- Notizia breve - Paola Piovesana
CONAPI certifica la filiera dal fiore al vasetto
Il caldo estremo, il cambiamento climatico, le nuove abitudini di acquisto e di consumo e i dati di un mercato piatto, alla ricerca di nuove leve per crescere.
Il miele sta vivendo un'annata impegnativa con i ricavi degli apicoltori in calo e le importazioni salite del 18%, ma la filiera di Conapi Mielizia dimostra resilienza e tenuta, con risultati in controtendenza.
Il Consorzio che riunisce oltre 600 soci e 100.000 alveari in tutto il Paese, con 5 miliardi di api allevate e tutelate ogni giorno, e con Mielizia, il suo marchio storico che sul mercato italiano è al secondo posto nelle vendite di categoria, il 7 ottobre a Milano ha fatto il punto in un incontro con la stampa specializzata con la direttrice generale Nicoletta Maffini e la responsabile marketing Laura Betti.
"Il 2025 - ha rivelato Maffini - ha totalizzato 31 mila tonnellate di prodotto, mentre le importazioni hanno superato le 26 mila.
A scaffale il mercato italiano - dati Nielsen - vale 157 milioni di euro: -0,8% a valore e -2,4% a volume.
Mielizia invece cresce con +2,8% a valore e +8,6% a volume, con un conferimento dei soci stimato oltre le 2.000 tonnellate", in linea con il 2025 ma sicuramente in calo rispetto ai valori delle annate passate.
Il cambio climatico in atto però, non può che far temere per le produzioni future.
Forte di una filiera corta, italiana e tracciata, Conapi vanta un punto di osservazione unico, e seguendo la strategia adottata in questi anni di costante innovazione e diversificazione della proposta per relazionarsi con il cliente moderno.

Presenta oggi anche "Dal fiore a te", il nuovo payoff che, con bollino e nuove informazioni e rinnovati packaging, racconta lo stretto e corto legame tra materia prima e consumatore.
On air anche una campagna adv dove gli apicoltori sono i protagonisti: "I volti di Mielizia sono da sempre i nostri soci, chi il miele lo produce è la prova più credibile di quello che promettiamo" ha sottolineato Betti.
Illustrando i principali numeri dell'annata 2026, le nuove regole sull'origine del miele e il percorso verso la qualità certificata (SQNZ) Maffini ha pero confermato come, "in un mercato piatto e alla ricerca di nuovi riferimenti, la cooperativa cresce in controtendenza".
La gdo è il mercato di sbocco più importante con 157 milioni, in leggero calo (0,8%), ma deve fare i conti anche con tutto ciò che viene venduto fuori canale tra mercatini, eventi, vendite dirette e che ammonta, sostanzialmente, ad un altro 100 milioni di fatturato.
Maffini qui ammonisce: "La tracciabilità della filiera potrebbe non essere garantita".

Il periodo è segnato anche dall'entrata in vigore della direttiva europea Breakfast - "che porta per la prima volta sul fronte dei vasetti origine delle miscele, paesi e percentuali e dalla nascita di un disciplinare nazionale di qualità che porta maggiori tutele da contraffazioni e incertezze ma che impone agli addetti ai lavori anche nuove sfide; è un passo avanti, ma ancora non basta" ha ribadito il DG.
Dal 14 ottobre, con il silenzio assenso, si applicherà anche il disciplinare unico «Miele Qualità Certificata», il primo standard nazionale di settore che certifica per esempio l’assenza di pastorizzazione, l’estrazione solo per centrifugazione, un’umidità sotto il 17% e la tracciabilità lungo tutta la filiera del miele. Resta il clima, la vera incognita per gli apicoltori di domani.