01/2026 - Notizia breve - Redazione di Largo Consumo
Caffè Motta: fatturato 2025 in crescita di oltre il 20%
Una realtà che sta vivendo una forte crescita con l'acquisizione di nuovi clienti e un consolidamento della propria posizione a scaffale, per essere sempre la scelta preferita dei suoi consumatori.
Caffè Motta si presenta a Marca2026 forte di un 2025 dinamico (nel 2024 il fatturato era stato di 17,4 milioni di euro a fronte dei 27,5 del 2025 con +40% di crescita a volume), decisa ad essere la scelta più competitiva per le insegne per una produzione a mdd promettente per qualità e risultati economici.
"La private label oggi pesa circa l'8% della nostra produzione - riporta Claudia Cacia, Direttore Commerciale & Marketing - siamo per il 70% in gdo poi online, trade e horeca completano il posizionamento; l'export pesa circa il 12% sul fatturato.
Tutto questo è frutto della visione strategica di Nicola Mastromartino, il fondatore, che ha scommesso con lungimiranza su una distribuzione multicanale.
Da molte edizioni siamo presenti al Marca, ma in questo 2026 l'impressione è particolarmente positiva, a dimostrazione della centralità della piattaforma nel panorama del Largo Consumo; ci sono molti potenziali clienti che sono stati intercettati: facciamo valere il fatto che il prodotto trova spazio scaffale con ottime rotazioni".
L'azienda oggi vuole puntare molto di più rispetto al passato sulla comunicazione, sulla forza commerciale focalizzata sui singoli canali e con un'identità definita e differenziata tra le linee per la gdo e il professionale/horeca, ma restiamo nel b2c, una delle prime aziende del caffè del mercato consumer nella fascia mainstream, dove godiamo di forte riconoscibilità del brand.
Lato prodotto, cialde e grani crescono bene: il trend in atto infatti è la riscoperta del caffè in grani (piacciono molto anche all'estero), anche se il monoporzionato resta predominante e in crescita.
Tra le criticità in atto ci sono sicuramente gli effetti dei rincari 2025 sulla materia prima che non sono rientrati, ma auspichiamo un calo dei prezzi delle materie prime che potrà produrre effetti concreti solo nel 2027.
Vedremo a maggio quando si avrà un’idea più chiara sull’entità del nuovo raccolto ".
Infine, uno sguardo agli investimenti: sono sempre orientati al miglioramento della qualità e delle certificazioni, con l’obiettivo di pianificare e costruire il futuro.