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22/06/2018
Largo Consumo 05/2018 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Inquinamento

Segnala a Greenpeace i rifiuti in plastica nei mari italiani

Greenpeace lancia Plastic Radar, un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani. È possibile partecipare all’iniziativa utilizzando Whatsapp inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace +39 342 3711267. Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni. “Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli [...]

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  • Spiagge italiane e rifiuti: alcuni dati

Greenpeace lancia Plastic Radar, un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani. È possibile partecipare all’iniziativa utilizzando Whatsapp inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace +39 342 3711267. Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni.

“Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Per effettuare una segnalazione sarà necessario scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Successivamente va inviata a Greenpeace, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto. Ogni segnalazione viene elaborata da Greenpeace e i dati relativi a tipo di rifiuto e posizione saranno disponibili in forma aggregata - nell’arco di 24-48 ore - sul sito plasticradar.greenpeace.it.

“L’iniziativa, oltre a far luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari italiani, vuole individuare anche i principali marchi che, da anni, continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero" prosegue Giuseppe Ungherese.

 

Spiagge italiane e rifiuti: alcuni dati
Su 78 spiagge monitorate, per un totale di oltre 400mila metri quadri, sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia
La plastica si conferma il materiale più trovato, con un percentuale dell’80%, seguita da vetro/ceramica (7,4%), metallo (3,7%) e carta/cartone (3,4%)
Frammenti di plastica, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, anelli e tappi di plastica, cotton fioc e ancora bottiglie, stoviglie e buste, i rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti nel 95% delle spiagge monitorate
Fonte: Indagine Beach Litter 2018 di Legambiente                            Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Inquinamento Ambiente Rifiuti Imballaggio Imballaggio in plastica Plastica Materie prime Monouso
 
Tag citati: Greenpeace, Ungherese Giuseppe

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