06/06/2016
Largo Consumo 05/2016 - - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Pil

Aumenta lo scarto negativo dalla media Ue

Da un’elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor su dati Eurostat emerge che è ancora peggiorato nel 2015 il rapporto tra il Pil pro capite italiano e quello medio dell’Unione Europea. Nel 2014 il Pil pro capite italiano era sceso al di sotto di quello medio dell’Unione dell’1,9%, nel 2015 lo s [...] Leggi tutto

Da un’elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor su dati Eurostat emerge che è ancora peggiorato nel 2015 il rapporto tra il Pil pro capite italiano e quello medio dell’Unione Europea. Nel 2014 il Pil pro capite italiano era sceso al di sotto di quello medio dell’Unione dell’1,9%, nel 2015 lo scarto è del 3%.

 

Lo studio mette a confronto la situazione del 2001 con quella del 2015. Nel 2001, che è l’anno che ha preceduto l’adozione dell’euro da parte dell’Italia, il nostro Pil pro capite (in euro 2010) era di 27.800 euro. Nel 2015 il valore corrispondente è stato di 25.500 euro con un calo dell’8,27%. La situazione dell’Italia risulta ancora più preoccupante se si confronta il nostro Pil pro capite con quello medio dell’Unione. Nel 2001 il valore dell’Italia superava quello medio del 18,8%, nel 2015 siamo scesi sotto la media del 3%.

 

Dallo studio emerge che un notevole miglioramento in termini di Pil pro capite nei quindici anni considerati lo hanno ottenuto i paesi dell’est che, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno gradualmente adottato l’economia di mercato e sono poi entrati nell’Unione.

 

Tra i paesi economicamente avanzati la Germania ha visto il suo scarto dal reddito medio pro capite dell’Unione passare da +25,6% del 2001 a +29,7% del 2015, lo scarto dalla media UE del Regno Unito è passato da +15% a +17,5%. Per la Francia vi è stato invece un peggioramento in quanto lo scarto del Pil pro capite dalla media UE è passato dal +26,1% del 2001 al +19,6% del 2015, ma va segnalato che la Francia è rimasta comunque tra i paesi con Pil pro capite superiore alla media europea.

 

Al di là del caso dell’Italia, dall’elaborazione del Centro Studi Promotor emerge anche la penalizzazione subita dagli altri paesi mediterranei della zona euro. Per la Spagna, tra il 2001 e il 2015, lo scarto dal Pil pro capite dell’Unione è passato da -5,6% a -12,2%, per il Portogallo si è scesi da -29,9% a -36,9%, per Cipro da -10,7% a -21,7% e per la Grecia da -22,2% a -35,4%.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Consumi e Consumatori
 
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