Largo Consumo 9/2026 - Approfondimento - pagina 18 - 1 pagina - Margherita Manara
Il food export guarda a Oriente
Conflitti e criticità logistiche frenano l’export agroalimentare italiano, riducendo commesse e complicando trasporti e assicurazioni; per le imprese diventa prioritario diversificare gli sbocchi, con l’Oriente indicato come opzione più razionale. Il MAECI ha avviato la Diplomazia Commerciale per portare l’export a 700 miliardi di euro entro il 2027, attivando ambasciate e sistema Ice-Simest-Sace-Cdp per accelerare nei Paesi extra-Ue ad alto potenziale e consolidare mercati maturi come Regno Unito e Asean. L’Ue vale circa il 59% dell’export: -4,5% verso gli Usa, +13,1% Spagna, +7,2% Germania, +6,1% Francia. Tra marzo e aprile 2026, Confartigianato stima -1,6 miliardi verso il Medio Oriente. Ice prevede inflazione al 2,95% nel 2026 e 2% nel 2027. Antonio Cellie, Ad Fiere di Parma: «Il Giappone ha già raggiunto quota 20 euro per consumatore, complessivamente 2 miliardi di euro di agroalimentare, un mercato caratterizzato da prodotti di alta qualità, definito da una distribuzione multicanale che spazia dal retail al fuori casa».
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