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25/03/2019
Largo Consumo 03/2019 - Notizia di Comunicazione di Impresa - Pubblicato on line - Iniz. Redazionali Speciali
 
 
Focus

Food Industry Monitor: Unisg presenta la quinta edizione dello studio sull'alimentare italiano

832 aziende, 61 miliardi di ricavi totali, 15 comparti diversi. Sono i numeri che descrivono il campione rappresentativo del Food Industry Monitor, l’osservatorio di riferimento sulle performance delle aziende italiane del settore agroalimentare. Lo studio è realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, insieme a Gruppo Banca del Ceresio, con la partnership di Fondazione Cariplo e Fondazione Crc e il patrocinio di Elite. L'edizione 2019 dello studio sarà presentata mercoledì 19 giugno, alle 10: è possibile confermare la partecipazione entro il 12 giugno, scrivendo a relazioniesterne@unisg.it.

Lo studio

Il progetto di ricerca viene sviluppato da Unisg a partire dal 2015 e consente di mappare l’evoluzione delle performance del settore dal 2009 al 2017. I risultati dell’osservatorio vengono presentati con cadenza annuale, a partire dal primo anno di realizzazione, con tre convegni di alto profilo tecnico e scientifico. Il progetto ha portato anche all’elaborazione di una pagina web dedicata nell’ambito del sito di Unisg, tre report annuali e due libri pubblicati dal principale editore italiano di economia e management.
15 i comparti analizzati: si va dalle farine alla pasta, dal latte e derivati ai prodotti a base di carne, fino all'acqua, la birra, il caffè, il vino (che comprende cooperative, produttori integrati e trader) e i distillati. E ancora, olio, caffè, dolci, surgelati e conserve, ma anche tutto il mondo del packaging (con i produttori di imballaggi in plastica, bio plastica, alluminio e cartone) e del food equipment (macchine e attrezzature per la produzione di cibi e bevande). Nel complesso, 832 imprese analizzate, che rappresentano circa il 71% di tutte le società di capitale operanti nel settore.

I dati del report 2018

Il report del 2018 aveva presentato l'alimentare come un settore, nel complesso, vivace, soprattutto se confrontato con gli altri comparti industriali: contro una media Roe delle imprese italiane pari al 5,2%, il food evidenzia un return on equity del 9%. Il roi (return on investment) si era attestato sul 10,1%. Nel confronto con la gdo, il ros (redditività delle vendite) del food è doppio: 6,6% contro 3,3%. Rispetto alle altre imprese italiane, l'indebitamento del settore alimentare risulta in progressiva diminuzione (2,4% nel 2016). Entrando più nel dettaglio, lo scorso report evidenzia una crescita dei ricavi in quasi tutti i comparti analizzati, a esclusione della birra, con performance particolarmente positive per i settori delle farine, del food equipment e del caffè. Proprio il caffè spicca per il migliore rapporto tra crescita e redditività, al contrario dei comparti delle conserve, latte e derivati e carne, tra quelli in maggiore sofferenza. In un'analisi delle performance indebitamento-crescita, nel 2017, insieme al caffè, spiccavano anche olio e vino.

Il nuovo report con i dati aggiornati al 2018 sarà disponibile sul sito del Food Industry Monitor a partire dal 19 giugno.

832 aziende, 61 miliardi di ricavi totali, 15 comparti diversi. Sono i numeri che descrivono il campione rappresentativo del Food Industry Monitor, l’osservatorio di riferimento sulle performance delle aziende italiane del settore agroalimentare. Lo studio è realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, insieme a Gruppo Banca del Ceresio, con la partnership di Fondazione Cariplo e Fondazione Crc e il patrocinio di Elite. L'edizione 2019 dello studio sarà presentata mercoledì 19 giugno, alle 10: è possibile confermare la partecipazione entro il 12 giugno, scrivendo a relazioniesterne@unisg.it.

Lo studio

Il progetto di ricerca viene sviluppato da Unisg a partire dal 2015 e consente di mappare l’evoluzione delle performance del settore dal 2009 al 2017. I risultati dell’osservatorio vengono presentati con cadenza annuale, a partire dal primo anno di realizzazione, con tre convegni di alto profilo tecnico e scientifico. Il progetto ha portato anche all’elaborazione di una pagina web dedicata nell’ambito del sito di Unisg, tre report annuali e due libri pubblicati dal principale editore italiano di economia e management.

15 i comparti analizzati: si va dalle farine alla pasta, dal latte e derivati ai prodotti a base di carne, fino all'acqua, la birra, il caffè, il vino (che comprende cooperative, produttori integrati e trader) e i distillati. E ancora, olio, caffè, dolci, surgelati e conserve, ma anche tutto il mondo del packaging (con i produttori di imballaggi in plastica, bio plastica, alluminio e cartone) e del food equipment (macchine e attrezzature per la produzione di cibi e bevande). Nel complesso, 832 imprese analizzate, che rappresentano circa il 71% di tutte le società di capitale operanti nel settore.

I dati del report 2018

Il report del 2018 aveva presentato l'alimentare come un settore, nel complesso, vivace, soprattutto se confrontato con gli altri comparti industriali: contro una media Roe delle imprese italiane pari al 5,2%, il food evidenzia un return on equity del 9%. Il roi (return on investment) si era attestato sul 10,1%. Nel confronto con la gdo, il ros (redditività delle vendite) del food è doppio: 6,6% contro 3,3%. Rispetto alle altre imprese italiane, l'indebitamento del settore alimentare risulta in progressiva diminuzione (2,4% nel 2016). Entrando più nel dettaglio, lo scorso report evidenzia una crescita dei ricavi in quasi tutti i comparti analizzati, a esclusione della birra, con performance particolarmente positive per i settori delle farine, del food equipment e del caffè. Proprio il caffè spicca per il migliore rapporto tra crescita e redditività, al contrario dei comparti delle conserve, latte e derivati e carne, tra quelli in maggiore sofferenza. In un'analisi delle performance indebitamento-crescita, nel 2017, insieme al caffè, spiccavano anche olio e vino.

Il nuovo report con i dati aggiornati al 2018 sarà disponibile sul sito del Food Industry Monitor a partire dal 19 giugno.

 
 
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