Largo Consumo 9/2026 - Approfondimento - pagina 116 - 4 pagine - Maurizio Acerbi
Governare i consumi con lo smart store
Volatilità dei prezzi, impianti eterogenei e manutenzione complessa stanno facendo dell’energia una leva competitiva per il retail. Sono stati alcuni dei temi al centro del “Retail Energy Management Circle”, organizzato da Largo Consumo: un confronto su costi, investimenti, dati, continuità e comfort nei punti vendita. A inquadrare lo scenario, il professor Davide Chiaroni, cofondatore di Energy & Strategy, gruppo di ricerca della School of Management del Politecnico, con un intervento che ha fornito vari spunti, come su Epbd IV e decarbonizzazione degli edifici. «La Epbd IV cambia in maniera molto più drastica la prospettiva. Dice: attenzione, il parco immobiliare deve diventare un sistema a zero emissioni. Dobbiamo quindi mettere in atto una serie di azioni che riguardano anche e soprattutto il patrimonio esistente». Per il commercio, il patrimonio ammonta a circa 235 milioni di metri quadrati e, nel campione Siape relativo alle attività commerciali, oltre il 30% degli edifici ricade nelle classi F e G. Secondo Chiaroni, «non esistono soluzioni semplici; ci sono, però, due ingredienti fondamentali: il primo è lavorare sull’autoproduzione o, più in generale, sul controllo del costo dell’energia e dell’approvvigionamento; il secondo è la digitalizzazione; avere un sistema di controllo automatizzato ha ancora più senso se posso ottimizzare il modo in cui gestisco l’energia e, in particolare, il funzionamento degli impianti».