30/01/2026
- Approfondimento - Viviana Persiani
VISTO A MARCA 2026

Nuovi assetti e potenziamento produttivo per United Petfood

Nuovi assetti e potenziamento produttivo per United Petfood

La partecipazione di United Petfood Italia a Marca 2026, appuntamento di riferimento per la Marca del Distributore (MDD), segna un momento di consolidamento e crescita. Come spiega Sara Breveglieri, l'organizzazione interna ha visto un'evoluzione dei ruoli chiave: Roberto Verzini mantiene la carica di Chief Commercial Officer, mentre Breveglieri ha assunto una duplice responsabilità come Key Account Manager e Internal Sales Manager. Quest'ultimo ruolo si focalizza sulla gestione del ciclo attivo e passivo con i partner e sullo sviluppo di nuovi progetti, garantendo continuità operativa e un dialogo costante con i clienti storici.

Dal 1994, l'azienda con oltre trent'anni di esperienza, produce pet food premium in cucine all'avanguardia, caratterizzate da elevata flessibilità in termini di produzione e logistica. Si tratta di ricette esclusive e realizzate al 100% su misura. Grazie a un accesso strategico ai mercati globali, United Petfood è in grado di consegnare cibo per cani e gatti in tutto il mondo, garantendo qualità, servizio e innovazione costante, non solo di prodotto.

«United Petfood si posiziona in una fascia alta di mercato. Noi siamo a servizio delle label», chiarisce Breveglieri, evidenziando come i distributori chiedano un'attenzione altissima nello sviluppo di prodotti nuovi e distintivi, capaci di offrire alternative di valore rispetto ai grandi brand di marca. La ricerca si concentra su ricette innovative basate su diverse tipologie di proteine, dalla carne fresca alla carne disidratata, con combinazioni studiate per non fermarsi mai nell'evoluzione del catalogo.

«Qui presentiamo tutto il pacchetto United Petfood: non soltanto i prodotti realizzati nello stabilimento in Italia di alimenti secchi, ma l'offerta dell'intero Gruppo. Parliamo di 25 fabbriche tra Europa e Stati Uniti. È una presenza forte che ci permette di proporre ai partner il concetto di one stop shop: dal secco all'umido, fino ai treats: snack e biscotti. Noi gestiamo solo la parte food, cioè l'alimentazione, supportata da specialisti all’interno delle nostre cucine che affiancano lo sviluppo dei progetti per i clienti».

In questo momento l'azienda si sta focalizzando in uno stabilimento in Polonia, dove produce gli air dried snack, una tecnologia nuova: snack essiccati ad aria, con una texture particolare e un contenuto proteico elevato. È un ambito che, secondo l'azienda, può avere un ruolo crescente nel mondo degli snack completi e complementari, anche in GDO.

«La tecnologia consente prima di tutto di avere snack molto appetibili per il pet, sia cane sia gatto. Nel mondo degli snack per il gatto c'è ancora poca scelta e questo ci permette di ampliare il pannello di offerta. Più è alto il contenuto proteico, più il prodotto è appetibile: il partner può proporre qualcosa con una probabilità di successo molto alta. Sono prodotti con etichette che riportano contenuti proteici molto elevati e questo permette di posizionarli non soltanto nel retail, ma anche negli specializzati. In Europa sono già inseriti nei più grandi retailer: hanno grande rotazione e appetibilità. Dal punto di vista tecnologico il prodotto viene formato ed essiccato: è lo stesso principio dei nuggets umani, applicato al pet».

Sul fronte dell'innovazione di prodotto, oltre agli snack, l'azienda guarda anche a segmenti come i liquid topping e ad alcune evoluzioni dell'umido, dove cresce l'integrazione con ortaggi e verdure, insieme al tema della mono proteina.

«Nel mondo gatto, e ancora di più nel mondo cane, soprattutto nel comparto umidi, l'abbinamento e l'integrazione con ortaggi e verdure diventano sempre più importanti. E resta centrale il tema della monoproteina, che è un cavallo di battaglia da anni. Sul 2026 vediamo anche il concetto della barretta energetica: barrette in formulazione completa o complementare, nell'ottica dell'umanizzazione del pet e anche della sostenibilità. È una soluzione pratica e pulita: la metti in borsetta e hai il pasto per il cane. È già stata lanciata da alcuni marchi internazionali ed è già arrivata in Italia su una catena pet».

I prodotti United Petfood sono white label: in fiera viene presentato il marchio dell'azienda, non i prodotti dei clienti, mentre sul packaging cresce l'interesse per monofilm e monomateriale, con un'attenzione sempre più orientata alla sostenibilità ambientale.

Roberto Verzini continua: «La nostra industria ha un footprint molto importante: la filiera della carne implica allevamento, agricoltura, macellazione e molti trasporti, quindi una carbon footprint rilevante. Ci sono interventi che possiamo fare, come utilizzare pale eoliche per la produzione dell’energia rinnovabile in uno dei nostri siti in Olanda oltre che pannelli solari sulla maggior parte dei nostri siti produttivi, ma la prima leva su cui possiamo agire è il packaging: passare al monofilm, al monomateriale, che può andare nella raccolta della plastica e non nell'indifferenziato. Qualunque plastica accoppiata, anche al 2% o 3%, va nell'indifferenziato. Questo dà un vantaggio al cliente, che sa che quel materiale può finire nella raccolta differenziata e non nel rifiuto misto».

Su questo fronte United Petfood sta lavorando con i produttori di materie prime e con i costruttori di macchine di confezionamento per testare materiali nuovi: ogni produttore di sacchi adotta soluzioni proprie e la compatibilità va verificata caso per caso.

Il cuore del recente cambio di passo, però, è industriale. «L'investimento si è chiuso a luglio 2025. L'aumento di capacità produttiva non è solo un dato tecnico: è una leva strategica per rispondere con estrema reattività alle richieste dei buyer, che oggi non cercano più solo volumi, ma velocità e precisione», afferma Breveglieri.

«A luglio - conclude Roberto Verzini - abbiamo portato a termine, a Pieve Porto Morone (PV), il grande intervento di revamping degli impianti produttivi di secco, con un investimento complessivo superiore ai 6 milioni di euro. Le operazioni hanno riguardato la sostituzione e l'aggiornamento completo dei sistemi di essiccazione, grassatura, raffreddamento e trasporto dell’estruso, con l'obiettivo di potenziare le prestazioni, aumentare la capacità produttiva, garantire una maggiore qualità, ampliare le gamme produttive e migliorare la sostenibilità ambientale. La fabbrica italiana di secco è uno dei 26 impianti del gruppo United Petfood, tutti soggetti a continui programmi di ammodernamento tecnologico, dedicati alla produzione di alimenti per cani e gatti: secco, umido, biscotti e snack».

In un settore competitivo come quello del pet food, la traiettoria 2026 di United Petfood unisce la solidità di una fabbrica rinnovata alla flessibilità di una gestione commerciale che mette al centro lo sviluppo di ricette premium e la cura costante della relazione con il partner.