Largo Consumo 12/2025 - Approfondimento - pagina 120 - 1 pagina - Marcella Persola
Meno crediti deteriorati
L’industria italiana degli Npl (non performing loan), i cosiddetti “crediti deteriorati” (ossia finanziamenti concessi dalle banche a dei soggetti che non sono più in grado di effettuare regolarmente i pagamenti, rendendo la loro riscossione incerta) sta continuando nella sua spirale discendente. Nell’ultima edizione del Market Watch Npl 2025, elaborato dall’ufficio studi di Banca Ifis, emerge che, mentre in Europa (in particolare in Germania e in Francia) si registra un aumento degli indicatori di rischiosità dovuti al maggiore livello dei crediti deteriorati, in Italia si assiste a una diminuzione. Nello specifico, a livello generale, nel terzo trimestre del 2024 è proseguito – seppur a un ritmo più ridotto – l’aumento dello stock (parliamo di 19 miliardi di euro rispetto all’inizio del 2023). Guardando ai dati preliminari del 2025, emerge che nel secondo trimestre dell’anno in corso lo stock totale di Npe (non performing exposures) lordi delle banche significative dell’Ue è diminuito di 3 miliardi di euro rispetto al trimestre precedente, arrivando a 373 miliardi di euro, pur mantenendo una ratio Npe sostanzialmente stabile (1,84% nel secondo trimestre del 2025).