27/04/2026
04/2026 - Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
DATA ANALYSIS

Da dato a informazione: la mission di Advisio per la Gdo

Da dato a informazione: la mission di Advisio per la Gdo

Trasformare il dato in informazione, utile a prendere decisioni in tempi rapidi, a controllare costi e inefficienze, a ottimizzare un processo, semplificare un’analisi o un’attività di negozio. In un solo concetto, a progettare la strategia aziendale sulla base di dati certi.

Il retail e in particolare la Gdo si trovano ogni giorno alle prese con la gestione di un flusso incessante di dati, raccolti dal cliente o lungo la filiera – punti vendita, centrali di acquisto, contabilità – senza però avere pieno controllo. 

Un problema, o una sfida, che nessun player del retail oggi può permettersi di ignorare.

Se la consapevolezza della necessità di digitalizzare le proprie organizzazioni è pressoché assodata, non lo è altrettanto come sfruttare il dato con un’elaborazione di valore, per tradurlo in azioni e decisioni concrete.

Advisio è consulente di dominio tecnologico con più di 20 anni d’esperienza nella realizzazione di progetti di business intelligence e analisi dati in svariati settori, con la certificazione di Microsoft Solutions Partner.

«Dalla nostra esperienza sul tema dei dati – riferisce Gianluca Cappelli, Chief sales officer e Cofounder insieme a Stefano Rossi – emerge una tendenza molto chiara: spesso le aziende faticano ad adottare una reale visione data-driven.

Si tende a scegliere i prodotti pensando che sia sufficiente, mentre è fondamentale il contributo di chi è in grado di “mettere le mani in pasta” per lavorare concretamente insieme al cliente, ai consulenti e a tutti gli stakeholder coinvolti.

Questo ruolo, nella pratica, raramente coincide con quello dei semplici vendor software; serve uno specialista che sappia raccogliere, pulire e certificare il dato, che senza dubbio rappresenta oggi un vero asset strategico per ogni organizzazione, e che richiede un investimento mirato».

Investimenti che talvolta vengono ancora percepiti come non prioritari, ma che spesso hanno un costo di gran lunga più contenuto di quanto lo siano poi ritardi, inefficienze, errori e informazioni non aggiornate o troppo generiche sulla propria attività.

 

Da dato grezzo a informazione

L’intelligenza artificiale poi, il tema del momento, mostra ancora un ampio gap tra curiosità e capacità di adottarla davvero.

«Prima di intraprendere qualsiasi attività è necessario infatti guidarla, sapendo che istruzioni impartire, come sfruttarne le potenzialità, infinite ma anche indefinite».

Il primo step è censire le fonti, raccogliere il dato grezzo, ripulirlo e certificarlo perché diventi un’informazione di valore di un database affidabile e quindi asset strategico per l’azienda. Poi serve un approccio custom che faccia emergere le priorità, gli ambiti di maggiore vulnerabilità, le informazioni più evidenti e le potenzialità inespresse per ogni azienda.

 

L’utilizzo trasversale dei dati

La data platform è smart e scalabile e grazie a differenti livelli di accesso – per ruoli e competenze – consente un uso trasversale delle informazioni raccolte.

Serve al management per analizzare in tempo reale l’andamento di incassi e flussi di vendite incrociando i dati con quelli del mercato, ai contabili per una puntuale gestione di fatture e documentazione evidenziando errori o incongruenze, così come all’addetto di negozio per gestire il magazzino e difetti nella catena logistica, i turni del personale o lo scaffale contro inefficienze, rotture di stock, offerte e invenduto.

 

Il risultato sarà una maggiore efficienza operativa, la governance del dato (per la garanzia di sicurezza e conformità normativa) e una migliore esperienza cliente attraverso sconti e promozioni basati sul comportamento d’acquisto reale.

«A mancare, alla base di tutto, però, è ancora la cultura del dato – conclude Cappelli – per prendere le giuste decisioni e spingere il business».