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03/10/2016
Largo Consumo 10/2016 - Notizia breve - pagina 147 - 1/3 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Scalise (SGMARKETING Agroalimentare): "Le fiere food sono ormai più momenti di relazione che di business"

In occasione del recente accordo decennale di partnership tra Federalimentare e Fiere di Parma, in merito all’effettuazione delle prossime edizioni della fiera Cibus, il presidente di Federalimentare ha dichiarato, come riportato dal Sole 24 Ore, “non ci importa nulla del Sial di Parigi e dell’Anuga di Colonia: Cibus è l’evento del food made in Italy”

Ma non potrebbe succedere, invece, che siano proprio queste grandi manifestazioni estere a divenire loro stesse, grazie alla notevole capacità organizzativa e al forte richiamo internazionale, i grandi hub del food and beverage italiano nel mondo a scapito della nostra fiera Cibus?

Risponde

Claudio Scalise, Managing director SGMARKETING Agroalimentare

 

“Ciò che fa pensare è il fatto che i nostri connazionali rimangano vincolati alla formula tradizionale, che trova i suoi momenti chiave nei convegni e nelle giornate espositive. Ma uno schema evoluto dovrebbe integrare a fondo il digitale, creando un ‘fuori salone’ virtuale capace continuare nel tempo, diventando un ‘luogo’di scambio e di incontro permanente”

In occasione del recente accordo decennale di partnership tra Federalimentare e Fiere di Parma, in merito all’effettuazione delle prossime edizioni della fiera Cibus, il presidente di Federalimentare ha dichiarato, come riportato dal Sole 24 Ore, “non ci importa nulla del Sial di Parigi e dell’Anuga di Colonia: Cibus è l’evento del food made in Italy”

Ma non potrebbe succedere, invece, che siano proprio queste grandi manifestazioni estere a divenire loro stesse, grazie alla notevole capacità organizzativa e al forte richiamo internazionale, i grandi hub del food and beverage italiano nel mondo a scapito della nostra fiera Cibus?

Risponde

Claudio Scalise, Managing director SGMARKETING Agroalimentare

 

Le fiere hanno sempre meno il ruolo di eventi di affari e sempre più quello di momenti atti a sviluppare relazioni business to business durature. Visto che i mercati sono sempre più globali, l’efficacia di ogni rassegna si può sempre più misurare anche dall’ampiezza del pubblico sul quale si riesce a intervenire nel tempo.

Per quanto riguarda la mia esperienza, devo dire che il nostro sistema fieristico agroalimentare è ancora indietro, sia in termini di dimensioni che di approccio. Ci troviamo di fronte a un’eccesiva frammentazione che, per giunta, tende ad accentuarsi, impedendo al nostro Paese di emergere come un vero punto di incontro internazionale.

Ciò che fa pensare, e per questo ho parlato di relazioni durature, è il fatto che i nostri connazionali rimangano vincolati alla formula tradizionale, che trova i suoi momenti chiave nei convegni e nelle giornate espositive. Ma uno schema evoluto dovrebbe integrare a fondo il digitale, creando un ‘fuori salone’ virtuale capace continuare nel tempo, diventando un ‘luogo’ di scambio e di incontro permanente.

Il web consente di instaurare e rafforzare i legami fra gli addetti ai lavori, legami che ampliano e addirittura aprono la strada al momento clou vero e proprio, quello delle giornate di fiera, che sono e saranno sempre, per evidenti motivi, limitate nel tempo. In parte l’esigenza di costruire dei presidi sui mercati internazionali viene coperta mediante gli accordi fieristici nazionali e internazionali, a patto evidentemente, lo ribadisco, di passare dal concetto di rassegna a quello di piattaforma, un concetto che permette, cosa non da poco, di destare le attenzioni di Paesi lontani ed emergenti che non sarebbero raggiunti dalla formula espositiva tradizionale.

Insomma se è vero che il made in Italy alimentare esercita un’indiscutibile attrazione sul pubblico estero, è altrettanto vero che questo interesse da solo non basta a supportare la penetrazione delle nostre aziende sui nuovi mercati mondiali. Essere al servizio delle imprese, per il sistema fiere significa anche progettare format in grado di superare i limiti oggettivi del nostro sistema agroalimentare: la logistica e l’ampiezza dell’offerta.

 
 
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Tag argomenti: Agroalimentare Fiere Ricerche di mercato
 
Tag citati: Paese, Paesi, Scalise Claudio, Sg marketing agroalimentare

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