Largo Consumo 7/2026 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
Diageo: licenziamento per 96 dipendenti su 127 della sede di Milano
Il giorno 8 luglio la società Diageo ha comunicato alle rappresentanze sindacali aziendali e alla segreteria territoriale della UILA l’intenzione di procedere all’ennesima "riorganizzazione" delle attività a livello internazionale. Una scelta i cui drammatici contorni si sono palesati formalmente il 13 luglio con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per ben 96 dipendenti su 127 occupati nella sede di Milano.
Le rappresentanze sindacali hanno fortemente contestato la decisione del colosso britannico, che nei fatti equivale alla dismissione della sede milanese e alla totale cessazione della presenza strutturale in Italia di un gigante mondiale proprietario di marchi iconici come Guinness, Baileys, Smirnoff, Gordon’s e Johnnie Walker.
Si tratta dell'ennesimo schiaffo al territorio e ai lavoratori italiani. Già nel 2025 Diageo aveva dismesso lo storico sito produttivo di Santa Vittoria d’Alba, e trasferito la sede del gruppo – già riorganizzata nel 2022 – da Torino a Milano. A pochissimi mesi dal completamento del trasferimento nel capoluogo lombardo, la multinazionale decide cinicamente di smantellare la sua presenza nel nostro Paese.
La gravità della scelta risiede anche nei numeri del mercato: pur in un contesto generale complesso per il settore degli spirits, gli andamenti di Diageo in Italia sono del tutto soddisfacenti e positivi sia in termini di volumi che di valore. Tuttavia, la dirigenza considera l’Italia esclusivamente come un semplice "mercato di sbocco" da cui prosciugare profitti, spostando le attività direzionali e gestionali verso Paesi in cui il costo del lavoro è nettamente inferiore.
«È inaccettabile – sbotta Alberto Donferri, Segretario Generale UILA Lombardia – che una multinazionale che continua a registrare importanti risultati economici nel nostro Paese consideri l'Italia solo come un bancomat da prosciugare e poi abbandonare. Dopo aver smantellato la produzione a Santa Vittoria d'Alba con la cessione al gruppo Perincess e spostato le sedi come pedine, oggi Diageo pretende di buttare sulla strada 96 famiglie su 127 a Milano per delocalizzare dove il lavoro costa meno. I tentativi aziendali di presentare 'piani sociali' di facciata sono stati giudicati insufficienti e bocciati dalle assemblee dei lavoratori. La UILA non sarà spettatrice di questo dissanguamento occupazionale: abbiamo proclamato lo stato di agitazione e siamo pronti alla lotta in ogni sede. Il 29 luglio ad Assolombarda la società deve cambiare registro: pretendiamo rispetto, garanzie e responsabilità sociale vera, non passerelle d'immagine!»
I tentativi condotti finora per costruire un piano sociale adeguato – in linea con la tanto decantata "responsabilità sociale d'impresa" di cui il Gruppo si fregia – non hanno prodotto alcun risultato soddisfacente né adeguato all'importanza del marchio e ai risultati ottenuti in Italia.
Le proposte finora avanzate dall'azienda sono state seccamente bocciate dalle assemblee dei dipendenti tenutesi il giorno 24 luglio. I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e dato mandato al sindacato per avviare immediate iniziative di mobilitazione a sostegno della trattativa, che riprenderà con forza il giorno 29 luglio presso Assolombarda.