01/2026 - Notizia breve - Redazione di Largo Consumo
New Factor: cresce il consumo di frutta secca
Il trend in forte crescita della frutta secca vede tra i protagonisti del mercato italiano New Factor, azienda romagnola attiva dagli anni ’80 nella lavorazione e commercializzazione di frutta secca a guscio e sgusciata, con un ricco assortimento sia in private label sia a marchio proprio, con Mister Nut e Noci di Romagna.
Il recente ingresso nella compagine societaria di Carlo Mangini, manager di lunga esperienza con delega allo sviluppo commerciale e al marketing, ha dato nuovo impulso all’azienda.
“È stato un rilancio importante – afferma Mangini da Marca 2026 – ma soprattutto un rafforzamento della consapevolezza delle grandi potenzialità, ancora inespresse, dell’azienda della famiglia Annibali, valorizzando innanzitutto il capitale umano”.
Il 2025 ha infatti registrato una crescita del 15% a valore, con prospettive positive anche per il 2026. “Abbiamo lavorato a un riposizionamento del brand Mister Nut, che ad aprile sarà rilanciato anche sul fronte della comunicazione.
Continueremo a valorizzare una proposta orientata all’alto contenuto di servizio, per un prodotto versatile che oggi – soprattutto nella versione sgusciata – accompagna gli italiani in diversi momenti della giornata: dalla colazione agli snack spezzafame, dall’alimentazione sportiva all’aperitivo, con un’ampia varietà di declinazioni e formati”.
L’obiettivo, conferma Mangini, è consolidare la presenza sul mercato italiano, lasciando per ora in secondo piano l’estero.
“Puntiamo sui piccoli formati e sulla dinamicità, per essere sempre reattivi alle esigenze del consumatore e delle insegne partner”. Anche nel segmento delle noci le opportunità non mancano.
“Il brand Noci di Romagna produce oggi 800 tonnellate l’anno, ma l’obiettivo è raggiungere quota 2.000, in un mercato che ne consuma 50 mila e che quindi deve far ricorso in misura significativa alle importazioni.
La proposta a marca del distributore è molto forte, rappresenta oltre il 50% del valore della categoria – che vale 1,35 miliardi – e lascia ampi margini di sviluppo.
Siamo presenti prevalentemente nella GDO per il target consumer, ma presidiamo con attenzione anche il vending, fino alla fornitura di materia prima per l’industria e al canale fuoricasa.
Senza dimenticare alcune presenze simboliche, come quella su Trenitalia, che rappresentano presidi di visibilità strategici”.
La partecipazione a Marca si conferma una scelta vincente. “È una fiera intelligente – conclude Mangini – perché oggi bisogna essere veloci, agili nell’intercettare i trend e nell’innovazione di prodotto. Un esempio è il Dubai Chocolate con pistacchi.
Essere qui permette di raccontarsi e di interagire con la distribuzione in modo concreto”.