20/10/2026
10/26 - Approfondimento - Paola Piovesana
FRESCHI E PRONTI

Dimmidisì e 20 anni di evoluzione del piatto pronto

Dimmidisì e  20 anni di evoluzione del piatto pronto

"Nel 2006 la domanda era come rendere il fresco più vicino alla vita delle persone. Vent'anni dopo, quella domanda non è cambiata. Sono cambiate le persone, i mercati, le tecnologie e le possibilità per rispondere".

Con questa premessa La Linea verde, Gruppo agricolo bresciano oggi player internazionale di prodotti di quarta gamma, freschi e pronti con un giro d'affari 400 milioni di fatturato, ha presentato il 20esimo anniversario del marchio DimmidiSì.

"Quando abbiamo iniziato con le insalate pronte, in fondo abbiamo fatto una cosa molto semplice: abbiamo provato a mettere tempo libero nelle buste. - ha esordito Domenico Battagliola, CEO del Gruppo - Avevamo capito che la vita delle persone stava cambiando e che sarebbe cambiato anche il loro rapporto con il cibo.

Credo che La Linea Verde sia nata proprio così: dalla capacità di osservare un cambiamento e trasformarlo in una risposta".

Dalle insalate pronte , zuppe e primi, Purè e Contorni, Bevande fresche e oggi Paella e Tortillas, la proposta Dimmidisì si è presto evoluta e arricchita fino ad essere oggi una soluzione completa per un pasto buono ed equilibrato a casa e fuoricasa.

In 20 anni l'evoluzione è stata non solo sul gusto, sulle ricette e sulle proposte, ma anche su tecnologia e innovazione, per portare un prodotto delicato, sicuro, di qualità sullo scaffale ad un prezzo coerente. Christian Centonze, Consumer Intelligence Sales Leader NielsenIQ ha illustrato i cambiamenti sociodemografici in atto ribadendo la centralità del target silver nell'evoluzione della popolazione e le potenzialità di una categoria in forte crescita, con praticità, qualità e sostenibilità come driver.

"In 20 anni è cambiato il nostro rapporto con il cibo, con il tempo e con quanto siamo disposti a dedicare alla preparazione dei pasti".

Se le insalate in busta sono oggi un'abitudine nel carrello, le zuppe rappresentano invece un mercato che vale 180 milioni di euro ma che raggiungono ancora meno del 30% delle famiglie italiane, esattamente come le insalate arricchite, ancora riservate ad un consumo di nicchia e fuoricasa.

"La sfida dei prossimi anni sarà comprendere meglio chi già sceglie il fresco pronto, chi ancora non lo acquista e quali nuove esigenze potranno avvicinare altri consumatori alla categoria".

Il potenziale di crescita non dipende quindi soltanto dalla capacità di aumentare la frequenza di acquisto di chi già sceglie questi prodotti, ma anche da quella di avvicinare nuove famiglie alla categoria, comprendendo meglio bisogni, motivazioni e occasioni di consumo.

"E' qui che nasce l’innovazione: non dalla necessità di aggiungere una nuova referenza, ma dalla capacità di individuare un bisogno e costruire una risposta rilevante» ha poi osservato Matteo Laconi, Direttore Marketing.

L'evoluzione della categoria chiama in causa anche il rapporto tra industria e distribuzione. In un mercato nel quale la marca del distributore ha raggiunto una quota del 50%, le marche industriali continuano a svolgere un ruolo importante attraverso innovazione, riconoscibilità e capacità di interpretare i bisogni emergenti.

Resta il gap di narrare al meglio l'alto livello di servizio che sta dietro le quinte di una confezione di insalata o di una pietanza pronta al consumo che ha richiesto investimenti importanti su impianti, tecnologie, supply chain tra lavaggio, dosaggio, controllo e confezionamento per portare in 24 ore un'insalata dal campo al supermercato o un purè cremoso o una zuppa nelle sue numerose declinazioni di gusto in poche ore dalla catena di produzione al piatto.

E le confezioni vendute nel 2025 per Dimmidisì sono state oltre 400 milioni.

Un tema centrale questo: solo nel 2025 la Linea Verde ha destinato 17,6 milioni di euro agli investimenti, il 41,8% in più rispetto all’anno precedente, affrontando ogni giorno non solo la sfida delle nuove abitudini di consumo e della riduzione del potere di spesa, ma anche l'incognita del cambiamento climatico, che costringe a guardare a Nord per garantire continuità negli approvvigionamenti futuri.

Il fresco in pdv oggi è un touchpoint strategico, ma come comunicarlo meglio al consumatore?

Laconi ha ribadito chiaramente l'utilità di una strategia condivisa con la grande distribuzione per favorire l'evoluzione della categoria, tra percezione del bisogno e miglior conoscenza dell'offerta, invocando anche l'opportunità di scelte nette, come la razionalizzazione di un lineare oggi ambito ma affollato per dare spazio alle vere novità assortimentali, e un tempo congruo nelle rotazioni delle referenze per poter esprimere il proprio appeal verso un cliente frettoloso e troppo spesso distratto dalle promozioni. 

l retail, dal canto suo, può contribuire anche con iniziative proprie di visibilità e comunicazione per valorizzare l'offerta e favorire il consumo ripensando per esempio il reparto ortofrutta con spazi o modalità di acquisto dedicati, tra casse riservate ad un angolo per il consumo veloce sul posto. Ipotesi tutte che il CEO ha ribadito essere al centro della strategia di espansione sul mercato italiano e internazionale, per essere sempre una scelta di valore per il proprio consumatore.

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