27/03/2026
Largo Consumo 3/2026 - Notizia breve di comunicazione d'Impresa - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
Produzione industriale

Filiera della stampa e del packaging sotto pressione per shock energetico e logistico

Filiera della stampa e del packaging sotto pressione per shock energetico e logistico

Il comparto della stampa e del packaging in carta, cartone e flessibile rappresentato da Assografici attraversa una fase di crescente criticità, determinata dal perdurare delle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo e dalle ripercussioni lungo le principali rotte commerciali globali, in particolare nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per i traffici energetici e di materie prime. Si richiedono interventi concreti per mantenere stabile la produzione industriale e contenere i costi crescenti dell’energia e delle materie prime.

Le più recenti analisi diffuse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano un contesto caratterizzato da forte volatilità dei prezzi e criticità negli approvvigionamenti di materie prime strategiche, incluse plastiche, prodotti petrolchimici e metalli. In particolare, l’Italia risulta esposta alle forniture provenienti dall’area del Golfo, da cui dipende una quota rilevante di input energetici e industriali, in un quadro segnato da un marcato shock energetico, con prezzi record del petrolio e del gas nelle ultime settimane.

In tale contesto, il sistema produttivo italiano mostra una vulnerabilità strutturale. Come evidenziato nel rapporto di previsione di Confindustria presentato lo scorso 25 marzo, il peso dell’energia nel paniere dei prezzi al consumo è pari al 10,7% (di cui 4,7% carburanti e 6,0% energetici per la casa), con un effetto di trasmissione rapido e amplificato. In Italia, infatti, un aumento del 10% dei prezzi energetici si traduce in un incremento di poco superiore all’1% dell’inflazione, generalmente entro un mese dallo shock. Nello scenario di conflitto breve, il rincaro combinato di petrolio e gas nel 2026 è stimato pari al +12% rispetto al 2025, ma potrebbe salire al +60% in caso di conflitto esteso fino a giugno e fino al +133% nello scenario di prosecuzione per l’intero anno.

La filiera della stampa, della cartotecnica e della trasformazione del packaging risulta tra le più esposte a questa dinamica e riveste un ruolo strategico nella comunicazione e per l’intero sistema manifatturiero, in particolare per comparti essenziali come l’alimentare e il farmaceutico. Come evidenziato da una recente nota di Centromarca, che rappresenta l’industria dei beni di largo consumo, la continuità e la sostenibilità economica del packaging sono condizioni imprescindibili per garantire la disponibilità dei prodotti sugli scaffali e la sicurezza delle filiere.

Il settore cartario, fortemente energivoro, registra una trasmissione quasi immediata degli aumenti dei costi energetici sui prezzi di produzione, con effetti a cascata su stampa, cartotecnica e trasformazione. Parallelamente, sul fronte delle materie plastiche, si moltiplicano i segnali di allarme: le Associazioni di settore evidenziano incrementi repentini dei prezzi dei polimeri, accompagnati da una crescente instabilità degli approvvigionamenti e da tensioni lungo l’intera catena del valore, con ripercussioni dirette su stampa e produzione di packaging flessibile, etichette e altre componenti degli imballaggi. Difficoltà anche per l’alluminio, di cui una quota significativa dell’offerta globale risulta indirettamente connessa all’area mediorientale, sia per l’elevata intensità energetica richiesta nei processi produttivi sia per la dipendenza dalle catene di approvvigionamento internazionali, con conseguente incremento della volatilità e dei prezzi.

Ulteriori criticità riguardano le altre componenti secondarie del packaging – inchiostri, adesivi e coating – derivati dalla filiera petrolchimica. L’aumento dei costi delle materie prime di base, strettamente legate agli idrocarburi, unito alle difficoltà logistiche lungo le principali rotte commerciali, sta determinando rincari diffusi anche per questi input essenziali per la stampa e la trasformazione industriale.

«Esprimiamo forte preoccupazione per lo scenario generale che si sta delineando. L’incertezza che stiamo vivendo colpisce trasversalmente tutti i settori rappresentati dalla nostra associazione, dalla stampa alla cartotecnica fino alla trasformazione», dichiara Carlo Montedoro, Presidente di Assografici. «In un contesto già complesso, è fondamentale garantire stabilità e chiarezza per consentire alle imprese della filiera di programmare investimenti e continuare a contribuire alla competitività del sistema industriale».

«Gli aumenti dei costi si stanno trasferendo lungo la filiera, anche con comportamenti speculativi, con potenziali e immediati impatti significativi su imprese e consumatori - aggiunge Alberto Palaveri, Vicepresidente con delega al packaging -. Ad esempio i solventi da stampa hanno avuto aumenti fino al 400% del valore. Al tema materie prime si aggiunge il costo energetico ed è su questo che chiediamo al Governo e alla CE interventi straordinari, come si è fatto recentemente per fronteggiare altre impennate inflazionistiche».

L’attuale combinazione di guerre, tensioni commerciali e incertezza globale sta mettendo a rischio la crescita economica, amplificando l’impatto dei rincari su settori chiave del manifatturiero e, in particolare, sulle filiere ad alta integrazione come quella della stampa e del packaging. Alla luce di questo quadro, le imprese segnalano la necessità urgente di interventi volti a contenere gli extracosti energetici, garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento e preservare la competitività industriale, in un contesto caratterizzato da shock simultanei e persistenti che rischiano di compromettere la continuità produttiva dell’intera filiera.