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13/09/2018
Largo Consumo 07-08/2018 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Irex Annual Report

Tornano a correre gli investimenti nelle rinnovabili nel 2017

Tornano a correre gli investimenti nelle rinnovabili nel 2017: valgono 13,5 miliardi tra estero e Italia, per una potenza di 13,4 GW, contro i 6,8 GW del 2016. La crescita è sorprendente, con un aumento del valore dell’87,5%. Se è vero che gli investimenti internazionali sono la componente principale, ripartono anche le installazioni in Italia. Sono alcuni dei dati contenuti nella nuova edizione del Rapporto Annuale Irex “L’evoluzione del mercato elettrico tra nuovi modelli di business e policy nazionali” realizzato da Althesys. Il rapporto, oltre a tracciare gli investimenti "utility scale" realizzati in Italia da operatori italiani e stranieri e all’estero dai soli player italiani, fa anche il bilancio decennale degli [...]

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  • Gli investimenti italiani nelle rinnovabili 2008-2017

Tornano a correre gli investimenti nelle rinnovabili nel 2017: valgono 13,5 miliardi tra estero e Italia, per una potenza di 13,4 GW, contro i 6,8 GW del 2016. La crescita è sorprendente, con un aumento del valore dell’87,5%. Se è vero che gli investimenti internazionali sono la componente principale, ripartono anche le installazioni in Italia. Sono alcuni dei dati contenuti nella nuova edizione del Rapporto Annuale Irex “L’evoluzione del mercato elettrico tra nuovi modelli di business e policy nazionali” realizzato da Althesys. Il rapporto, oltre a tracciare gli investimenti "utility scale" realizzati in Italia da operatori italiani e stranieri e all’estero dai soli player italiani, fa anche il bilancio decennale degli investimenti italiani nelle rinnovabili, il cui ruolo è oggi divenuto centrale, segnando l’evoluzione dell’intero settore elettrico.

“L’aumento degli investimenti, in larga parte all’estero - spiega l’economista Alessandro Marangoni, capo del team di ricerca e ceo di Althesys - conferma in maniera inequivocabile che l’industria elettrica ha scelto le rinnovabili come asse centrale del sistema energetico futuro, tanto che le rinnovabili costituiscono l’85% della nuova capacità installata nel 2017. E lo dimostra anche lo stesso Irex Report, che compie dieci anni: da studio di nicchia è oggi divenuto un rapporto su tutta l'industria elettrica”.

Nel 2017 sono state registrate oltre 200 operazioni con una potenza coinvolta di 13,4 GW e un valore stimato in circa 13,5 miliardi di euro. I nuovi progetti tornano ad essere la parte principale. Nonostante il 55% delle operazioni sia in Italia, l’88% della potenza è all’estero. "Segno di vitalità e competitività delle nostre imprese, ma anche della necessità di tornare ad investire in Italia" sottolinea Marangoni. E, in effetti, le nuove iniziative nazionali sono in sensibile ripresa rispetto al 2016, con 1,1 GW (400 MW l’anno precedente) e quasi 1,4 miliardi di euro.

Le acquisizioni registrano 64 operazioni e 2.165 MW, per un controvalore di 3,15 miliardi di euro. La tecnologia prevalente per numero di deal è il fotovoltaico (44%) seguito dall’eolico (20%) e dalla Smart Energy (12%). Il mercato secondario degli impianti in Italia si è dimostrato, infatti, ancora molto attivo, con oltre 1.140 MW scambiati, dei quali il 48% sono eolici e il 42% fotovoltaici. Si affacciano le prime iniziative di rinnovamento degli impianti che, pur pesando solo per l’1% delle operazioni, evidenziano una delle direttrici per il rilancio del settore.

Le società dell’IREX Index hanno ottenuto buone performance sul mercato mobiliare, chiudendo il 2017 con un apprezzamento dell’indice del 28%. Le operazioni compiute dalle small-mid cap pure renewables del listino italiano sono state 42, per un valore stimato di 295 milioni di euro e 1,4 GW.

Eolico e fotovoltaico in Europa mostrano costi ancora in discesa. Le aste competitive hanno però portato a un rapido calo delle tariffe, che hanno ridotto i ritorni degli investimenti. L’effetto è stato in parte mitigato dalla ripresa dei prezzi elettrici, tornati a salire dopo anni di calo. Il costo medio dell’elettricità (LCOE) dell’eolico di 44,2 €/MWh, in lieve discesa rispetto al 2016, assicura buoni ritorni degli investimenti in quasi tutti i Paesi.

La transizione verso una maggiore penetrazione di rinnovabili pone quesiti sull’adeguatezza del sistema elettrico italiano. Mentre nel breve periodo, ovvero al 2025, non paiono esservi difficoltà, queste potrebbero emergere nel medio-lungo periodo (2030-40), quando l’invecchiamento del parco termoelettrico rischierà di rendere il sistema inadatto a soddisfare i fabbisogni. Gli scenari futuri indicano che si dovranno aumentare gli investimenti nel rinnovamento del parco termoelettrico e nei sistemi di accumulo (batterie e pompaggi).

La trasformazione digitale sarà il fattore di maggiore impatto, sia sul lato della domanda che dell’offerta. Sulla spinta dello sviluppo di soluzioni Internet of Things, la cosiddetta Digital Energy, si modificheranno inevitabilmente le modalità di scambio, trasporto e consumo dell’energia. Le utility potranno ottimizzare la gestione complessiva, implementare modelli di business diversi e offrire nuovi servizi. Anche i consumatori potranno avere un ruolo più attivo nel sistema, evolvendo verso schemi di prosumer e comunità energetiche. Reti, edifici, città e mobilità sono alcuni dei principali ambiti applicativi della rivoluzione smart.

In questo quadro è quindi necessario definire come attuare in concreto la Strategia Energetica Nazionale, individuando strumenti adeguati: dall'atteso decreto per il periodo 2018-20 alle misure per il rinnovamento degli impianti esistenti, dal capacity market fino a meccanismi che favoriscano il decollo dei contratti di lungo periodo.

 

Gli investimenti italiani nelle rinnovabili 2008-2017
Nel decennio 2008-2017 sono state censite 1.909 operazioni, con investimenti stimati per quasi 95 miliardi di euro e una potenza di 64,5 GW
L’anno più attivo è stato il 2011, con 223 operazioni, il meno vivace il 2016 con 122
Evidente il cambio di tendenza dal 2013, quando la crescita fuori dall’Italia ha sorpassato, per numero di operazioni, quella interna
Gli investimenti internazionali sono infatti passati dai 2 GW del 2008 (36%) ai 10,9 del 2017 (82%)
I primi dieci operatori per MW acquisiti sul mercato secondario italiano nel 2017 hanno raccolto il 75% della potenza complessiva passata di mano. Nel complesso, i primi venti operatori per potenza FER coprono circa il 54% della capacità rinnovabile nazionale. Nell’eolico i primi dieci gruppi possiedono il 62% della potenza, pari a 6.083 MW, anche grazie ad alcune operazioni di rilievo avvenute nel 2017
Fonte: Althesys                                                           Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Energia Energie rinnovabili
 
Tag citati: Althesys, Marangoni Alessandro, Rapporto Annuale Irex

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