27/05/2026
- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
visto a tuttofood 2026

La Torrente rilancia il pelato lungo italiano 

La Torrente rilancia il pelato lungo italiano 

  Nel pomodoro, la tradizione non basta più: oggi la sfida è trasformare una materia prima identitaria in una piattaforma di prodotto capace di parlare ai mercati, alla ristorazione e al consumatore internazionale. La Torrente S.r.l. è un’azienda conserviera campana specializzata nei derivati del pomodoro. Nata nel 1965, ha sede a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, e porta sul mercato pelati, passate, polpe, pomodorini, sughi, linee per il catering e referenze legate alle specialità del Sud Italia.

A Tuttofood abbiamo incontrato Gaetano Torrente, responsabile commerciale dell’azienda di famiglia. Il confronto ha messo al centro il ruolo della fiera, il nuovo potenziale produttivo dell’azienda, la spinta sull’estero e due novità di prodotto: la passata di pomodoro giallo e la passata ottenuta da pomodoro pelato lungo.

La presenza alla manifestazione milanese viene letta come un appuntamento ormai strutturale. «Tuttofood è una fiera alla quale partecipiamo da diversi anni. Per noi è la più bella d’Italia, perché è molto internazionalizzata, offre servizi importanti e vede una forte presenza anche della distribuzione italiana. Un valore non solo espositivo, ma un’occasione per salutare i clienti con i quali già lavoriamo, incontrare la rete di vendita, parlare di novità, strategie e progetti aziendali. Naturalmente è anche il momento in cui presentiamo i nuovi prodotti alla distribuzione».

La prima novità guarda a una specialità ormai riconoscibile anche fuori dai circuiti più tecnici. «Quest’anno presentiamo la passata di pomodoro giallo, nei vari formati, sia per l’horeca sia per il consumo domestico». La seconda innovazione lavora invece su una delle referenze più identitarie del pomodoro italiano. «Abbiamo una passata di pomodoro pelato lungo pensata per gli amanti del pelato che, per praticità, sono passati alla passata. È un prodotto di servizio: un pomodoro pelato lungo già passato, per chi vorrebbe usare il pelato ma ha meno tempo in cucina rispetto a una volta».

Il ragionamento si allarga subito alla filiera: «Il pelato lungo porta con sé anche una responsabilità produttiva e culturale, non legata a un solo territorio o a una parte di comunità, ma all’intera nazione. Nella categoria dei derivati rossi, il pomodoro pelato lungo è una referenza importante, sviluppa ancora fatturati rilevanti ed è un’esclusiva dell’Italia», sostiene Torrente. La difesa della referenza passa dalla consapevolezza della sua unicità. «Il pomodoro pelato lungo si produce solo tra Puglia e Campania e in California: non si produce più in nessun’altra parte. A difesa del Made in Italy e della storia del pomodoro in Italia dobbiamo valorizzare questo prodotto e mantenerne alta la riconoscibilità».

Il Sud Italia resta il baricentro delle specialità. «Oltre al pelato abbiamo tanti altri derivati esclusivi: San Marzano, piennolo, datterino, ciliegino, pomodoro di Sorrento, pomodorino giallo, datterino giallo e tante altre referenze. Sono nicchie rispetto ai grandi volumi, sia nel catering sia nel retail, ma raccontano un patrimonio produttivo molto forte. Nel canale catering il pelato lungo è ancora una delle principali referenze al mondo, in alcune aree la principale, in altre la seconda insieme alle polpe fini, che stanno crescendo molto. In molte zone del mondo il pelato lungo è ancora fortemente richiesto».

La fiera diventa strategica anche per lo sviluppo internazionale. «Per l’apertura all’estero, per la presenza di operatori stranieri e per i collegamenti, Milano offre condizioni molto favorevoliOggi l’estero pesa ancora meno del mercato nazionale, (20% circa), ma rappresenta una direzione di crescita».

Il nuovo assetto produttivo cambia le possibilità commerciali. «Abbiamo aperto da poco il nuovo stabilimento e abbiamo un progetto per incrementare la produzione. La prossima campagna aumenterà di circa il 30% e l’obiettivo è raddoppiare la produzione in pochi anni. Negli anni scorsi molte richieste importanti non le abbiamo nemmeno valutate, perché avevamo una capacità produttiva satura e ora possiamo rimetterci in gioco anche da questo punto di vista». Tra i mercati più rilevanti dopo l’Italia, Torrente indica Romania, Giappone e Spagna.

Dopo lo sforzo industriale, la priorità è lavorare sul potenziale già costruito. Come conclude Torrente: «Lo stabilimento ha rappresentato un investimento importante. Ora dobbiamo lavorare su quello che abbiamo sempre fatto, rapportandolo al nuovo potenziale produttivo. Dobbiamo iniziare a saturare le linee che oggi abbiamo a disposizione. Il nostro business è quello dei derivati del pomodoro. Vogliamo seguire l’evoluzione e le esigenze del consumatore, sia nel food service sia nel consumo domestico. Tra i progetti in cantiere c’è l’idea di allargare il lavoro anche ad altre linee, ma non è la priorità in questo momento. La priorità è saturare le linee di produzione»

Per La Torrente, dunque, la crescita non passa solo dall’innovazione di prodotto. Passa dalla capacità di difendere una referenza simbolo come il pelato lungo, rendere più accessibili alcune specialità del pomodoro italiano e usare il nuovo stabilimento come leva per rispondere a una domanda più ampia, soprattutto sui mercati esteri.

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Citati in questo articolo:
Horeca, La Torrente, Tuttofood, Gdo, made in Italy, Gaetano Torrente