- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
MartinoRossi porta l’inclusività a tavola
MartinoRossi è un’azienda cremonese specializzata in ingredienti e soluzioni alimentari senza allergeni a base di cereali e legumi, con un presidio storico nel B2B e uno sviluppo crescente nei canali retail e foodservice. Accanto all’attività industriale, l’azienda ha costruito un portafoglio di brand proprietari, tra cui Beamy, Mr.Beans, Goodly e Mais Corvino, dedicati a prodotti vegetali, proteici, senza glutine e senza allergeni.
Nel corso della manifestazione milanese Tuttofood, Camilla Borghi, responsabile marketing di MartinoRossi, ha presentato un percorso che unisce innovazione di prodotto, ricerca sugli ingredienti, filiera agricola e nuove modalità di consumo. Il filo conduttore è l’inclusività alimentare: prodotti pensati non solo per chi ha allergie o intolleranze, ma anche per chi cerca alternative vegetali, maggiore apporto proteico, praticità e gusto.
«Le novità non mancano durante tutto l’anno, ma scegliamo di condensarle nei principali appuntamenti fieristici. In Italia questa è la fiera di riferimento e qui introduciamo diverse innovazioni per i nostri brand. Beamy, primo marchio retail dell’azienda dedicato al consumatore finale, era finora focalizzato su preparati secchi a temperatura ambiente, con shelf life lunga, che il consumatore prepara a casa come alternativa alla carne e alle uova. Quest’anno, invece, entriamo anche nello scaffale dei pronti, con tre sughi vegetali».
Le referenze si inseriscono dentro il perimetro che caratterizza il brand: plant-based, senza glutine, senza soia e senza allergeni. «Arriviamo con tre proposte: ragù vegetale, cacio e pepe vegetale e carbonara vegetale. Il denominatore comune sono le proteine di MartinoRossi. Nel ragù utilizziamo un testurizzato proteico di pisello, che dà anche una sensazione di consistenza e masticabilità. Negli altri due casi parliamo invece di salse, pensate in primo luogo per accompagnare la pasta, ma versatili anche in abbinamento a crostini o polenta. Il ragù e la cacio e pepe sono entrati in distribuzione a novembre e stanno registrando performance molto positive. La carbonara, invece, rappresenta una proposta ancora più innovativa, perché oggi non esiste una referenza analoga a scaffale. Si tratta di una crema: chi non è vegano può anche aggiungere pancetta o altri ingredienti, ma può essere una soluzione interessante anche per chi è allergico alle uova. La carbonara senza uova è un tema importante proprio per quel consumatore».
Il confronto con l’alternativa vegetale all’uovo aiuta a spiegare la logica di gamma. «Il preparato per sostituire le uova è molto versatile: da un pacchetto si ottiene l’equivalente di sei uova, si reidrata con acqua fredda e permette di preparare uova strapazzate, pancake, torte o anche una carbonara. La crema pronta, invece, punta su una maggiore rotondità e intensità di gusto, con il vantaggio di un utilizzo immediato», aggiunge Borghi. Accanto ai sughi pronti, Beamy porta avanti anche lo sviluppo dei medaglioni vegetali, evoluzione dei preparati secchi già presenti in gamma. « I medaglioni sono stati presentati in anteprima lo scorso anno; dopo una fase di raccolta dei feedback siamo arrivati al lancio sul mercato.».
Il secondo blocco di novità riguarda Mr.Beans, brand che lavora sullo snack a base di legumi e sulle creme spalmabili. «Su Mr.Beans abbiamo lavorato innanzitutto ad un restyling degli snack salati. Abbiamo rinnovato i personaggipresenti sul pack, che in precedenza comunicavano un’immagine più infantile, adottando un linguaggio visivo più maturo e trasversale - racconta Borghi. Il gusto che prima definivamo classico ora diventa sale marino, con una colorazione più chiara e più identificabile. L’altra grande novità è il gusto formaggio: oggi possiamo dichiarare il prodotto 100% vegano. Tra l’altro è diventato anche più gustoso - afferma Borghi. Il gusto wasabi resta invece la proposta più caratterizzata».
Le creme spalmabili portano il brand in un altro momento di consumo. «Le creme al cacao sono una delle innovazioni che stiamo spingendo di più. Oltre a essere senza glutine, senza soia, senza latte e senza olio di palma, abbiamo sostituito anche le nocciole, quindi l’allergene della frutta secca. Nella versione più golosa usiamo ceci tostati, mentre nella versione proteica c’è un blend con farine di legumi e concentrato proteico di pisello», spiega Borghi. Il punto, anche qui, è togliere l’idea di rinuncia. «La versione proteica presenta note più decise, tipiche dei prodotti arricchiti di proteine. La versione golosa, assaggiata su pane, yogurt o anche al cucchiaino, è molto vicina alle creme tradizionali. Per chi è allergico alle nocciole è una possibilità importante».
