01/03/2016
Largo Consumo 01/2016 - pagina 55 - Notizia breve - 2/8 di pagina
 
 

Indicazioni geografiche: scontro Italia-Usa

Potrebbe essere l’Italia la pietra d’inciampo del TTIP, il trattato di interscambio che si propone di creare la più vasta area mondiale di libero commercio tra le due sponde dell’Atlantico, tra Europa e Stati Uniti, già al centro in questi mesi di vivaci polemiche e di dure prese di posizione da par [...] Leggi tutto

Potrebbe essere l’Italia la pietra d’inciampo del TTIP, il trattato di interscambio che si propone di creare la più vasta area mondiale di libero commercio tra le due sponde dell’Atlantico, tra Europa e Stati Uniti, già al centro in questi mesi di vivaci polemiche e di dure prese di posizione da parte di organizzazioni ambientaliste e di difesa dei diritti che hanno promosso mobilitazioni e raccolte di firme in rete nel tentativo di bloccarlo. Aspetti controversi riguardano, oltre alla scarsa trasparenza delle trattative, circondate, specie all’inizio, da grande riserbo, soprattutto il rischio che arrivi a compromettere la libertà di scelta dei singoli Paesi su temi importanti come l’alimentazione. Il testo è giunto all’undicesima tornata di consultazioni bilaterali, a due mesi di distanza dall’arrivo in porto dell’altro importante accordo transnazionale, il TPP (Trans-Pacific Partnership), che il congresso USA, dopo la pubblicazione a novembre, ha tre mesi di tempo per ratificare in toto o respingere. Una partita almeno virtualmente chiusa in questo caso, mentre per quanto riguarda il TTIP la Ue si trova di fronte alla forte opposizione dei cittadini concretizzatasi in oltre 3,2 milioni di firme raccolte dalla petizione che invoca l’interruzione dei negoziati.

Peraltro alla prima “Assemblea mondiale delle Indicazioni Geografiche” nell’ambito di Expo Milano, si è assistito a un raro confronto pubblico ad alto livello tra rappresentanti americani ed europei con toni non proprio pacifici. Al termine dell’incontro il vice-ministro allo Sviluppo economico con delega al commercio estero, Carlo Calenda, è giunto persino a minacciare che l’Italia è pronta a non firmare il trattato, scatenando una «competizione violentissima» e «un conflitto sui mercati dei Paesi terzi», nell’eventualità che gli USA mantengano la loro posizione di chiusura nei confronti dell’italian sounding: un avvertimento che segue dichiarazioni di tenore analogo di qualche tempo prima dello stesso Calenda, il quale aveva avvertito che le Indicazioni Geografiche rientrano tra le materie con un «alto grado di rilevanza e sensibilità politica», riguardo alle quali «un contesto politico ostile potrebbe rivelarsi rovinoso, se non controbilanciato da un forte esercizio di leadership politica negli Stati Uniti e in Europa», per ribadire infine «Più il risultato si allontana più il negoziato, rimanendo in balia dei suoi oppositori, rischia di spostare alcuni di questi dossier verso la categoria delle materie non negoziabili».

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Alimentare Prodotti Tipici
 
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Tag citati: Calenda Carlo Expo Milano

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