- Approfondimento - Viviana Persiani
Conserve Italia investe sulla logistica per la fabbrica del futuro
La logistica è ormai uno degli assi portanti degli investimenti industriali. Automazione, digitalizzazione dei flussi e integrazione tra produzione e magazzino stanno ridefinendo le strategie delle aziende alimentari, che puntano ad aumentare efficienza, sostenibilità e competitività lungo l'intera supply chain.
In questo scenario si inserisce il piano di investimenti da 86,9 milioni di euro realizzato da Conserve Italia tra il 2023 e il 2026, uno dei programmi più rilevanti nella storia del gruppo cooperativo. L'intervento ha coinvolto sette stabilimenti produttivi italiani e la sede centrale, con una strategia che integra innovazione industriale, transizione energetica e sviluppo logistico.
Il progetto individua proprio nella logistica uno dei principali fattori di trasformazione. Il caso più significativo è rappresentato dallo stabilimento di Pomposa (Ferrara), dove la gestione dei flussi è stata completamente ripensata attraverso un sistema altamente automatizzato. L'ampliamento del magazzino fino a 120.000 posti pallet, l'introduzione di 25 veicoli a guida autonoma (LGV) e la realizzazione di nuove aree dedicate allo stoccaggio hanno dato vita a un ecosistema integrato in cui produzione e logistica dialogano costantemente.
La movimentazione dei materiali è governata da piattaforme digitali che coordinano le missioni dei veicoli automatici, assegnano le ubicazioni dei pallet e sincronizzano le operazioni con le esigenze produttive. Sistemi di pallettizzazione robotizzata, picking automatizzato ed etichettatura integrata consentono di ridurre le attività manuali, aumentando precisione, sicurezza e continuità operativa. La logistica diventa così parte integrante del processo produttivo e non più una fase successiva alla produzione.
Come sottolinea Pier Paolo Rosetti, direttore generale di Conserve Italia, «Non si tratta di semplici investimenti tecnologici ma di un modello di sviluppo che punta a rendere la filiera più efficiente e sostenibile». Una visione che considera la smart factory come un sistema interconnesso, capace di integrare innovazione industriale e valorizzazione della filiera agricola.
L'evoluzione riguarda però l'intero modello industriale. Il piano comprende infatti l'installazione di nuove linee produttive, tecnologie per la lavorazione del pomodoro e dei legumi, sistemi di confezionamento più sostenibili e impianti ad alta efficienza energetica. Particolarmente rilevante è l'introduzione degli evaporatori a ricompressione meccanica del vapore, che consentono un importante recupero energetico e una riduzione stimata di circa 10.000 tonnellate di CO₂ all'anno, contribuendo contemporaneamente al miglioramento della qualità del prodotto.
La transizione logistica procede parallelamente a quella energetica. Il gruppo ha installato impianti fotovoltaici che superano complessivamente 7,6 MWp di potenza, con una produzione annua prevista di oltre 8 milioni di kWh, destinata a coprire circa il 9% del fabbisogno elettrico aziendale. L'obiettivo è incrementare progressivamente l'autoproduzione energetica e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, integrando sostenibilità ambientale ed efficienza economica.
Per il presidente Maurizio Gardini, questi investimenti rappresentano anche una scelta strategica per il futuro del comparto: «Vogliamo innovare per valorizzare la materia prima dei soci e garantire competitività al sistema agroalimentare italiano». Una direzione che conferma come l'innovazione tecnologica sia oggi strettamente collegata alla capacità di rafforzare l'intera filiera.
Il caso Conserve Italia evidenzia una tendenza sempre più diffusa nell'industria alimentare: gli investimenti non riguardano più soltanto l'aumento della capacità produttiva, ma puntano a creare stabilimenti interconnessi, capaci di utilizzare i dati per ottimizzare ogni fase della produzione e della movimentazione delle merci. La smart factory diventa così un modello organizzativo in cui automazione, digitalizzazione e sostenibilità convergono per rafforzare la competitività delle imprese e la resilienza delle filiere agroalimentari.
In un contesto caratterizzato da volatilità dei mercati, pressione sui costi e crescente attenzione agli obiettivi ESG, la logistica assume quindi un ruolo centrale nelle strategie di investimento. L'efficienza dei flussi, la riduzione dei consumi e l'integrazione digitale rappresentano oggi non solo un vantaggio operativo, ma un vero fattore di differenziazione per le aziende che intendono competere sui mercati nazionali e internazionali.