09/11/2016
Largo Consumo 10/2016 - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Olio di palma

L'Italia sta diventando il primo Paese europeo palm free

Sono passati ormai due anni dall'inizio della campagna di informazione contro l'invasione dell'olio di palma portata avanti da Il Fatto Alimentare e Gift (Great Italian Food Trade). In due anni – spiegano i protagonisti – abbiamo raccolto 176 mila firme con la petizione lanciata su Change.org, pubblicato oltre 150 articoli, intervistato i più qualificati nutrizionisti, rilanciato i pareri scientifici di quattro agenzie per la sicurezza alimentare europea oltre a quello dell'Istituto Superiore di Sanità, tutti critici nei confronti dell'olio tropicale. Le notizie infondate sulla qualità nutrizionale dell'olio, sull'impossibilità di sostituirlo, sui presunti vantaggi ambientali sono servite a poco.

La vittoria dell' iniziativa rappresenta forse il primo caso in Italia di una campagna "dal basso" che ha vinto contro le grandi aziende alimentari, riuscendo a modificare il sistema di produzione industriale. In questi anni pochissime volte siamo stati invitati nei programmi tv e ancor meno siamo stati intervistati dai giornali nonostante i centinaia di servizi andati in onda. Le interviste erano preferibilmente rivolte a nutrizionisti che hanno cambiato improvvisamene giudizio sul palma e a personaggi noti presentati sempre come esperti favorevoli al palma, dimenticando di dire che si tratta di consulenti delle grandi aziende utilizzatrici di olio tropicale.

Sono passati ormai due anni dall'inizio della campagna di informazione contro l'invasione dell'olio di palma portata avanti da Il Fatto Alimentare e Gift (Great Italian Food Trade). In due anni – spiegano i protagonisti – abbiamo raccolto 176 mila firme con la petizione lanciata su Change.org, pubblicato oltre 150 articoli, intervistato i più qualificati nutrizionisti, rilanciato i pareri scientifici di quattro agenzie per la sicurezza alimentare europea oltre a quello dell'Istituto Superiore di Sanità, tutti critici nei confronti dell'olio tropicale. Le notizie infondate sulla qualità nutrizionale dell'olio, sull'impossibilità di sostituirlo, sui presunti vantaggi ambientali sono servite a poco.

 

La vittoria dell' iniziativa rappresenta forse il primo caso in Italia di una campagna "dal basso" che ha vinto contro le grandi aziende alimentari, riuscendo a modificare il sistema di produzione industriale. In questi anni pochissime volte siamo stati invitati nei programmi tv e ancor meno siamo stati intervistati dai giornali nonostante i centinaia di servizi andati in onda. Le interviste erano preferibilmente rivolte a nutrizionisti che hanno cambiato improvvisamene giudizio sul palma e a personaggi noti presentati sempre come esperti favorevoli al palma, dimenticando di dire che si tratta di consulenti delle grandi aziende utilizzatrici di olio tropicale.

 

Nonostante ciò la capacità di ragionare dei consumatori e le argomentazioni scientifiche e ambientali che abbiamo riportato hanno prevalso, e oggi l'Italia sta per diventare il paese europeo dove l'olio di palma nel settore alimentare risulta in via di estinzione. Oggi le aziende palm free in Italia sono 15 e ci sono anche decine le catene di supermercati (Coop Italia, Esselunga, Carrefour, Unes...) che stanno modificando le ricette. L'elenco si allunga ogni giorno e i prodotti senza olio tropicale hanno superato quota mille.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Olio Abitudini di alimentazione Salute, Sanità e Benessere Tracciabilità della Filiera
 
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Tag citati: Il fatto alimentare Gift Great Italian Food Trade Change.org Istituto superiore di Sanità Coop Italia Esselunga Carrefour Unes

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