01/03/2015
Largo Consumo 03/2015 - pagina 113 - Notizia breve - 1/4 di pagina
 
 

Anche in Italia gli asili nido H24

Sono cominciati a comparire anche in Italia, a Milano e Campobasso, gli asili nido aperti 24 ore su 24, dove i bambini dai primi mesi fino agli 8-10 anni possono restare a dormire, mentre i genitori lavorano o si prendono una notte di riposo o di svago. È una formula da anni esistente in Europa e ne [...] Leggi tutto

Sono cominciati a comparire anche in Italia, a Milano e Campobasso, gli asili nido aperti 24 ore su 24, dove i bambini dai primi mesi fino agli 8-10 anni possono restare a dormire, mentre i genitori lavorano o si prendono una notte di riposo o di svago. È una formula da anni esistente in Europa e negli Stati Uniti; qui in particolare più diffusa anche per l’alta percentuale di lavoratori impiegati in orari non standard, notturni o fine settimanali (oltre il 40% secondo le stime). L’introduzione nel nostro Paese è stata seguita da una buona risposta, con richieste che arrivano a coprire quasi tutti i giorni della settimana. Peraltro in Italia la percentuale di lavoratori che fanno orari non standard non supera il 20% e nel dato sono inclusi anche impiegati part time. La questione è dunque se davvero si avverte la necessità di questa soluzione e se è vantaggiosa in chiave imprenditoriale. Secondo l’economista Daniele Del Boca, non lo sarebbe perché «non c’è evidenza di una grande domanda. Esistono già asili nido che hanno orari molto flessibili e questa è una cosa che fa bene per l’economia, senza necessariamente arrivare a coprire anche la notte. D’altronde c’è il diritto del bambino di avere una continuità abitativa». D’altra parte, queste strutture non vanno confuse con semplici “baby parking”: il servizio segue un programma educativo e il momento dei saluti si prolunga così da creare una routine analoga a quando il bambino viene messo a letto in casa. Quanto alla possibilità di ricorrere a questo tipo di offerta permangono certamente delle perplessità anche da parte dei genitori, anche se c’è chi non scarta a priori l’ipotesi. È il caso di Lorella e Marco, 39 anni lei, 37 lui, entrambi infermieri che lavorano su turni di 24 ore e con 3 figli di 5, 8 e 10 anni: «C’è solo una sera a settimana in cui la famiglia è unita – racconta Lorella -. Lasciare i bimbi di notte all’asilo? Ora no, ma forse, avendolo a disposizione, quando erano più piccoli, ci avrei fatto un pensiero». Diverso il parere di Antonietta e Aldo, agenti di polizia locale a Milano, che, lavorando su turni, anche loro con 3 figli piccoli, preferirebbero piuttosto, per avere la famiglia unita nel giorno di riposo, «asili aperti nel fine settimana, con orari più flessibili e meno cari».

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Donna
 
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Tag citati: Del Boca Daniele

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