- Approfondimento - Viviana Persiani
Logistica Uno a Marca: crescita sostenibile, intermodalità e nuovi presìdi
«Cresciamo in modo sostenibile, sano e costante: per noi essere un’azienda solida è un valore, e la crescita deve restare ben ponderata». A Marca, l’amministratore delegato e presidente di Logistica Uno Europe, Gianluca Cornelli, traccia un bilancio chiaro delle direttrici di sviluppo: intermodalità, capillarità, nuovi presìdi territoriali, logistica del freddo e investimenti in tecnologia e persone.
«Abbiamo compiuto un salto importante tra il 2023 e il 2024; ora stiamo consolidando una crescita più costante e controllata. Quest’anno abbiamo completato l’acquisizione di un’azienda del Mezzogiorno, fondamentale per la nostra strategia di potenziamento degli interporti: l’obiettivo è spostare sempre di più il trasporto delle merci su rotaia, gestendo su gomma la parte finale della distribuzione. Grazie a questa acquisizione siamo presenti a Bari, nello scalo Ferruccio, una porta naturale per i flussi della Puglia. Rispetto all’imminente ingresso di Laporta nel gruppo Logistica Uno, dico sempre che sono loro ad aver scelto noi: hanno visto nella nostra realtà un partner capace di valorizzarne l’identità senza snaturarla. Stiamo integrando assieme le attività e ampliando la nostra capillarità in Italia e all’estero».
In questo quadro, anche i progetti con un importante player del settore beverage si inseriscono in modo naturale: «Si tratta di iniziative che coinvolgono distribuzione, interporto e la possibilità di concentrare grandi volumi in modo sostenibile, utilizzando il treno, che resta il mezzo più efficiente sulle lunghe percorrenze».
Sviluppo internazionale e nuovi presìdi
Sul fronte internazionale, Logistica Uno sta avviando un potenziamento strutturale: «Stiamo aprendo una filiale a Milano, non come semplice ufficio di rappresentanza ma come presidio operativo dedicato ai flussi internazionali. Parallelamente, stiamo valutando l’apertura di una sede tra Austria e Germania con l’obiettivo di intercettare traffici trasversali che non transitano dall’Italia, come quelli diretti verso il Regno Unito. È un tassello centrale del nostro piano triennale».
La logistica del freddo come direttrice strategica
Un’altra leva rilevante è la logistica del freddo: «Abbiamo avviato questo segmento quest’anno e riteniamo che offra ampi margini di sviluppo. La gestione della catena del freddo è complessa, ma rappresenta uno dei mercati del futuro: cambiano i ritmi di vita e cresce la domanda di prodotti pronti. Abbiamo il know-how e la tecnologia, e stiamo perfezionandoli. Inoltre, stiamo investendo in software basati su AI per migliorare il servizio, ottimizzare i processi logistici e aumentare la competitività».
Focus settoriale e sviluppo degli hub
«Uno dei maggiori settori in cui operiamo è la GDO. Oggi siamo molto presenti nel segmento del secco e stiamo ampliando il perimetro al freddo. Abbiamo altre verticalità, ma la direzione strategica resta questa. Nel nostro piano di sviluppo, oltre all’estero e alla logistica del freddo, puntiamo a rafforzare i magazzini più che il trasporto puro: la carenza di autisti rende necessario legare la crescita ai nostri hub e all’intermodale. Siamo tra i principali partner di un grande operatore ferroviario nazionale e intendiamo continuare a investire in questa direzione. Alcuni progetti sono ancora riservati, ma stiamo lavorando molto bene”.
Persone, comunità e sostenibilità
Logistica Uno presta grande attenzione al sociale e al green: «Ho trovato persone che fanno crescere iniziative di valore. Lavoriamo sul benessere del personale e sosteniamo attività di volontariato territoriale. Incentivare buone pratiche di sostenibilità attraverso un po’ di “gaming” aziendale. Abbiamo lanciato il progetto LogiCare, dedicato al benessere, alla prevenzione e alla salute del nostro team. Oggi siamo circa 450 persone: di cui 180 in ruoli impiegatizi e il restante del team tra magazzino e autisti».
Performance e visione
Sul fronte economico, Cornelli conferma obiettivi chiari: «Chiuderemo il 2025 intorno ai 150 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 5-6% sul 2024. È una crescita controllata: troppi sbalzi possono essere complicati da gestire. Preferisco una crescita sana».
«La logistica è un vestito stretto per i clienti: se la pressione sui costi è eccessiva, si rischia di compromettere l’equilibrio. Noi vogliamo restare un’azienda sana, e questo richiede un livello altissimo di attenzione. Accettare grandi volumi è facile, ma può mettere a rischio la redditività».
Collaborazione e ottimizzazione restano prioritarie: «La cooperazione lungo la filiera permette di ottimizzare i flussi e ridurre i viaggi a vuoto. Per noi, però, il cuore della lunga distanza è l’intermodale: il treno completo è l’unico modo per abbattere davvero l’impatto ambientale. Oggi il ferroviario movimenta volumi importanti, fino a 600 camion al giorno in estate: con queste masse, l’ottimizzazione è decisiva. Fare intermodale richiede competenze specifiche, e Logistica Uno è tra le poche realtà che integra logistica e operatività ferroviaria anche nella distribuzione».
Giovani e competenze
Fondamentale anche il rapporto con gli ITS: «con il progetto LogiLab, il laboratorio logistico di Logistica Uno facciamo formazione e network con istituti formativi, investiamo in cultura logistica e cerchiamo talenti. Trattenere i migliori non è semplice. Oggi c’è molta attenzione alla qualità della vita: i ragazzi cercano equilibrio tra lavoro e vita privata, ed è importante che questo equilibrio sia mantenuto».
Il valore delle fiere
«Una fiera come Marca è strategica perché ci permette di stare vicino ai clienti. Partecipiamo ad eventi che ci consentono di entrare nei loro contesti, non solo a fiere di logistica. Dopo il Covid, queste occasioni sono diventate momenti di relazione e socializzazione. Marca ha un clima unico, tipicamente italiano: voglia di confronto, collaborazione, costruzione di sistema. È una forza del Paese. E noi cerchiamo sempre di portare qualcosa di nuovo, soprattutto in termini di sostenibilità e attenzione alle persone».
Cornelli delinea così una traiettoria in cui crescita controllata, intermodale, logistica del freddo e nuovi presìdi tra Milano e l’estero si combinano con una forte attenzione alle persone e alla grande distribuzione.