22/09/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
industria alimentare

Moser, nuovo stabilimento e 57 milioni di fatturato: lo Speck altoatesino accelera la crescita

Moser, nuovo stabilimento e 57 milioni di fatturato: lo Speck altoatesino accelera la crescita

Moser, azienda altoatesina specializzata nella produzione di Speck, prosegue il proprio percorso di sviluppo puntando su capacità produttiva, innovazione di prodotto e mercati internazionali.

Fondata nel 1974 a Naturno dai fratelli Adolfo e Walter Moser, l’impresa è oggi alla terza generazione familiare e ha chiuso il 2025 con un giro d’affari di 57 milioni di euro. Una crescita costruita progressivamente, attraverso investimenti industriali e una forte specializzazione: lo Speck rappresenta circa l’85% dei volumi di vendita aziendali, mentre l’affettato genera oltre la metà del fatturato.

«In sei o sette anni siamo cresciuti da 40 a 57 milioni di euro. È una crescita importante, ma non è stata un’esplosione improvvisa. Abbiamo costruito progressivamente questo sviluppo», racconta Matthias Moser, che segue principalmente le vendite e la gestione del personale.

Il nuovo stabilimento sostiene lo sviluppo

L’incremento della domanda ha reso necessario un ulteriore ampliamento della struttura produttiva. Il nuovo reparto è dedicato alle lavorazioni successive alla stagionatura, alla preparazione dello Speck per l’affettatura e il confezionamento, con una particolare attenzione anche allo stoccaggio e alla logistica.

«A un certo punto siamo arrivati al limite della nostra capacità produttiva. Avevamo molte richieste da parte dei clienti, ma gli stabilimenti erano pieni e non riuscivamo ad aumentare ulteriormente i volumi», spiega Moser.

L’investimento risponde a una duplice esigenza: aumentare la capacità produttiva e migliorare il servizio alla distribuzione. «Per noi è fondamentale poter garantire puntualità nelle consegne, disponibilità dei prodotti e un livello di servizio elevato. Il nuovo stabilimento ci permette di rispondere meglio alle richieste e di creare le condizioni per crescere ulteriormente».

Il potenziamento industriale accompagna anche la strategia di internazionalizzazione. Oggi l’Italia genera circa l’85% del fatturato, mentre il restante 15% proviene dall’estero. L’obiettivo è portare progressivamente la quota internazionale al 20%.

«Il mercato italiano è ormai abbastanza saturo e, per crescere ulteriormente, dobbiamo necessariamente guardare anche all’estero, dove mediamente i margini sono più elevati», osserva Moser. Tra i mercati esteri figura anche quello statunitense, nel quale l’azienda opera dal 2019 e che rappresenta il terzo mercato internazionale per importanza.

Dallo Speck Gran Riserva ai nuovi formati di consumo

La specializzazione costituisce il principale elemento distintivo dell’azienda, con una gamma articolata per stagionatura, caratteristiche organolettiche, formato e destinazione d’uso.

«Per molti nostri concorrenti lo Speck rappresenta soltanto una categoria all’interno di un assortimento molto più ampio. Noi abbiamo fatto una scelta diversa: ci consideriamo degli specialisti dello Speck. Quando un cliente pensa a questo prodotto, vogliamo che possa trovare all’interno del nostro portafoglio tutto quello di cui ha bisogno».

Al vertice della gamma si colloca lo Speck Gran Riserva, realizzato con carne suina 100% italiana e una stagionatura minima di 30 settimane. Accanto allo Speck Alto Adige IGP, stagionato almeno 22 settimane, l’azienda sviluppa soluzioni capaci di intercettare modalità di consumo più contemporanee.

È il caso delle referenze ready-to-eat Stick, Cubetti, Sfilacci e Tapas, disponibili in confezioni da 60 a 80 grammi, che ampliano le occasioni di utilizzo dello Speck, dallo snack alla preparazione di ricette quotidiane.

«Vogliamo far capire che lo Speck può essere consumato in tanti modi e durante tutto l’anno. Non soltanto come prodotto tipico da acquistare durante una vacanza in Alto Adige, ma anche come ingrediente da utilizzare abitualmente in cucina», sottolinea Moser.

Tradizione e innovazione nella stessa filiera

La crescita industriale non modifica l’impostazione produttiva dell’azienda, che continua a effettuare manualmente la salatura, adattandola alle caratteristiche delle singole cosce, e privilegia un’affumicatura delicata.

«Nella nostra famiglia c’è sempre stata una persona che conosce concretamente il mestiere e sa come si produce lo Speck. Questo per noi è fondamentale».

A questo patrimonio di competenze si affiancano tecnologie avanzate e certificazioni internazionali, tra cui IFS e BRC.

Anche la comunicazione, diretta da Stephanie Moser, Responsabile Marketing dell'azienda di famiglia, sostiene lo sviluppo. Dopo il rinnovamento del marchio nel 2024, con il posizionamento “Moser, maestro dello Speck”, l’azienda continua a investire nella notorietà del prodotto, affiancando le iniziative del Consorzio dello Speck Alto Adige IGP. 

«Quando partiremo con la nuova attività di comunicazione, verranno diffuse anche le relative informazioni alla stampa. La campagna avrà una diffusione nazionale e sarà concentrata soprattutto nel periodo autunnale, con iniziative previste tra ottobre e novembre. L’obiettivo rimane quello di rafforzare ulteriormente la conoscenza dello speck e del marchio Moser, accompagnando lo sviluppo commerciale reso possibile anche dal nuovo stabilimento» conclude Matthias Moser.

Speckworld, un viaggio nella cultura dello Speck

A rafforzare il legame tra prodotto, territorio e consumatore contribuisce anche Speckworld, lo spazio esperienziale realizzato dalla famiglia Moser nel 2012 a Naturno, a pochi passi dalla sede produttiva. Un luogo che unisce cultura gastronomica, scoperta e degustazione, raccontando la storia dello Speck Alto Adige IGP attraverso un percorso museale allestito in una tipica casetta contadina. Utensili d’epoca, un antico affumicatoio e installazioni multimediali accompagnano i visitatori alla scoperta delle tecniche tradizionali e moderne di lavorazione.

A completare l’esperienza è il punto vendita, dove degustare e acquistare l’intera gamma Moser, insieme a numerose specialità gastronomiche altoatesine, dai salumi tradizionali allo Schüttelbrot, fino a canederli, composte e prodotti tipici del territorio.

Speckworld diventa così anche uno strumento di valorizzazione commerciale, capace di avvicinare i consumatori alla cultura del prodotto e di rafforzare l’identità di un’impresa che continua a investire nella crescita industriale senza rinunciare alle proprie radici altoatesine.

Argomenti

Citati in questo articolo:
Alto Adige, Matthias Moser, Stephanie Moser, Speckworld, Naturno, adolfo moser, Walter Moser, Peter Moser, Igp