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03/06/2019
Largo Consumo 05/2019 - Approfondimento - pagina 22 - 1 pagina - Raimondi Gianluigi
 
 
Olio d'oliva

Alta volatilità dell’offerta

Per l’olio italiano il 2018 è stata un’annata negativa. Dopo un 2017 di abbondanza, con 428.000 tonnellate, lo scorso anno la produzione è stata pari ad appena 260.000 tonnellate. Un calo prossimo al 40% dovuto in particolare alla contrazione dell’output in regioni molto importanti per questa coltura quali Puglia, Calabria e Sicilia. In Puglia, in particolare, il crollo è verticale: -58%, al di sotto della soglia psicologia delle 100.000 tonnellate. Calabria e Sicilia registrano un -34%e un -25%. La ragione? Secondo Ismea la responsabilità maggiore di questa situazione è da imputarsi alle gelate invernali e primaverili e successivamente a un clima caldo umido che ha favorito gli attacchi di agenti patogeni. Senza poi dimenticarsi dell’irrisolta problematica Xylella nel Salento. Secondo poi Italia Olivicola, il calo della Calabria (che ha sofferto particolarmente gli attacchi degli agenti patogeni) è stato del -70%, quello della Basilicata (che vede la propria produzione ridursi a poco più di mille tonnellate) è del -85%, la Campania sfiora il -40% e la Sardegna il -63 per cento.


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Tag argomenti: Condimenti e salse pronte Olio Conserve vegetali
 
Tag citati: Ismea, Italia Olivicola

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