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01/03/2016
Largo Consumo 03/2016 - Notizia breve - pagina 91 - 1/89 di pagina - Redazione di Largo Consumo
 
 

Plastica negli oceani: il ruolo degli imballaggi

Ai ritmi attuali nel 2050 gli oceani conterranno più plastica che fauna marina. E’ l’allarme lanciato dal World Economic Forum (WEF) di Davos e dalla MacArthur Foundation con il rapporto “The New Plastics Economy” che punta il dito sugli imballaggi. Rappresentano infatti il 26% del totale degli impieghi di plastica, causando, data la vita breve del packaging, una perdita economica pari a 80-120 miliardi di dollari l’anno proprio per via del modello “usa e getta”.

Ai ritmi attuali nel 2050 gli oceani conterranno più plastica che fauna marina. E’ l’allarme lanciato dal World Economic Forum (WEF) di Davos e dalla MacArthur Foundation con il rapporto “The New Plastics Economy” che punta il dito sugli imballaggi. Rappresentano infatti il 26% del totale degli impieghi di plastica, causando, data la vita breve del packaging, una perdita economica pari a 80-120 miliardi di dollari l’anno proprio per via del modello “usa e getta”. Ogni confezione è infatti prodotta per un utilizzo inferiore alla durata di un anno. A ciò si aggiunge lo scarso tasso di riciclaggio degli imballaggi plastici, intorno al 14% del totale contro il 58% della carta e al 70-90% dei metalli. Ciò malgrado, secondo il report, la percentuale di riciclaggio della plastica potrebbe crescere al 58% senza causare perdite economiche. A questa prospettiva si dovrebbe aggiungere però anche la ricerca per arrivare a imballaggi “bio-benigni”, cioè in grado di ridurre l’impatto negativo anche una volta dispersi nell’ambiente.

 
 
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Tag argomenti: Ambiente Riciclo Plastica Imballaggio Imballaggio in plastica
 
Tag citati: MacArthur Foundation, WEF, World Economic Forum, “The New Plastics Economy”

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