02/02/2026
Largo Consumo 1/2026 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
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Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea

Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea

L’Italia dell’imballaggio è una filiera solida, innovativa e competitiva del Made in Italy che vale 51,3 miliardi di euro tra produttori di imballaggio e costruttori di tecnologie per il confezionamento, la stampa e il converting. La produzione nazionale di imballaggi è un comparto strategico per l’economia nazionale e rappresenta il 3,3% del fatturato della manifattura e l’1,7% del PIL, nel 2024 ha raggiunto 17,26 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente e un fatturato complessivo che si attesta a 37,96 miliardi di euro. Le previsioni indicano una crescita stabile della produzione nazionale, con un incremento atteso del +1% nel 2025 e un tasso medio annuo del +1,2% fino al 2028 (Fonte: Istituto Italiano Imballaggio). Se i dati economici delineano un settore in buona salute, la transizione verso un’innovazione sostenibile continua a svilupparsi lungo percorsi complessi e spesso impervi. Oggi la filiera si trova a dover rispondere sia alla sfida ambiziosa lanciata dall’Unione Europea che, con il nuovo regolamento Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), mira a ridurre entro il 2040 i rifiuti di imballaggio del 15%, sia di fronte alla costante crescita della domanda, da parte dei consumatori, di imballaggi sicuri, pratici e sostenibili.

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