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08/01/2018
Largo Consumo 12/2017 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Dmo

Sciopero, i punti di vendita rimangono aperti

L’adesione allo sciopero, indetto il 22 dicembre 2017 dalle organizzazioni sindacali a sostegno della trattativa per il rinnovo dei CCNL della distribuzione cooperativa e moderna organizzata, risulta del 4,3%, una percentuale inferiore rispetto all’ultima agitazione sindacale di maggio 2016, che aveva registrato un 6,5% di adesione. “Nonostante la lentezza delle trattative per la conclusione del contratto del settore, i lavoratori hanno dimostrato un comportamento responsabile – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – La percentuale di adesione, inferiore rispetto a quella delle precedenti manifestazioni sindacali, è per noi un segnale importante. Abbiamo convocato lo scorso mese di marzo e di nuovo a giugno le organizzazioni sindacali per concludere le trattative del Contratto Collettivo Nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata, ma [...]

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  • Il valore della Dmo in Italia

L’adesione allo sciopero, indetto il 22 dicembre 2017 dalle organizzazioni sindacali a sostegno della trattativa per il rinnovo dei CCNL della distribuzione cooperativa e moderna organizzata, risulta del 4,3%, una percentuale inferiore rispetto all’ultima agitazione sindacale di maggio 2016, che aveva registrato un 6,5% di adesione.

“Nonostante la lentezza delle trattative per la conclusione del contratto del settore, i lavoratori hanno dimostrato un comportamento responsabile – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – La percentuale di adesione, inferiore rispetto a quella delle precedenti manifestazioni sindacali, è per noi un segnale importante. Abbiamo convocato lo scorso mese di marzo e di nuovo a giugno le organizzazioni sindacali per concludere le trattative del Contratto Collettivo Nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata, ma Filcams e Uiltucs si sono rifiutati di incontrarci. Ribadiamo che vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma dobbiamo trovare soluzioni equilibrate per imprese e lavoratori, tali da non pregiudicare l’occupazione di un settore già messo a dura prova da anni difficili. Nell’attesa di un approccio costruttivo da parte delle organizzazioni sindacali abbiamo comunque tutelato i nostri collaboratori erogando aumenti retributivi unilaterali che hanno ampiamente salvaguardato il potere d’acquisto dei lavoratori”.

Analogo il punto di vista di Coop. I dati pervenuti dalle singole cooperative confermano che la totalità dei punti vendita Coop è rimasta aperta e si è garantito un servizio costante ai soci e clienti, con percentuali di adesione allo sciopero inferiore a quelle delle precedenti astensioni del 2015. Coop ribadisce la disponibilità a procedere alla conclusione del percorso contrattuale individuando soluzioni che consentano di garantire i livelli occupazionali e riconoscere adeguati livelli retributivi e una efficace lotta all’assenteismo.

 

Il valore della Dmo in Italia
Veicola il 60% delle vendite al dettaglio
Circa 130 miliardi di fatturato annuo
60.000 punti vendita, alimentari e non alimentari
60 milioni di clienti ogni settimana
450.000 addetti, per il 91% con contratto a tempo indeterminato, quasi il 60% di donne e circa il 45% con contratto part-time. Il costo del lavoro è la principale voce dei costi operativi (ne rappresenta oltre il 40%) e la remunerazione del personale costituisce il 72% del Valore Aggiunto creato dal settore
Fonte: Federdistribuzione                                  Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Sindacati Grande Distribuzione Distribuzione organizzata Risorse umane
 
Tag citati: Cobolli Gigli Giovanni, Contratto Collettivo Nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata, Coop, Federdistribuzione, Filcams, Uiltucs

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