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02/04/2018
Largo Consumo 04/2018 - Notizia breve - pagina 5 - 1/4 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Mingardi (Istituto Bruno Leoni): "Il prezzo del ‘servizio’ Stato è cresciuto perchè l'unico non esposto a concorrenza"

Se storicamente ogni miglioramento nel mercato del lavoro si deve soprattutto alla crescita dell’inflazione, legata a sua volta all’aumento dei prezzi al consumo, tale dinamica oggi non sembra più valere, in parte per gli effetti della rivoluzione tecnologica (stipendi contenuti e professioni che scompaiono) e molto per i prezzi concorrenziali dei retailer online rispetto ai distributori tradizionali.

Essendo Amazon al centro delle due questioni, potremmo dunque parlare di una “amazonificazione” dell’economia?

Risponde

Alberto Mingardi, Direttore Generale Istituto Bruno Leoni

 

“Le difficoltà del ceto medio vengono sostanzialmente da una fonte: la crescente tassazione. Mentre i prezzi di beni e servizi sono tendenzialmente diminuiti, il prezzo del ‘servizio’ Stato è cresciuto enormemente. Forse perché si tratta dell’unico non esposto a concorrenza, che ciascuno deve comprare volente o nolente”

Se storicamente ogni miglioramento nel mercato del lavoro si deve soprattutto alla crescita dell’inflazione, legata a sua volta all’aumento dei prezzi al consumo, tale dinamica oggi non sembra più valere, in parte per gli effetti della rivoluzione tecnologica (stipendi contenuti e professioni che scompaiono) e molto per i prezzi concorrenziali dei retailer online rispetto ai distributori tradizionali.

Essendo Amazon al centro delle due questioni, potremmo dunque parlare di una “amazonificazione” dell’economia?

Risponde

Alberto Mingardi, Direttore Generale Istituto Bruno Leoni

 

È difficile sostenere che il miglioramento delle condizioni di vita abbia a che fare con l’inflazione, cioè con l’aumento generale del livello dei prezzi. Al contrario, ciò che conta è la crescita dei salari reali: ovvero delle “cose” (beni e servizi) che si riescono a comprare con un certo stipendio. Da questo punto di vista, se le condizioni di vita migliorano è precisamente perché i prezzi tendono a diminuire, non ad aumentare.

Oggi il salario di un operaio “compra” generi alimentari incredibilmente più salubri di quelli che si poteva permettere un finanziere cent’anni fa; medicine migliori; trasporti più veloci e più sicuri; passatempi infinitamente più complessi (dai videogame ai film su Netflix); vacanze più lunghe; comunicazioni istantanee e via dicendo. 

Detto questo bisogna aggiungere che le difficoltà del ceto medio vengono sostanzialmente da una fonte: la crescente tassazione. Mentre i prezzi di beni e servizi sono tendenzialmente diminuiti, il prezzo del “servizio” Stato è cresciuto enormemente. Forse perché si tratta dell’unico “servizio” non esposto a concorrenza, che ciascuno deve comprare volente o nolente.

La narrazione per la quale sarebbe in corso una compressione del ceto medio, negli Stati Uniti, si basa sostanzialmente su un dato: il salario orario dei lavoratori non qualificati negli Stati Uniti è tutto sommato a livelli non lontani da quelli degli anni Sessanta.

Chi ne deduce che siamo di fronte a un peggioramento delle condizioni di vita però non tiene conto di due cose: da un lato è cresciuta dagli anni Sessanta a oggi, negli Stati Uniti, la quota della retribuzione del lavoratore che viene assorbita da pensioni, assicurazione sanitaria e altro. Dall’altro il prezzo del lavoro è stato “calmierato” da una sorta di “globalizzazione interna”. Infatti in America alcune categorie di persone (le persone di colore e le donne) hanno potuto cominciare a competere per posti per i quali in precedenza non potevano offrire il proprio lavoro.

C’è poi la questione del miglioramento della qualità di beni e servizi. Chi di noi mai preferirebbe medicine o automobili del 1970 ai prezzi del 1970, a medicine e automobili del 2018 ai prezzi del 2018? 

Da ultimo: prezzi più bassi significano risorse che si liberano per fare altre cose. Se queste risorse diventano risparmio, a un certo punto finiscono per finanziare nuove idee imprenditoriali e, in ultima analisi, altre opportunità di lavoro.

 
 
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Tag argomenti: Concorrenza
 
Tag citati: Amazon, Istituto Bruno Leoni, Mingardi Alberto

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