01/04/2026
- Notizia breve - Viviana Persiani
REPORT

AgriFoodTech, investimenti in salita

AgriFoodTech, investimenti in salita

La startup economy dell’agroalimentare italiano mostra segnali di rafforzamento, ma per trasformare ricerca e tecnologia in capacità industriale serve un’accelerazione. È quanto emerge dal Rapporto 2026 «La Trasformazione tecnologica dell’agroalimentare Made in Italy», promosso da Federalimentare, sostenuto da Confagricoltura e realizzato dal centro di ricerca Luiss-X.ITE con la collaborazione di LinfaAgriFoodTech Fund.

Il dato più rilevante riguarda gli investimenti nelle startup AgriFoodTech, che nel 2025 hanno superato i 122 milioni di euro, con una crescita del 18% rispetto al 2024. Sale anche il numero delle realtà attive lungo la filiera, dal campo alla tavola: il Rapporto ne censisce 571, contro le 550 rilevate nell’edizione precedente. Nell’ecosistema operano inoltre 20 centri di ricerca e 15 tra fondi specializzati, incubatori e acceleratori.

Il quadro resta però quello di un comparto ancora chiamato a colmare il divario con i principali benchmark europei. Secondo il Rapporto, la filiera agroalimentare italiana supera ormai i 700 miliardi di euro e vale il 32% del Pil nazionale: una dimensione che rende ancora più urgente consolidare strumenti, investimenti e modelli di crescita.

Tra i fattori ritenuti decisivi c’è l’intelligenza artificiale, indicata come tecnologia abilitante capace di incidere sull’efficienza e sulle performance in tutti i segmenti della filiera. Per il rapporto, la sfida ora è estendere questa trasformazione a imprese grandi, medie e piccole, così da rafforzare la competitività del Made in Italy. Per Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare: «L’industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca: qualità, gusto, tradizione, fiducia».