01/06/2014
Largo Consumo 06/2014 - pagina 77 - Notizia breve - 174 di pagina
 
 

Ortofrutta a km zero, ma è una frode

Verdure commercializzate ai mercati ortofrutticoli e spacciate come produzioni a km zero. È il caso scoppiato nel padovano su cui è stata aperta un’inchiesta a seguito di operazioni di accertamento da parte del comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato che hanno portato alla luce il traffi [...] Leggi tutto

Verdure commercializzate ai mercati ortofrutticoli e spacciate come produzioni a km zero. È il caso scoppiato nel padovano su cui è stata aperta un’inchiesta a seguito di operazioni di accertamento da parte del comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato che hanno portato alla luce il traffico di prodotti ortofrutticoli venduti come produzioni a km zero, ma che in realtà erano stati acquistati al centro ortofrutticolo di Padova. I prodotti, che in qualche caso risultavano provenire persino dall’estero, venivano poi rivenduti nei mercatini locali del padovano, smerciandoli come nostrani o appena raccolti. Sulla vicenda è intervenuto, con una dura presa di posizione, anche l’eurodeputato della Lega Nord Giancarlo Scottà, che ha chiesto un’azione disciplinare severa contro la truffa perpetrata nei confronti dei produttori e consumatori che credono nel valore dei prodotti a km zero, argomentandola con le seguenti parole: «Al di là delle battaglie politiche, è contrario a ogni etica truffare mamme e papà che comprano alimenti per i propri figli. Quegli individui che ingannano in questo modo le famiglie e tutti gli operatori onesti del settore primario dovrebbero essere interdetti dal lavoro agricolo, costretti a cambiare mestiere. La Commissione europea – ha ricordato inoltre l’eurodeputato – ha posto l’accento su produzioni stagionali e tipicità locali, promuovendo e incentivando l’acquisto delle produzioni a km zero. Io per primo mi sono impegnato a promuovere questo valore, realizzando un opuscolo che aiuta le famiglie a consumare prodotti alimentari in modo consapevole. Certo, se poi c’è chi si prende gioco di tutto questo sistema, allora non resta che andare sul campo insieme al contadino per essere sicuri di quello che mangiamo. La compravendita di prodotti alimentari si basa essenzialmente sulla fiducia, perciò questi truffatori, autori di un gesto ignobile e disonesto, meritano un castigo esemplare».

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Orticoltura Ortofrutta e ortofrutticoli Tracciabilità della Filiera
 
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Tag citati: Commissione europea Corpo forestale Lega Nord Giancarlo Scottà Stato

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