28/01/2026
Largo Consumo 12/2025 - Notizia breve di comunicazione d'Impresa - Pubblicato on line - Marco Mancinelli
Marca 2026

Smurfit Westrock punta sulla carta per un packaging a misura di futuro

Smurfit Westrock punta sulla carta per un packaging a misura di futuro

In occasione di Marca 2026, Smurfit Westrock conferma la propria presenza per il secondo anno consecutivo.

Come spiega Gianluca Castellini, CEO Smurfit Westrock Corrugated Italy, la partecipazione nasce da un cambiamento strutturale nel rapporto con la grande distribuzione: “Negli ultimi anni si sta affermando come un cliente a tutti gli effetti”. Se in passato la gdo era vista, soprattutto, come intermediario, oggi, rappresenta un interlocutore diretto grazie allo sviluppo delle marche private.

L’azienda progetta e realizza “packaging a base carta: cartone ondulato, cartoncino, astucci e display”, rivolgendosi anche ai numerosi copacker che producono per la distribuzione moderna.

La fiera non è un luogo di contratti, ma di relazioni: “Non si firmano contratti”, afferma Castellini, ma si costruiscono relazioni che poi portano al raggiungimento degli obiettivi”.

Tracciando un bilancio del 2025, Castellini sottolinea un contesto estremamente complesso: “Forse non è mai stato così difficile fare impresa, per la grande incertezza globale, la fiducia dei consumatori non al massimo e i rischi sugli investimenti. Nonostante ciò, l’anno è stato positivo grazie alla forza strutturale del settore packaging che registra una crescita doppia rispetto al pil ed è considerato dall’Istat tra i comparti trainanti dell’economia italiana”.

Il valore del packaging, per Castellini, va oltre la funzione protettiva: “è diventato uno straordinario strumento di vendita e di comunicazione”.

Ed è il focus sulla carta a rappresentare un vantaggio competitivo in chiave ambientale. “La carta ha una caratteristica che nessun altro materiale ha: è biodegradabile per natura”, spiega il manager. Da qui, nasce il progetto “Better Planet Packaging”, che mira a promuovere imballaggi in grado di non lasciare tracce nell’ambiente. L’idea di fondo è “allineare la vita utile del prodotto con quella dell’imballaggio che lo contiene”. Questo approccio diventa anche un elemento identitario per l’azienda: “Ai ragazzi che assumiamo diamo anche un ideale, contribuire a un mondo più sostenibile per le future generazioni”.

Guardando al 2026, Castellini individua nuove opportunità nella gastronomia fresca. Se nell’ortofrutta la carta è già presente, il vero nodo è il polistirolo, definito “uno dei materiali più inquinanti al mondo”. Smurfit Westrock dispone già di “soluzioni in cartoncino e cartone, che rispondono agli standard per prodotti alimentari, che potrebbero sostituire domani mattina i miliardi di vassoi in polistirolo”. La transizione, conclude Castellini, richiede ulteriore spinta da parte dei player della grande distribuzione che potrebbero diventare protagonisti come “insegne amiche dell’ambiente, con sempre più packaging a base carta e non solo nel reparto ortofrutta e sugli scaffali, ma, per esempio, anche nella gastronomia”.