01/03/2015
Largo Consumo 03/2015 - pagina 83 - Notizia breve - 1/4 di pagina
 
 

Sempre più virtuale la “paghetta” dei figli

I bambini italiani beneficerebbero della “paghetta” più alta d’Europa, con un incasso medio annuo di 832 euro, al netto di mance di nonni e parenti: una cifra 4 volte superiore a quella dei coetanei francesi e, secondo gli esperti, troppo alta per comprendere a pieno il valore del denaro che finisce [...] Leggi tutto

I bambini italiani beneficerebbero della “paghetta” più alta d’Europa, con un incasso medio annuo di 832 euro, al netto di mance di nonni e parenti: una cifra 4 volte superiore a quella dei coetanei francesi e, secondo gli esperti, troppo alta per comprendere a pieno il valore del denaro che finisce nelle loro tasche. La crisi tuttavia sembra ridimensionare di molto questo dato. Lo rivela un sondaggio condotto da City Poste Payment (istituto di pagamento che lavora su autorizzazione della Banca d’Italia) tra 500 propri clienti. Dall’indagine si scopre anzitutto la sempre maggiore incidenza della dimensione monetaria virtuale, con ben 3 genitori su 5 che utilizzerebbero carte di credito ricaricabili per coprire le esigenze quotidiane di spesa dei figli (dalla ricarica del cellulare, all’acquisto di biglietti di cinema e teatro, ai consumi al bar o in pizzeria ecc.). Il budget medio non supera i 30 euro settimanali, ricaricati su una card di solito collegata al conto corrente dei genitori. A permettersi questa cifra è peraltro solo il 20% delle famiglie italiane, mentre la stragrande maggioranza, cioè il 37%, l’ha ridotta fino a soli 5 euro; c’è poi un 10% che eroga anche 50 euro e appena il 3% che supera questa entità di spesa. Emergono inoltre indicazioni utili a comporre il profilo del tipo di acquisti effettuati utilizzando la “paghetta”. Le spese più frequenti dei figli mediante carte prepagate sono anzitutto le ricariche del cellulare (nei giudizi dei genitori il 24%), quindi l’acquisto di cover e piccoli gadget di elettronica (18%), pizze e fast food (13%), cosmetici (10,5%), parrucchieri/centri estetici (9%), palestra e corsi vari (7%), biglietti di cinema e teatro (6%), piccoli accessori di abbigliamento (4,5%), bigiotteria (3%), piercing e tatuaggi (2%). La “paghetta” su carta ricaricabile, prevalentemente riservata agli adolescenti tra i 12 e i 16 anni (l’80% del campione) rappresenta una piccola rivoluzione nelle abitudini familiari italiane, una pratica sempre più in voga in un Paese in passato, a differenza per esempio degli USA, piuttosto restio all’impiego delle carte di credito come strumento destinato alle piccole spese. A sollecitarne l’adozione, secondo gli autori della ricerca, è la possibilità di tenere costantemente monitorata la spesa in particolare per gli acquisti on line.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Carte di credito e di debito
 
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Tag citati: Banca d’Italia City Poste Payment

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