Goodly presidia invece la colazione e il benessere quotidiano. «Goodly è uno dei brand più recenti di MartinoRossi. È nato intorno alla colazione, con avena, fiocchi e granola, poi si è allargato fino ad abbracciare una filosofia più ampia di benessere. L’introduzione delle proteine non nasce con l’idea di un prodotto destinato unicamente agli sportivi, ma per l’incremento dell’apporto proteico in una dieta normale, quotidiana», chiarisce Borghi. Il tema proteico viene letto anche in relazione all’età e alla prevenzione della perdita di massa muscolare. «Il professor Pier Luigi Rossi insiste molto sul ruolo delle proteine e sul tema della sarcopenia. Con lui abbiamo collaborato in alcune conferenze, inizialmente legate al mondo della pasta, e poi lo abbiamo coinvolto anche in azienda per raccontargli la nostra innovazione e le direttrici della ricerca.
Tra le novità Goodly ci sono preparati rapidi e una crema di avena. «Abbiamo lanciato pancake e Easy Cake. Il consumatore li reidrata solo con acqua e ottiene un pancake o un tortino al cioccolato proteico. È un guilty pleasure, ma coerente con il nostro concetto di inclusività: anche chi è attento alla dieta o al benessere può concedersi qualcosa di godurioso, senza sentirsi in colpa», sottolinea la manager. La crema di avena si inserisce nella stessa logica di semplicità d’uso. «È una crema con il 56% di avena, senza aromi. Basta un cucchiaino nello yogurt, nel porridge o su una fetta di pane. L’avena è un ingrediente molto interessante, anche perché le proteine vanno sempre associate a una fonte di carboidrati».
Il quarto brand è Mais Corvino, costruito attorno a una varietà antica di mais nero di cui MartinoRossi detiene l’esclusiva. «Mais Corvino è una linea che portiamo con orgoglio a tutti gli eventi. Si tratta di un mais particolare, speciale, risalente alla tradizione dei Maya. Abbiamo presentato nuovi biscotti 100% vegetali e senza glutine. La variante al pistacchio si distingue per la presenza di pezzi di pistacchio nell’impasto, che contribuiscono a una texture più ricca e piacevole. Abbiamo poi fatto un restyling e una riformulazione delle gallette, che oggi sono più crunchy e più saporite. Mais Corvino rientra pienamente nel mondo delle specialty, perché parte da un ingrediente unico».
A legare le diverse gamme è il concetto di inclusività alimentare. «Quest’anno vogliamo parlare molto di inclusività. È un termine forse ancora poco usato in alimentazione, ma centrale nella nostra visione. I prodotti senza allergeni o l’alternativa non devono essere percepiti come una rinuncia: devono offrire gusto e soddisfazione a chi convive con allergie o intolleranze, a chi sceglie un’alimentazione vegetariana o vegana, ma anche a chi ricerca semplicemente benessere ed equilibrio, senza compromessi sul piacere del cibo», spiega Borghi. La ricerca dell’azienda lavora in questa direzione, partendo dagli ingredienti. «Come azienda puntiamo molto molto sul senza allergeni, sul plant-based e sull’innovazione che rende il prodotto più inclusivo. Nel 2024 abbiamo avviato la produzione di concentrati proteici e tutte le gamme beneficiano di questi ingredienti. Le barrette, per esempio, nate come prodotto a base di legumi, si sono evolute in referenze ad alto contenuto proteico grazie all’aggiunta dei concentrati. Il punto di partenza resta sempre l’ingrediente, in continuità con il nostro core business».
Il riscontro arriva anche dall’estero. «Durante uno store check in Giappone mi sono imbattuta in prodotti Beamy e snack Mr.Beans rietichettati per il mercato locale: è stata una grande soddisfazione vedere i nostri brand presenti anche così lontano dall’Italia». Accanto allo sviluppo internazionale, l’azienda ha lavorato anche sul fronte digitale con Martino’s Market, l’e-commerce che raccoglie sotto un unico cappello le diverse famiglie di prodotto.
A monte dell’innovazione di prodotto c’è la filiera agricola, oggi rafforzata con la business unit Campi d’Italia. «Abbiamo deciso di dare ancora più centralità alla componente agricola, creando una business unit con un’identità precisa: Campi d’Italia. È guidata da Daniela Guindani, prima direttrice donna dell’azienda, e serve a sottolineare l’impegno di MartinoRossi sulla filiera, sull’innovazione e sulla ricerca», racconta Borghi. In questa visione, l’innovazione non nasce soltanto in laboratorio. «Si parla spesso di ricerca e sviluppo legati al prodotto finale, ma per noi tutto parte dal campo e dalla selezione delle materie prime. L’innovazione attraversa l’intera filiera: dai semi ai processi produttivi, fino al prodotto».
In pochi anni siamo passati da una presenza minima nel retail a un portafoglio articolato. Oggi, con Beamy, Mr.Beans, Goodly e Mais Corvino, riusciamo a coprire tutti i momenti della giornata: colazione, snack, pranzo, cena e perfino il piccolo piacere dopo cena». Questo percorso è stato possibile anche grazie a un contesto aziendale molto dinamico: in azienda si respira un clima positivo, che favorisce lo sviluppo di nuove idee, mentre la proprietà è fortemente presente e sostiene in prima persona questo approccio all’innovazione». È questa, per Borghi, la direzione dell’azienda: continuare a innovare mantenendo coerenza con i valori che definiscono il gruppo, dalla filiera agricola agli ingredienti vegetali, fino all’attenzione per inclusività, gusto e versatilità.