- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
Di Leo a Marca, la PL come leva di sviluppo
«Ormai Marca è diventato un appuntamento fisso, annuale e molto interessante, perché l’Italia segue i trend europei: lo sviluppo della private label diventa sempre più importante nei punti vendita e sugli scaffali».
A Marca, il Cavalier Pietro Di Leo racconta il ruolo crescente della private label e il posizionamento della sua azienda. Il Biscottificio Di Leo Pietro S.p.A., storica azienda di Matera nata nel 1860 (radici al 1663), produce in uno stabilimento da 18.000 mq coperti su 100.000 mq complessivi. Distribuisce in tutta Italia, soprattutto nelle aree Nielsen 3 e 4, sia a marchio proprio in GDO sia per le più importanti private label. L’export è in crescita in Europa e in mercati extra UE e l’azienda vanta certificazioni ISO 14001 e ISO 22000, con rating A per BRC e certificazione IFS.
«Se fino a qualche anno fa la PL veniva sviluppata soprattutto dai leader di mercato – prosegue il Cavalier Di Leo, oggi anche clienti meno presenti, dunque non solo i leader, stanno investendo sulla MDD. Per questo la nostra presenza a Marca è sempre più rilevante: di anno in anno nascono nuove collaborazioni in PL e cresce il numero dei clienti».
Seguendo un modus operandi pragmatico e preciso, Di Leo spiega: «Noi cerchiamo di proporre una private label “sartoriale”, cioè diversa rispetto a quella dei competitor. La PL spesso nasce con la logica del Me Too, quindi “copiare” il prodotto del leader di mercato. Noi, invece, partiamo da progetti che puntano su differenziazione di prodotto, tecnologie di processo e lavoro con i partner della distribuzione, in Italia e all’estero. Proponiamo prodotti unici e tecnologie diverse: non “frollini”, ma taglio a filo con trafilatura al bronzo, una tecnica produttiva tradizionale che, con tecnologie modernizzate, dà al prodotto una ruvidità, una fragranza e una digeribilità diverse. Con queste tecniche cerchiamo di garantire una qualità più alta rispetto agli standard di mercato, mantenendo la stessa qualità dei prodotti Di Leo».
Interessanti, oltre che gustose, anche le novità. «Quest’anno, per la prima volta, esponiamo anche i tarallini ALTAMURini, un sostitutivo del pane che nasce in Puglia, nelle nostre zone, ma ormai è conosciuto in tutto il mondo e in Italia è presente ovunque. Il consumo cresce anno dopo anno e, siccome veniamo dalla produzione di salati e le nostre radici sono nella produzione del pane e dei sostitutivi del pane, abbiamo ripreso la produzione con tecnologie diverse e innovative. Non solo dolce e prima colazione: possiamo diventare partner dei clienti anche sul salato».
Di Leo guarda anche al benessere con una produzione ad hoc: «Abbiamo un progetto per prodotti salutistici, oggi molto ricercati e la possibilità di lavorare su grammature più piccole. Oggi uno scaffale medio, nella biscotteria, vede circa il 70% delle grammature sui 300 grammi: noi possiamo offrire non solo grammature da 700 grammi, che per vent’anni sono state la classica grammatura da scaffale, ma anche formati più attuali, in linea con i trend di consumo degli ultimi anni. Inoltre, possiamo studiare prodotti ad hoc per il cliente, mettendo a disposizione tecnologia e competenze nella biscotteria».
Una fiera, Marca, che mantiene il suo appeal. «In questa edizione abbiamo diversi appuntamenti, spesso di consolidamento: progetti già avviati, definizioni oppure presentazioni di nuovi prodotti. Con i clienti attuali lavoriamo sia su alternative ad alcuni prodotti sia su novità da inserire negli assortimenti. L’ambizione è implementare la nostra presenza in private label con nuovi clienti e consolidare, con nuovi progetti, i clienti attuali. Le prime MDD con cui abbiamo lavorato sono state Conad e Selex. Lavoriamo con tutto il gruppo Consilia, Fatti Buoni, Piccolo, Eté, Todis, Aldi, Ergon Sicilia. Sul biologico lavoriamo con NaturaSì, essendo certificati bio. Proprio con questa rete di distribuzione per il bio stiamo definendo un progetto molto interessante: prodotti da prima colazione biologici e anche tarallini biologici, che stanno dando ottimi risultati in volumi di vendita».
«Oggi la PL pesa intorno al 25-27% del fatturato di Di Leo. Siamo sempre stati focalizzati sul nostro brand, ma il mondo della distribuzione è cambiato: la PL cresce anno per anno e vogliamo assistere i partner non solo sul marchio Di Leo, ma anche con prodotti a loro marchio, identificativi e interessanti, anche dal punto di vista nutrizionale. Ecco perché anche per i prodotti MDD utilizziamo le stesse materie prime dei nostri brand, fornite da aziende rigorosamente italiane. In parallelo, ci sono progetti per referenze con farine italiane e progetti in cui la provenienza può essere italiana, ma anche straniera».
Gli orizzonti si allargano: «Per la PL abbiamo contatti anche con catene straniere. Del resto, in Europa, e in particolare in Germania, la private label è arrivata prima rispetto all’Italia e fa ancora da locomotiva. Abbiamo contatti anche con catene inglesi».
Di Leo descrive con la Distribuzione una logica di collaborazione: «La PL accelera lo sviluppo e apre spazi di progettualità condivisa, con un lavoro continuo su assortimenti, tecnologie e formati».