozio consente inoltre al rivenditore di attirare gli acquirenti con esposizioni e promozioni di prodotti fisici.

I negozi fisici continueranno a diventare automatizzati, dotati di sensori, telecamere e sistemi biometrici di accesso e pagamento. I rivenditori europei come Albert Heijn guardano sempre più ai negozi automatizzati per risparmiare sui costi di manodopera, aumentare gli orari di apertura e ridurre al minimo il taccheggio. Quest’ultimo punto è particolarmente dolente, dato che il livello dei furti nei negozi e nei centri di distribuzione è esploso a causa, in parte, della crisi del costo della vita e della riluttanza della polizia a indagare sulla piccola criminalità. Negli Stati Uniti, nel 2022, a causa di furti nel commercio al dettaglio sono andati perduti 112,1 miliardi di dollari, cifra che si prevede salirà a oltre 140 miliardi di dollari entro il 2025.

Nel Regno Unito, il costo dei furti nel commercio al dettaglio è destinato a raggiungere i 7,9 miliardi di sterline nel 2023, di cui il 60% è compiuto dagli "acquirenti" (4,7 miliardi di sterline), mentre il resto (3,2 miliardi di sterline) è responsabilità dei dipendenti che lavorano nei centri di distribuzione, nella distribuzione e nei negozi. Le casse self-service hanno facilitato i furti: il 66% dei rivenditori ha dichiarato che le perdite alle casse self-service sono un problema crescente e ha riferito che il 20% degli acquirenti ha rubato qualcosa al momento dell’utilizzo delle casse self-service.

I negozi automatizzati “just walk-out” potrebbero essere una soluzione. Questi negozi senza cassieri sono interessanti non solo per il risparmio di manodopera e la capacità di essere aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma perché richiedono l’identificazione personale tramite carta di pagamento o scansioni biometriche per entrare e pagare. Questo agevole sistema di acquisto e pagamento sarà probabilmente adottato anche dal consumatore poiché accelera l’accesso e il pagamento, creando un’esperienza di acquisto più soddisfacente. Un approccio che consente al personale di concentrarsi sul rifornimento degli articoli e su un servizio al cliente di qualità superiore.

Intelligenza artificiale online

I canali social e le voci indipendenti influenzano sempre più i modelli di acquisto dei consumatori. Tale cambiamento nel comportamento dei clienti ha spinto i rivenditori a rivalutare le proprie strategie di comunicazione e di marketing. I rivenditori non possono più dare per scontata la fedeltà e cercano modi innovativi per entrare in sintonia con un pubblico sempre più selettivo. I consumatori della generazione Z sono particolarmente esigenti e si aspettano che i brand dimostrino una coscienza sociale, si allineino alle loro opinioni politiche e riflettano le loro prospettive. Qualsiasi passo falso può far sì che un marchio diventi virale, con conseguente boicottaggio di massa e crollo del prezzo delle azioni.

Nonostante i rischi, i rivenditori hanno scoperto che i social media sono un modo efficace per raggiungere sia la generazione Z che la base di consumatori più avanti con gli anni, concentrando i contenuti su ciò che è culturalmente rilevante per loro. Mentre la generazione X e i baby boomer si trovano su Facebook, i nuovi consumatori della generazione Z trascorrono il loro tempo su piattaforme come TikTok e Instagram. I rivenditori utilizzano gli algoritmi per unire l’attività sui social media con la loro presenza al dettaglio online, in modo da poter monitorare l’attività sui social media di un consumatore e offrirgli suggerimenti pertinenti e stimolanti sui prodotti. Questo va dall’invio di messaggi sul brand e di vendita al momento giusto fino all’offerta di sconti personalizzati e contenuti utente sindacati. I rivenditori utilizzano i social media anche per identificare potenziali collaborazioni e partnership con influencer del marchio di cui avvalersi per raggiungere la propria base di iscritti. Il social shopping, la fusione tra social media ed e-commerce, è quindi destinato a diventare un campo di battaglia cruciale per il commercio al dettaglio nel 2024. Questo fenomeno si intensificherà nel 2024, quando Twitter si trasformerà completamente in “X - The Everything app”, diventando un canale di vendita al dettaglio e una piattaforma di pagamento non dissimile dalla piattaforma cinese WeChat.

L’intelligenza artificiale e la supply chain

Indipendentemente dal fatto che il consumatore sia in negozio o online, si aspetta che la merce sia disponibile in magazzino e che, ogni volta, arrivi nei tempi stabiliti. Dal pagamento rapido alla consegna accelerata, la velocità conta quanto la convenienza. Questa aspettativa elevatissima per quanto riguarda la consegna sta esercitando un’enorme pressione sulle supply chain al dettaglio che, ancora una volta, sono alla ricerca di una tecnologia che possa risolvere il problema. Desiderando trovare risposte più predittive, i rivenditori sperano che gli strumenti di pianificazione, programmazione e decision intelligence basati sull’intelligenza artificiale li aiuteranno a migliorare le previsioni, ridurre i costi operativi e sviluppare una catena di fornitura più agile e flessibile. Sebbene siano stati effettuati investimenti significativi nella business intelligence e nell’analisi dei dati, i dirigenti del settore retail riconoscono di non essere riusciti a tradurre i dati in informazioni utili per il futuro. La situazione sta cambiando. Gli strumenti di decision intelligence basati sull’intelligenza artificiale come Upp e Peak.AI e i motori di comportamento dei consumatori come Predyktable affermano di fornire funzionalità di analisi dei dati avanzate che eliminano le congetture e l’incertezza dal futuro processo decisionale del retail. Phillip Sewell, CEO e co-fondatore di Predyktable: “In un panorama caratterizzato da rapidi cambiamenti e sfide senza precedenti, la capacità di adattarsi, innovare e sfruttare il potenziale dell’intelligenza predittiva sarà la chiave di volta per i leader del settore retail che cercano di navigare tra le maree del cambiamento nel 2024… C’è anche bisogno di soluzioni attuabili, di proporre raccomandazioni che facilitino decisioni aziendali più redditizie ed etiche”. Nel prossimo anno dobbiamo quindi aspettarci di vedere i retailer continuare a perseguire livelli crescenti di sofisticazione digitale, con una netta distinzione tra chi è in grado di utilizzare questi strumenti per fornire approfondimenti e valore e chi invece non è in grado di farlo.

In conclusione

Tutti i fattori sopra menzionati richiedono, in ultima analisi, modi migliori di utilizzare dati e contenuti, e questo è il vero segreto dietro trasformazioni di successo nel settore del retail nell’attuale epoca segnata dalla tecnologia digitale e dalle incertezze del mercato. Riuscire ad avere le giuste nozioni di base, riunire le operazioni fisiche e digitali e i dati ad esse collegati in una piattaforma omnicanale che abbia senso fornendo allo stesso tempo le operazioni a supporto della catena di fornitura è essenziale per prepararsi al prossimo anno nel settore retail, indipendentemente da come andrà a finire.