- Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
Da 130 anni il gusto e la qualità del pomodoro
130 anni di attività, quattro generazioni di impresa e sempre nuove sfide.
Rodolfi Mansueto, terzo player per vendite nei derivati del pomodoro nel Nord-Est e Nord-Ovest d’Italia, nel 2026 celebra l'anniversario di fondazione e il 15 settembre ha incontrato la stampa specializzata con una visita allo stabilimento di Ozzano Taro e un racconto in uno dei luoghi più sorprendenti e cari alla comunità locale, il Museo Guatelli.
Qualità e legame con il territorio come pilastri e la missione di essere sempre la risposta più contemporanea alle richieste del consumatore: la Rodolfi Mansueto ha i numeri dalla sua insieme all'ambizione di presidiare lo scaffale della Grande distribuzione sul mercato italiano ed estero grazie ad una gamma di referenze sempre più ampia, che coniuga tradizione e innovazione.

Da 65 giorni ormai si lavora a ritmo ininterrotto per la campagna annuale di raccolta e trasformazione del pomodoro: 500 operai tra fissi e stagionali fanno funzionare un "laborioso alveare" dove tutto va veloce, e dalla raccolta in campo alla lattina confezionata non passano che una manciata di ore, per garantire un prodotto buono, sano e gustoso.
L'industria conserviera - azienda familiare ancora tutta sotto il controllo della famiglia Rodolfi e pronta ad accolgGLiere oggi anche la quinta generazione - negli anni più recenti ha vissuto una forte accelerazione: in dieci anni sono raddoppiati fatturato e presenza internazionale, gli stabilimenti sono diventati 3 e la presenza nel mondo è arrivata a toccare 100 Paesi.
Nel 2025 il giro d’affari ha superato i 141 milioni di euro, con circa 67 milioni di export, pari al 47% del totale.
Rodolfi, oggi presente in 100 Paesi, si colloca mediamente attorno alla trentesima posizione fra le aziende mondiali del settore per tonnellate di pomodoro trasformate con la Germania come primo mercato di destinazione con circa il 20% del fatturato annuo. la mission è promuoversi con il proprio marchio, per valorizzare un passato che merita di raccontarsi anche come il saper fare all'italiana.

“Centotrent’anni rappresentano molto più di un anniversario: sono la misura di quanto un’impresa possa cambiare continuando a riconoscersi nella propria storia. - ha commentato il Presidente Aldo Rodolfi - In quattro generazioni sono cambiate le dimensioni dell’azienda, le tecnologie, i mercati e il modo stesso di consumare; è rimasto intatto il nostro rapporto con il pomodoro e con questo territorio".
La scommessa oggi è sui sughi pronti, un mercato da 560 milioni di euro che dal 2025 la Rodolfi persegue con ritmi serrati con una linea a brand che, per formati e ricette, risponde alle nuove esigenze di consumo.
La proposta nasce dall’osservazione di due tendenze sempre più evidenti: la ricerca di ricette costruite con ingredienti semplici e di qualità, aperte anche a combinazioni più contemporanee, e la richiesta di formati coerenti con nuclei familiari progressivamente più piccoli.

Da qui il vasetto da 135 grammi in confezione da due, pensato per calibrare meglio le porzioni e limitare gli sprechi. La linea comprende cinque ricette, fra cui Pomodoro e Parmigiano Reggiano e Pomodoro e Lenticchie.
Poi c'è l'Ortolina, che dal 1936 presidia lo scaffale del supermercato con una ricetta di sugo con verdure in tubetto che per molti parmigiani e non solo è una religione, per altri una recente scoperta.
Una ricetta di casa portata su ampia scala che di fatto è una delle prime interpretazioni del "sugo pronto", che ha anticipato la voglia di portare praticità nelle cucine di tutti i giorni senza tralasciare gusto e semplicità.
Il futuro con un nuovo racconto
Il Direttore Commerciale Massimo Manferdini ha illustrato il radicale progetto di rebranding che Rodolfi ha avviato nel 2024 e che ha progressivamente riunito il portafoglio dei marchi dedicati ai vari canali distributivi e professionali sotto il nome dell’azienda, coinvolgendo logo, packaging e presenza digitale.
Al rinnovamento dell’immagine si sono affiancati nuovi investimenti in comunicazione, dallo spot televisivo alla partecipazione alla quindicesima edizione di MasterChef Italia, dove polpe, passate e concentrati sono entrati nella dispensa degli aspiranti chef.
Ortolina invece, mantiene la propria identità forte di un patrimonio storico sedimentato in quasi novant’anni, e che oggi si propone di conquistare anche le nuove generazioni.
Innovazione e investimenti sono stati la chiave di volta per incrementare efficienza e competitività tra efficientamento energetico, risparmio idrico (con un innovativo impianto interno di depurazione e recupero delle acque di lavorazione) e l'automazione degli impianti delle varie fasi di lavorazione e confezionamento.
Tutto lasciando agli addetti il ruolo, cruciale, della supervisione di ogni operazione.
Impossibile infine non soffermarsi sulla scelta di celebrare questa importante giornata in un luogo così unico come il Museo Guatelli, culla di arte, memoria e creatività locale e non solo.

"Abbiamo scelto il Museo Guatelli - ha concluso Rodolfi all'incontro a cui ha preso parte anche il presidente della Fondazione, Alfredo Peri - proprio perché qui la memoria del lavoro vive attraverso gli oggetti, i gesti e le competenze di chi ci ha preceduto: è una sensibilità che sentiamo molto vicina alla nostra storia.
Oggi il nostro compito - ha aggiunto infatti - è dare valore a ciò che abbiamo ricevuto e avere la visione necessaria per continuare a trasformarlo in futuro”.