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01/06/2017
Largo Consumo 06/2017 - Notizia breve - pagina 111 - 1/4 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Ubertis (Carmi e Ubertis - Unicom): "La marca è chiamata a essere il primo custode dei dati dei propri consumatori"

Mentre prosegue l’impegno dell’Autorità Garante contro il cosiddetto telemarketing selvaggio, fenomeno che non tende a diminuire e per il quale il Garante invoca da tempo misure più stringenti, succede (fonte Gfk) che un numero sempre maggiore di italiani sia disposto al rilascio dei propri dati personali, in cambio di servizi e vantaggi immediati.

Sta dunque passando in secondo piano la protezione della privacy con reciproci vantaggi sia per il pubblico, che per brand e retailer?

Risponde

Alessandro Ubertis, Amministratore Carmi e Ubertis e Presidente Unicom

 

“La marca è chiamata a essere il primo custode dei dati dei propri consumatori: al contrario una tutela superficiale diventa una forma di tradimento, che si ritorce, una volta compreso o intuito dal cliente finale, contro la marca stessa”

Mentre prosegue l’impegno dell’Autorità Garante contro il cosiddetto telemarketing selvaggio, fenomeno che non tende a diminuire e per il quale il Garante invoca da tempo misure più stringenti, succede (fonte Gfk) che un numero sempre maggiore di italiani sia disposto al rilascio dei propri dati personali, in cambio di servizi e vantaggi immediati.

Sta dunque passando in secondo piano la protezione della privacy con reciproci vantaggi sia per il pubblico, che per brand e retailer?

Risponde

Alessandro Ubertis, Amministratore Carmi e Ubertis e Presidente Unicom

 

In effetti è vero che gli italiani tendono facilmente a scendere a compromessi, o a essere troppo cedevoli. Si potrebbe trovare per sino un motivo storico di questo atteggiamento, dovuto in larga parte alle continue dominazioni straniere.

Questo ci rende dei negoziatori per natura. Non c’è dunque da stupirsi che il consumatore sia pronto a fare concessioni sul versante della propria privacy e, in fondo, dignità, pur di ottenere piccoli vantaggi. Il tutto, purtroppo, senza voler vedere quello che tutti in realtà sappiamo, ossia che i nostri dati, una volta ceduti, circolano spesso senza controllo. La comodità e il beneficio effimero, per ora, rischiano di avere un prezzo altissimo, generando, fatte le debite eccezioni, un fastidioso disturbo da parte di soggetti con i quali non si è mai entrati in contatto.

Escludendo gli aspetti etici, storici e filosofici, osservo che tutta l’opera di profilazione condotta dal mercato non ha ancora riscontri elevati: molti operatori non sono, al momento, in grado di accostarsi ai big data. Il futuro va comunque in questa direzione, cioè del crescente utilizzo del Crm.

 
 
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Tag argomenti: Pubblicità Comunicazione Marca o branding
 
Tag citati: Carmi e Ubertis, CRM, Ubertis Alessandro, Unicom

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