03/10/2016
Largo Consumo 10/2016 - Approfondimento - pagina 26 - 2 pagine - Cozzi Simona
 
 
Glutenfobia

La disinformazione non aiuta

Una ricerca dell’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane illustra come il più famoso piatto nazionale si sia avvalso, fin dalla seconda metà dell’Ottocento, oltre che del grano nazionale, anche di grano duro di altissima qualità proveniente dall’estero. Siamo i più grandi consumatori, produttori ed esportatori al mondo di spaghetti, fusilli e maccheroni, ma l’uso di grano duro non italiano per la nostra pasta non è un dato di cui stupirsi, poiché da sempre la Penisola non è autosufficiente per questa coltura. Le speculazioni sulla presunta scarsa salubrità del grano estero sono infondate, in quanto i dati confermano che viene controllato esattamente come quello nazionale, spesso costa di più e negli ultimi anni non è mai risultato fuori legge nessun campione entrato nel porto di Bari.

 
 
Abbonati per leggere il contenuto
 
Tag argomenti: Pasta
 
Tag citati: Aidepi, Arpa Puglia, Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, Dichiarazione di consenso scientifico “Healthy Pasta Meals”, Doxa, Felicetti Riccardo, Ferrari Emilio, Ministero della Salute, Ottocento, Paesi, Penisola, Piretta Luca, Unione Semolieri Europei, Università Campus Bio-Medico

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati