- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Viviana Persiani
Masema, il retail fuori dagli schemi
Masema non misura il proprio valore soltanto nel numero delle operazioni concluse. La società, con base in Sardegna che lavora da circa vent’anni nello sviluppo, nella commercializzazione e nella ricommercializzazione degli spazi retail, affiancando proprietari, investitori e insegne, si distingue per il suo valore fondante: l’etica.
Dalla meraviglia dell’Isola, Masema ha progressivamente allargato il raggio d’azione a tutta Italia, fino agli Stati Uniti, dove è presente in città come New York, Miami, Boston, Charleston e Charlotte.
«In Sardegna siamo diventati un punto di riferimento, ma veniamo coinvolti in operazioni in tutta Italia, da Bolzano a Catania. Non siamo una società grandissima, però siamo molto efficaci», racconta Riccardo Gianino, Ceo e fondatore di Masema. Alla competenza maturata sul campo si affianca una scelta che l’azienda considera identitaria: «Occorre dare eticità a questo lavoro. Ci piace essere ricordati non per quanti centri o immobili abbiamo seguito, ma per il modo in cui lavoriamo».
Questa impostazione si ritrova nel Valmo Retail Park, una delle operazioni più recenti affidate a Masema. Il progetto di Valmontone non nasce per replicare il vicino outlet né per contendergli lo stesso pubblico. L’intuizione è stata opposta: sfruttarne la capacità attrattiva senza imitarne il posizionamento, costruendo un’offerta dedicata alla spesa quotidiana e ai bisogni reali del territorio.
«Abbiamo deciso di differenziarci nettamente dall’outlet e di rivolgerci al mass market, quindi a chi vive nell’isocrona di circa venti minuti e cerca alimentare, detergenza, cura della persona, pet care e altri servizi di uso frequente. L’outlet non è un concorrente, ma rappresenta un’ancora capace di portare flussi che possono trovare nel nostro retail park una proposta complementare». E la strategia ha incontrato rapidamente l’interesse delle insegne. «Il parco è stato commercializzato quasi al cento per cento attraverso una rapida successione di manifestazioni di interesse controfirmate. Il mix tenants comprende marchi nazionali e internazionali della grande distribuzione, con un’insegna alimentare molto forte nel Lazio che ha contribuito ad accelerare l’intera operazione».
«Ogni operazione, anche la più solida, ha bisogno di essere raccontata bene per incontrare il mercato», spiega Arianna Pirastru, responsabile marketing e comunicazione di Masema. «Dietro a progetti come il Valmo Retail Park c’è un lavoro di comunicazione che costruisce attenzione e credibilità prima ancora che si concluda l’operazione. Non è un abbellimento finale: è parte della strategia fin dall’inizio».
Il progetto insiste su un lotto di circa 86.000 metri quadrati, con 16.900 metri quadrati di superficie edificata, corpi di fabbrica indipendenti, parcheggi a raso, aree verdi, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica distribuite nelle diverse zone. Anche la posizione concorre alla forza del progetto: il terreno si trova a ridosso dello svincolo dell’A1 Roma-Napoli e prima dei principali poli di attrazione di via della Pace. «La viabilità sarà molto comoda, senza intasamenti, con accessi ai quattro corpi commerciali. Abbiamo scelto parcheggi a raso perché oggi il cliente vuole arrivare il più vicino possibile all’ingresso. L’accessibilità è un plus apprezzato».
La capacità di leggere rapidamente le opportunità immobiliari è stata trasformata da Masema anche in uno strumento digitale proprietario. Storebook, premiato nel 2022 nell’ambito di Smart&Start, utilizza l’intelligenza artificiale per individuare immobili, analizzarne le caratteristiche e proporre le possibili compatibilità con le insegne.
«Storebook è il nostro metodo di lavoro elevato all’ennesima potenza. Fa ciò che facciamo ogni giorno, ma con una velocità enormemente superiore: trova gli immobili, valuta le compatibilità e porta alla nostra attenzione le opportunità più interessanti», sottolinea Gianino. La tecnologia non sostituisce il professionista, ma gli consente di concentrarsi sulle scelte decisive. «Il sistema non invia direttamente le proposte ai brand. Siamo noi a processarle, verificarle e trasformarle in operazioni concrete. Prima potevamo analizzare dieci opportunità al giorno, oggi possiamo filtrarne mille».
È però sul futuro degli stadi che Masema sta giocando la partita più originale. L’azienda considera gli impianti sportivi una nuova frontiera del real estate: non contenitori utilizzati soltanto nel giorno della gara, ma destinazioni urbane capaci di vivere tutta la settimana attraverso negozi, ristorazione, servizi e intrattenimento.
«Lo stadio non può più reggersi soltanto sulle partite. Deve essere concepito come un centro commerciale con lo stadio, non come uno stadio al quale aggiungere qualche negozio. Può sembrare una differenza sottile, ma cambia completamente il progetto», afferma il Ceo. La parte commerciale deve avere accessi autonomi, vetrine visibili dalla strada, parcheggi sul fronte e una vita indipendente dall’evento sportivo. «La partita diventa l’appuntamento che, ogni quindici giorni, riempie un luogo già attivo sette giorni su sette».
Per sviluppare questa visione Masema opera all’interno di un raggruppamento con COIMA, RDS e Banca IFIS, riunendo competenze immobiliari, finanziarie, commerciali e di entertainment. Masema segue tutto ciò che riguarda la componente non sportiva, mentre sono già allo studio circa tredici impianti.
«È una sfida complessa, perché la maggior parte degli stadi appartiene ai Comuni ed è concessa alle società di calcio. Il dialogo tra parte pubblica e gestori non è sempre semplice. Noi però crediamo molto in questa opportunità: i grandi centri commerciali da costruire sono ormai pochi, mentre gli stadi esistono già e possono essere riqualificati senza consumare nuovo territorio».
La stessa prudenza accompagna l’espansione internazionale. Dopo gli Stati Uniti, Masema guarda a Dubai, mentre Storebook punta nel medio periodo a Inghilterra e Germania. Gianino conclude: «Preferiamo fare un passo alla volta. Arriveremo anche in Europa, ma con calma, programmando bene le cose». È una crescita che non cambia il tratto con cui l’azienda vuole essere riconosciuta.