23/09/2026
9/26 - Approfondimento di comunicazione d'Impresa - Redazione di Largo Consumo
IMBALLAGGI

Il cartone ondulato in gdo alla prova del nuovo Regolamento

Il cartone ondulato in gdo alla prova del nuovo Regolamento

Il cartone ondulato si mette alla prova, alla luce dell'entrata in vigore, il 12 agosto, del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).

Il provvedimento infatti ha introdotto in tutta Europa i primi obblighi di conformità per il comparto, già virtuoso, interessando anche gli attori della catena della grande distribuzione, soprattutto per chi produce a private label.

Associazione Italiana Scatolifici è l'organismo costituito da circa 300 imprese di trasformatori distribuite sul territorio nazionale che ha voluto fare chiarezza sull'evoluzione in atto, per indirizzare gli imprenditori trasformatori verso una corretta applicazione delle nuove disposizioni.

Un settore composto prevalentemente da piccole e medie imprese a capitale italiano che genera un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro, occupa oltre 5mila addetti e trasforma ogni anno più di 2 miliardi di metri quadrati di cartone ondulato.

L'associazione, complice il sempre crescente impiego del cartone ondulato come imballaggio, negli ultimi anni è diventata il riferimento sul campo per gli addetti ai lavori.

Il primo dato che emerge con chiarezza, anche dai risultati di una ricerca commissionata a Ipsos Doxa, è che il cartone ondulato rafforza il proprio ruolo nelle filiere della logistica e della distribuzione.

Otto italiani su dieci dichiarano di conoscere il cartone ondulato e le sue caratteristiche, mentre oltre il 50% afferma di entrare frequentemente in contatto con questo tipo di imballaggio.

Sul fronte delle imprese emerge una domanda in crescita: il 57% delle aziende intervistate ha aumentato l'utilizzo di imballaggi in cartone ondulato nell'ultimo anno, mentre il 51% dichiara di aver sostituito altri materiali, in particolare la plastica, con soluzioni in cartone.

Oltre otto aziende su dieci considerano inoltre sempre più rilevante la personalizzazione del packaging, mentre crescono l'attenzione verso l'efficienza logistica, l'ottimizzazione dei volumi e la riduzione dell'over-packaging.

 

Lo stato di fatto

Il materiale si presenta alle nuove sfide normative con caratteristiche che risultano già oggi coerenti con molte delle indicazioni contenute nel Regolamento europeo.

La filiera italiana della carta e del cartone registra infatti livelli di recupero e riciclo tra i più elevati in Europa: nel 2025 il tasso di recupero degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 93,1%, ben sopra il target europeo dell’85% fissato per il 2030.

L'Italia contribuisce inoltre per circa il 15% alla raccolta europea di carta e cartone e circa l'85% della fibra utilizzata per produrre cartone ondulato deriva oggi da materiale riciclato.

Ma la crescita del comparto non è legata esclusivamente agli aspetti ambientali.

Le esigenze della logistica, dell'e-commerce e della grande distribuzione stanno modificando il ruolo stesso del packaging, sempre più chiamato a garantire efficienza operativa, ottimizzazione dei trasporti, protezione delle merci e riduzione degli sprechi lungo la supply chain.

 

La trasformazione in gdo

Il settore si prepara dunque ad una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni: nella gdo il tema riguarda soprattutto la filiera della produzione a marca del distributore.

"L'impatto sul comparto della gdo è tutto sommato contenuto - conferma il Presidente Andrea Mecarozzi - ma impone obblighi precisi di rendicontazione per chi fornisce imballaggi a private label su tutta la filiera del materiale".

Anche per questo, l'associazione si apre oggi alle attività di consulenza per essere una guida in questa evoluzione.

"L'imballaggio - prosegue - è ormai un elemento chiave per l'efficienza delle filiere produttive e distributive, che va ben oltre la semplice protezione del prodotto.

Il cartone ondulato oggi ottimizza l'intera catena del valore, agendo a diversi livelli.

In primo luogo, abbatte inefficienze e costi legati ai danneggiamenti della merce durante il trasporto, grazie a un design sempre più avanzato e a materie prime con migliori prestazioni.

Inoltre, l’integrazione di soluzioni digitali e intelligenti garantisce la tracciabilità dei lotti, velocizzando i flussi di magazzino e le operazioni di inventario.

Infine, le nuove buone pratiche di ecodesign non solo rispondono ai requisiti normativi ma trasformano il fine vita dell'imballaggio in una risorsa circolare immediata ed economica".

Da qui l'importanza della voce degli scatolifici trasformatori nel dibattito sul futuro del settore e sulle sfide del PPWR, anche sui tavoli istituzionali.

"Il PPWR - conclude Mecarozzi - segna l'inizio di una nuova fase per tutto il comparto degli imballaggi e per il cartone ondulato molte delle direttrici individuate dal legislatore europeo rappresentano un percorso già avviato da tempo.

Oggi la sfida per le nostre imprese è continuare a innovare e, come Associazione, ad accompagnarle in questi nuovi percorsi, supportandole nel cogliere le nuove opportunità che emergeranno”.